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Disturbi d' ansia: criteri diagnostici



 

 


 
 

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Lo Studio PSIMED - Psicologia Medica Psicosomatica - è  uno Studio Specialistico di Psicologia e Medicina, ( psicologo - psicoterapeuta - neurologo - endocrinologo, dietologo e specialista del metabolismo - psichiatra - ginecologa ), altamente specializzato e operante a Palermo dal 1985.

Lo Studio PSIMED - Psicologia Medica Psicosomatica - è a Palermo, in Via Leonardo da Vinci, 111 - tel- 091.6820331 -

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Lo Studio PSIMED - Psicologia Medica Psicosomatica - eroga PSICOTERAPIA (individuale, di coppia, in gruppo), e MEDICINA SPECIALISTICA (neurologia, psichiatria, endocrinologia, dietologia, ginecologia, sessuologia). Queste specialistiche sono applicate ai "Disturbi e Disagi Psicologici", ad esempio (ansia, panico, fobie, depressione, disturbi dell'umore, disturbi di personalità, disturbi del comportamento alimentare, disturbi e malattie psicosomatiche, disturbi sessuali psicogeni maschili e femminili, disturbi da dipendenza, parafilie e perversioni sessuali, malattie psichiatriche).

Con le nostre metodologie specialistiche e specifiche, ci occupiamo, inoltre, della Consulenza e della Psicoterapia di Coppia e delle Problematiche Sessuali nella Coppia e nel Matrimonio.

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INFORMAZIONI SUI COSTI DELLA PSICOTERAPIA

Ci viene spesso richiesto se il "primo colloquio" con lo psicoterapeuta è gratuito.

Informiamo che:

  •  il primo colloquio con lo Psicoterapeuta è già una prestazione specialistica clinica e psicodiagnostica e come tale va remunerata.

  •  il livello di specializzazione, qualificazione, esperienza trentennale ed anzianità professionale degli psicologi, degli  psicoterapeuti e degli altri specialisti, non consente, nel nostro Studio, a differenza di come avviene altrove, di rendere disponibile il primo colloquio gratuitamente.

  •  tuttavia, negli ultimi anni abbiamo molto contenuto le nostre tariffe e rendiamo disponibili sia un Tariffario Agevolato e sia una offerta di "Psicoterapia Convenzionata".

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Cause dei disturbi

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Tabelle diagnostiche per i disturbi d'ansia

 

 

   

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Descrizione sintetica delle nostre procedure di cura nei Disturbi d'Ansia

- le descrizioni fornite, inclusa l'indicazione della durata media della psicoterapia negli specifici casi, sono indicazioni generali e non possono tenere conto delle moltissimi variabili individuali e personali -

- Cliccare qui per accedere alla nostra "Psicoterapia Convenzionata"

  Cura dei disturbi di:

 

  1. ANSIA GENERALIZZATA (senza depressione)
  2. ANSIA SOCIALE

  3. FOBIA SOCIALE

  4. ANSIA RELAZIONALE  (quando si esprime in occasione della vita sociale, incontri nuovi, esami, ecc.)
  • Nota: per vedere i dettagli dei sintomi di ciascuno di queste forme di ansia, clicca  sui loro nomi e vedrai la descrizione sintetica o dettagliata.

 

 

I passi della terapia, per i disturbi d'ansia generalizzata, sociale e relazionale, sono:

