Ecstasy, discoteca e cervello


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Ricerche del Cnr. 

Droga, ecstasy e musica  a palla: neuroni in tilt per sette giorni 



Roma (19/10/01) - Secondo uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) la miscela ecstasy-musica comporta conseguenze particolarmente pericolose: una diminuzione della potenza del tracciato elettroencefalografico di circa il 70% che si prolunga sino 
a quasi una settimana dall'assunzione della droga.

Una pasticca e via in discoteca, ad emulare Tony Manero con effetti talvolta drammatici. I giovani sembrano farlo sempre più spesso con l'aiuto dell'Ecstasy, un derivato della metanfetamina che ha una estrema facilità di sintesi e il cui consumo è in continuo aumento dagli inizi degli anni '80 soprattutto in contesti "giusti" quali i rave-parties.

Michelangelo Iannone, dell'Istituto di Biotecnologie Applicate alla Farmacologia del Cnr di Catanzaro, ha cercato di capire sino a che punto la musica a forte volume e la luce ad intermittenza potessero influenzare alcuni parametri della funzionalità cerebrale.

Lo ha fatto, in collaborazione con alcuni ricercatori della Facoltà di Farmacia dell'Università "Magna Græcia" di Catanzaro, somministrando a ratti di laboratorio dosi variabili di ecstasy e trasferendo loro stimoli acustici e visivi molto simili a quelli delle discoteche o dei rave parties.

"Mentre il suono e la luce intermittente - spiega il ricercatore del Cnr - non sembrano in grado di influenzare da soli in maniera sensibile l'attività elettrica cerebrale di questi animali, la grossa sorpresa è venuta dall'analisi dell'elettroencefalogramma di ratti trattati con ecstasy e musica ad alto volume o con ecstasy e luce intermittente.

In questi esperimenti il tracciato elettroenecefalografico ha subito infatti una diminuzione della potenza di quasi il 70%, prova che le stimolazioni sensorie vanno ad aggravare l'effetto tossico dell'Ecstasy. Che da sola è risultata comunque in grado di abbassare la potenza totale dello spettro elettroencefalografico fino al 45 % rispetto a situazioni normali". 

Va sottolineato inoltre che ratti trattati una sola volta con questa droga e sottoposti al suono per 4 ore hanno continuato a mantenere alterazioni del tracciato elettroencefalografico per quasi una settimana. Un'evidenza sperimentale che contraddice completamente coloro i quali affermano che l'Ecstasy termina il suo effetto poche ore dopo la somministrazione.

"Possiamo senz'altro dire - Iannone - che la musica delle discoteche è in grado di potenziare gli effetti neurotossici dell'Ecstasy sia in termini di intensità che di durata. Nei nostri laboratori stiamo ora verificando se al danno elettroencefalografico corrisponda anche, come è probabile, un danno delle cellule neuronali cerebrali, finora mai quantizzato in queste condizioni sperimentali".

 

Fonte: http://www.heos.it/salute/salut_50.htm

 

 

-Dott. Sergio Angileri - aut. san. N.2573/95 , 7/8/95 - Ordine Psicologi Sicilia N°480-
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