  •  Definizione e analisi dei sintomi e del disturbo specifico per la data persona.
  •  Anamnesi storica e familiare (si individuano gli elementi causali che risalgono al passato della persona).
  •  Questa fase richiede circa 3 sedute di psicoterapia. In questa fase, se il paziente dà il consenso, si effettua anche una visita con uno degli specialisti dello studio, diversi dallo psicoterapeuta (il neurologo o lo psichiatra).
  •  Con specifiche tecniche iniziali, consentire alla persona di diventare consapevole di come certi suoi automatici sistemi di pensiero e interpretazione, provocano i sintomi d'ansia, spesso in forma di "pensiero previsionale". Occorrono circa 2 sedute di psicoterapia.
  •  A questo punto si possono cominciare ad applicare i metodi e le procedure di cura per risolvere i disturbi d'ansia. I metodi e le procedure di cura, più frequentemente usati, sono:
  1. tecniche di psicoterapia cognitiva della serie RET (Rational-Emotive Therapy), con prevalenza d'uso dei metodi RSA (Rational Self-Analysis) e DIB (Disputing Irrational Beliefs). Lo psicoterapeuta insegna al paziente cosa/come applicare su di sè queste tecniche, con riferimento alla metodologia originale di Albert Ellis. Nel corso di circa 4 sedute di psicoterapia in genere il paziente ottiene già, grazie a questo metodo, un decremento dell'ansia di circa il 30/40% rispetto all'intensità dei sintomi che accusava all'ingresso in psicoterapia.
  2. in alcuni casi, prescrizione e somministrazione di psicofarmaci, quali alprazolam (alcune volte in combinazione con venlafaxina o paroxetina), a seguito della valutazione di uno dei nostri specialisti (neurologo o psichiatra), se ha precedentemente visitato il paziente.
  3. tecniche di psicoterapia transazionale e/o psicoterapia gestaltica: applicazione in seduta della confrontazione frontale (2 sedie contrapposte), dove lo psicoterapeuta aiuta il paziente a "spurgare", "proiettare fuori di sè", le consapevolezze che ha imparato a conseguire nelle sedute precedenti. Questa fase richiede di solito circa 3 sedute di psicoterapia.
  4. tecniche di analisi transazionale e gestaltiche: lo psicoterapeuta può usare diversi modi, uno dei quali si fonda sull'alleanza e la fiducia che intanto il paziente ha conquistato nei confronti dello psicoterapeuta. Si adopera allora una tecnica (3 sedie: due occupate dal paziente e il terapeuta e una terza vuota), nella quale il paziente avrà un potente guadagno di liberazione e crescita di assertività, "collocando" sulla sedia vuota chi o ciò per lui/lei è necessario, a secondo la propria storia personale. Questa fase richiede di solito altre 3 sedute di psicoterapia.
  5. tecniche di analisi transazionale: con procedure analitiche specifiche + tecniche di rilassamento + tecniche ipnotiche (quando necessario), il paziente può adesso approfondire l'analisi del Se' (analisi dei "giochi psicologici" e del proprio "copione di vita"), imparando a conoscere ea dominare, in parte, il proprio sistema inconscio. Questa fase richiede mediamente 5 sedute di psicoterapia.
  6. tecniche di psicoterapia cognitiva-comportamentale: lo psicoterapeuta assegna al paziente degli "homeworks" (compiti a casa) e insegna al paziente i modi per diventare potente nell'apprendimento di nuovi comportamenti. Si applicano alcune tecniche di desensibilizzazione dell'ansia residua. Questa fase richiede mediamente 5 sedute di psicoterapia.

La durata media dell'intero ciclo di psicoterapia, per la cura dei disturbi d'ansia generalizzata, sociale e relazionale, è di 25 sedute di psicoterapia.

 

Cura dei disturbi di:
  1. ANSIA COLLEGATA A FOBIA SPECIFICA
  •  Nota: per vedere i dettagli dei sintomi di questa forma di ansia, clicca  sul nome e vedrai la descrizione sintetica o dettagliata.
 

I passi della terapia per il disturbo d'ansia collegato a fobie specifiche, sono:

  •  Analisi accurata della correlazione fra: situazione - oggetto del quale si sente la fobia - comportamenti di evitamento, da parte del paziente. Occorrono circa 2 sedute di psicoterapia. In questa fase, se il paziente dà il consenso, si effettua anche una visita con uno degli specialisti dello studio, diversi dallo psicoterapeuta (il neurologo o lo psichiatra).
  •  Inizio dell'applicazione delle tecniche e delle procedure terapeutiche specifiche per le fobie e l'ansia collegata alle fobie. I metodi e le procedure di cura, più frequentemente usati, sono:
  1. addestramento alle tecniche di rilassamento psico-somatico
  2. in alcuni casi, prescrizione e somministrazione di psicofarmaci, quali alprazolam (alcune volte in combinazione con venlafaxina o paroxetina), a seguito della valutazione di uno dei nostri specialisti (neurologo o psichiatra), se ha precedentemente visitato il paziente.
  3. applicazione di tecniche di psicoterapia cognitiva abbinate a modalità RET (in assetto covert), quali la tecnica REI (Rational-Emotive Imagery). Lo psicoterapeuta addestra e accompagna il paziente in assetto "covert", alla rappresentazione in studio, della situazione fobica. Analisi e consapevolezza degli stili cognitivi adoperati per la propria rappresentazione della realtà. Analisi delle correlazioni causa-effetto fra pensiero e risposta ansiosa-fobica. Occorrono circa 6 sedute di psicoterapia.
  4.  inizio della fase della psicoterapia comportamentale: desensibilizzazione semplice e sistematica; flooding in covert e/o oggettuale; ecc. Occorrono circa 4 sedute di psicoterapia.
  5. tecniche di psicoterapia analitica transazionale, per consolidare e concludere la terapia: il paziente viene aiutato a divenire consapevole del "significato simbolico" della fobia; viene aiutato a divenire assertivo, per mezzo delle tecniche specifiche AT adatte per questo; viene aiutato a saper "sostituire" la fobia con nuovi comportamenti decisionali. Occorrono mediamente 8/10 sedute di psicoterapia.

La durata media dell'intero ciclo di psicoterapia, per la cura dei disturbi d'ansia generalizzata, sociale e relazionale, è di 22 sedute di psicoterapia.

 

Cura dei disturbi di:

 

  1. ANSIA collegata a PANICO
  2. DISTURBO DI PANICO (con Agorafobia)
  3. AGORAFOBIA (senza Panico)

 

  •  Nota: per vedere i dettagli dei sintomi di ciascuno di queste forme di ansia, clicca  sui loro nomi e vedrai la descrizione sintetica o dettagliata.
 

I passi della terapia per il disturbo d'ansia collegato a Panico e ad Agorafobia, sono:

  •  Analisi accurata della situazione familiare e di appartenenza del paziente. In questa fase, se il paziente dà il consenso, si effettua anche una visita con uno degli specialisti dello studio, diversi dallo psicoterapeuta (il neurologo o lo psichiatra).
  •  Lo psicoterapeuta informa il paziente che potrebbe essere utile convocare le persone a lui/lei vicine, per spiegare elementi del panico/agorafobia: spesso, infatti, questi disturbi risultano molto ostici e incomprensibili alle persone e nella terapia, a volte, serve la collaborazione di alcune persone prossime al paziente.
  •  Inizio dell'applicazione delle tecniche e delle procedure terapeutiche specifiche per il disturbo di panico e/o l'agorafobia e l'ansia collegata. I metodi e le procedure di cura, più frequentemente usati, sono:
  1. tecniche di terapia cognitivo-comportamentale: lo psicoterapeuta avvia il paziente ai metodi di "monitoraggio continuo del panico"; tecniche di "ristrutturazione cognitiva focalizzata".
  2. tecniche di rilassamento psico-somatico e addestramento al riconoscimento delle somatizzazioni; rieducazione della respirazione
  3. prescrizione e somministrazione degli adeguati psicofarmaci: la cura del panico e dell'agorafobia, spesso richiede la combinazione integrata fra psicoterapia e psicofarmaci
  4. psicoterapia analitica transazionale: vengono dedicate alcune sedute analitiche, per consentire al paziente di acquisire la consapevolezza dei paradossali "vantaggi secondari" della sindrome panico/agorafobia; questa consapevolezza è spesso necessaria per prevenire le ricadute
  5. psicoterapia in gruppo: spesso le persone affette da panico/agorafobia, giovano della psicoterapia in gruppo, per guarire definitivamente dalla loro patologia.

La durata dell'intero ciclo di psicoterapia è, nel caso di panico e agorafobia, molto variabile da soggetto a soggetto.

 

Cura dei disturbi di:

 

  1. ANSIA collegata a OSSESSIONI e COMPULSIONI
  2. DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO

 

  •  Nota: per vedere i dettagli dei sintomi di ciascuno di queste forme di ansia, clicca  sui loro nomi e vedrai la descrizione sintetica o dettagliata.
 

I passi della terapia per il disturbo d'ansia collegato a Ossessioni e Compulsioni, sono:

  •  Analisi accurata della costellazione ossessiva e/o compulsiva del paziente: il paziente viene addestrato a compilare un "diario comportamentale", più un "diario dei rituali"; quando la sindrome è resa invasiva a causa di forti implicazioni del "dubbio" e della "incertezza", alla persona vengono fornite specifiche tecniche di intervento.
  •  Contestualmente il paziente viene visitato anche da uno dei nostri specialisti - neurologo o psichiatra - per l'anamnesi medica da abbinare a quella psicodiagnostica.
  •  Si fanno poche sedute di psicoterapia iniziale per stabilire, fra paziente e psicoterapeuta, le migliori modalità: cioè quelle che sono più sintoniche con le "necessità" del paziente di evitare qualcosa o di preferire qualcosa altro, a secondo l'ansia che certe situazioni possono provocargli, a causa delle sue ossessioni. Lo psicoterapeuta nella fase iniziale terrà in gran conto la sensibilità di questo tipo di paziente.
  •  Inizio dell'applicazione delle tecniche e delle procedure terapeutiche specifiche per il disturbo ossessivo-compulsivo e l'ansia collegata. I metodi e le procedure di cura, più frequentemente usati, sono:
  1. psicoterapia comportamentale: di solito si inizia con la psicoterapia comportamentale, per verificare la resistenza dei sintomi alle tecniche che tendono alla riduzione dei comportamenti compulsivi e delle idee ossessive collegate (tecniche di mantenimento/attacco ai rituali; tecniche di immissione di nuovi comportamenti neutralizzanti; tecniche di gestione degli impulsi ossessivi; tecniche specifiche elaborate nella nostra esperienza clinica, applicate ai comportamenti superstiziosi, perfezionisti, ripetitivi dell'ordine e della pulizia ossessiva.
  2. psicoterapia cognitivo-comportamentale: in questa sindrome l'esperienza clinica ha favorito la "desensibilizzazione sistematica", il "flooding" e il "modeling"; le tecniche cognitive applicate riguardano specialmente il repertorio relativo alla "prevenzione della risposta", aiutando la persona ad acquisire progressivamente sempre più potere decisionale e diminuendo il penoso "sentirsi obbligato a fare".
  3. psicoterapia cognitiva: vengono fornite al paziente modelli tecnici che progressivamente lo aiutano a sapere "arrestare il pensiero" e a farlo "ripartire", con la propria volontà;  con altre tecniche cognitive e analitiche transazionali combinate, lo aiutiamo a imparare a "ritardare progressivamente la risposta comportamentale dovuta al comando ossessivo"; a volte applichiamo le tecniche "blow-up".
  4. psicoterapia analitica: accompagniamo il paziente a sapere decidere rituali obbligati e paradossali, man mano che con l'analisi comprende il significato dei suoi sintomi. 
  5. prescrizione e somministrazione degli adeguati psicofarmaci: la cura del disturbo ossessivo-compulsivo, molto spesso, se non sempre, richiede la combinazione integrata fra psicoterapia e psicofarmaci

La durata dell'intero ciclo di psicoterapia è, nel caso del disturbo ossessivo-compulsivo, molto variabile da soggetto a soggetto.

 

Sommario della pagina

Panico Agorafobia
Panico senza agorafobia Agorafobia senza panico
Disturbo ossessivo-compulsivo Fobia specifica
Disturbo post-traumatico da stress Fobia sociale
Disturbo acuto da stress Disturbo d' ansia generalizzato
Ansia indotta dall'assunzione di sostanze Ansia nelle malattie mediche

 

 

Introduzione

L' ansia si presenta in diverse situazioni, differenti fra loro. 

Essa può essere sia sintomo di una più complessa situazione clinica e sia sintomo di un disturbo d' ansia a se stante. 

Come spiegato più estesamente in altri documenti di questo sito, la diagnosi per i disturbi psicologici e mentali, deve essere fatta con grande attenzione verso la persona, non solo limitandosi alla sintomatologia. 

Tuttavia, al fine di semplificare l' elencazione dei sintomi che si possono presentare in una persona disturbata, è prassi clinica, come si fa anche in medicina generale, prestabilire quadri sintomatici, chiamati sindromi, ai quali si attribuisce un titolo diagnostico, per cui ad un certo titolo deve corrispondere la copresenza di determinati sintomi. Esistono manuali che raccolgono questi titoli, o raggruppamenti di sintomi, in modo che tutti gli operatori sanitari siano omogenei fra loro quando occorre stabilire l'etichetta diagnostica a fronte di una persona che presenta un' associazione di sintomi. 

Conviene comunque sempre insistere nel sottolineare che in campo psicologico la diagnosi sintomatica deve essere subordinata alla ben più significativa psicodiagnosi, che include la persona ben oltre i sintomi che presenta. Infatti i disturbi psicologici non possono essere curati con riguardo ai sintomi, come nella maggior parte delle altre malattie mediche, ma con riguardo alla persona globale. Per questo, per la terapia, abbiamo a disposizione sia mezzi sintomatici, che mezzi curativi.

Le tabelle che seguono sono quelle ufficialmente stabilite dall' APA, American Psychiatric Association, pubblicate nei manuali DSM, oggi giunto alla 4a edizione, e internazionalmente adottate dalla maggior parte degli organismi scientifici a livello ineternazionale. Il DSM è praticamente il manuale ufficiale cui si rivolge lo specialista per codificare l'etichetta diagnostica in presenza di sintomi, secondo un linguaggio ufficialmente adottato dagli specialisti.

 

 

Possono presentarsi accoppiati, oppure autonomamente.

1- Panico

Un attacco di panico è un periodo discreto di timore o di disagio intenso che è associato con numerosi sintomi somatici e cognitivi (DSM-IV). Questi sintomi includono le palpitazioni, sudarazione intensa, tremori, difficoltà respiratorie, sensazioni di soffocamento, dolore toracico, la nausea e l' afflizione, capogiri o vertigini, le sensazioni di formicolio e sensazioni di caldo-freddo, l' arrossimento e disturbi gastrointestinali.'
Gli attacchi hanno tipicamente un inizio brusco, raggiungendo l' intensità massima in 10 - 15 minuti.
La maggior parte della gente segnala un timore di impazzire, morire e di perdere il controllo delle emozioni o del comportamento. Le esperienze provocano generalmente uno stimolo forte a evitare o sfuggire il posto in cui l' attacco comincia e, quando il disturbo è connesso con dolore toracico o la difficoltà respiratoria, ciò provoca frequentemente l'impulso a cercare l'intervento di emergenza dell' ospedale o altro tipo di assistenza urgente. Tuttavia un attacco dura raramente più di 30 minuti.

La pratica diagnostica in vigore specifica che un attacco di panico deve essere caratterizzato almeno da quattro dei sintomi somatici e cognitivi collegati descritti precedentemente. L' attacco di panico è distinto da altre forme di ansia dalla relativa intensità e dalla relativa natura improvvisa e episodica. Gli attacchi di panico possono più ulteriormente essere caratterizzati dal rapporto fra l' inizio dell' attacco e la presenza o l' assenza dei fattori situazionali. Per esempio, un attacco di panico può essere descritto come inatteso, collegato alla situazione del momento, o favorito dalla situazione ( insorgendo solitamente, ma non invariabilmente, in una situazione particolare). Inoltre vi sono forme attenuate o con sintomi ridotti, degli attacchi di panico.

Gli attacchi di panico non sono sempre indicativi di un disturbo mentale e, al contrario, fino al 10 per cento della gente in buona salute avvertono un attacco isolato di panico all' anno (Barlow, 1988;Klerman ed altri, 1991). Gli attacchi di panico inoltre non sono sempre indicativi del disturbo di panico. Si presentano comunemente nel corso della fobia sociale, del disturbo generalizzato di ansia e del disturbo depressivo principale (DSM-IV).
Il disturbo di panico è diagnosticato quando una persona ha avvertito almeno due attacchi inattesi di panico e sviluppa la preoccupazione o la preoccupazione persistente circa avere ulteriori attacchi o cambia il suo comportamento per evitare o minimizzare tali attacchi. Considerando che il numero e la severità degli attacchi varia ampiamente, il comportamento di evitamento e di preoccupazione, sono caratteristiche essenziali. La diagnosi è inapplicabile quando gli attacchi sono presunti essere stati causati da una droga o un farmaco o un disordine medico generale, quale ipertiroidismo.

I tassi, nel corso della vita, d'un disordine di panico di 2 - 4 per cento ed i tassi di un anno di circa 2 per cento sono documentati costantemente negli studi epidemiologici (Kessler ed altri, 1994; Weissman ed altri, 1997) (tabella 4-1). Il disordine di panico è complicato frequentemente da disordine depressivo principale (comorbidità di corso della vita di 50 - 65 per cento) e da alcolismo e da disordini di abuso della sostanza (una comorbidità del 20- 30 per cento) (Keller & Hanks, 1994; Magee ed altri, 1996;Liebowitz, 1997). Il disordine di panico inoltre simultaneamente è diagnosticato, o coesiste, con altri disordini specifici di ansia, compresa la fobia sociale (fino a 30 per cento), disordine generalizzato di ansia (fino a 25 per cento), la fobia specifica (fino a 20 per cento) ed il disordine ossessivo e ossessivo-compulsivo (fino a 10 per cento) (DSM-IV). Come discusso successivamente, circa la metà delle persone con disordine di panico ad un certo punto sviluppa talmente il comportamento di evitamento, da richiedere una descrizione separata, disordine di panico con o senza agorafobia.
Il disordine di panico è circa due volte più comune fra le donne quanto fra gli uomini (Associazione Psichiatrica Americana, 1998). L' età dell' insorgenza è più comune fra l'adolescenza e la vita medio-adulta.
Relativamente rara oltre i 50 anni. Vi è continuità inerente allo sviluppo, fra le sindromi di ansia della gioventù, quale disordine di ansia di separazione. Tipicamente, un' età giovane all' inizio del disordine di panico, include i rischi più grandi di comorbidità, di cronicità e di danno. Il disordine di panico è una condizione familiare e può essere distinto dai disordini depressivi dagli studi della famiglia.

Vedi altre informazioni su: Panico e Agorafobia

 

 

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2- Agorafobia

L' agorafobia, termine antico, è tradotto dal greco come "timore d'un mercato aperto". L' agorafobia oggi descrive l' ansia severa e dominante circa essere nelle situazioni da cui la fuga potrebbe risultare difficile o l' evitare le situazioni come essere da soli fuori casa, viaggiare in automobile, in un bus, o in un aeroplano, o stare in una zona affollata (DSM-IV).
La maggior parte della gente che si presenta agli specialisti di salute mentale, sviluppa l' agorafobia dopo l' inizio di disordine di panico (Associazione Psichiatrica Americana, 1998). L' agorafobia è intesa come un negativo risultato degli attacchi ripetuti di panico e la preoccupazione del comportamento di evitamento successivo (Barlow, 1988). Quindi, la diagnosi convenzionale di disturbo di panico con agorafobia è stata stabilita. Tuttavia, per quella persone che non rispondono ai test di verifica completi per disturbo di panico, la diagnosi convenzionale di agorafobia senza storia di disturbo di panico è usata (DSM-IV).

La prevalenza di un anno di agorafobia è circa 5 per cento (tabella 4-1). L' agorafobia è presente più comunemente circa il doppio fra le donne rispetto agli uomini (Magee ed altri, 1996). La differenza fra i due sessi può essere attribuibile ai fattori socio-culturali che consentono l' espressione delle strategie di evitamento alle donne (DSM-IV), anche se altre spiegazioni sono possibili.

 

 

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3- Panico senza agorafobia

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4- Agorafobia senza panico

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  • Le fobie

 

5- Fobia specifica

Queste circostanze comuni, sono caratterizzate da profondo timore di oggetti o di situazioni specifiche (DSM-IV). L' esposizione all' oggetto della fobia, nella vita reale o nell' immaginazione, o per mezzo di video, suscita invariabilmente ansia intensa, che può includere l' attacco di panico, limitatamente alla situazione. Gli adulti riconoscono generalmente che questo timore intenso è irrazionale.
Tuttavia, evitano tipicamente lo stimolo fobico, o resistono all' esposizione con grande difficoltà. Le fobie specifiche più comuni includono i seguenti stimoli o situazioni temuti: animali (particolarmente serpenti, roditori, uccelli e cani); insetti (particolarmente ragni ed api o calabroni); altezze; ascensori; volo; azionamento dell' automobile; acqua; tempeste; e sangue o iniezioni.
Circa 8 per cento della popolazione adulta soffre da una a più fobie specifiche durante 1 anno (tabella 4-1). Tassi molto più alti sarebbero registrati, se fossero impiegati requisiti diagnostici meno rigorosi relativi al comportamento di evitamento e patologie funzionali.
Tipicamente le fobie specifiche cominciano nell' infanzia, anche se c'è un secondo “picco” dell' insorgenza nel 20s centrale dell' età adulta (DSM-IV). La maggior parte delle fobie persiste spontaneamente per anni o persino decenni e relativamente poche guariscono spontaneamente o senza trattamento.
Le fobie specifiche non derivano generalmente da esposizione ad un singolo evento traumatico (per esempio, se morsi da un cane o annegamento) (Marks, 1969). Piuttosto, vi è prova di fobie in altri membri della famiglia e di apprendimento sociale o di fobie vicarie di altre fobie. Gli attacchi spontanei e inattesi di panico inoltre sembrano svolgere un ruolo nello sviluppo di fobie specifiche, anche se il modello particolare dell' evitamento è molto più focale e circoscritto.

Le fobie possono riguardare diversi oggetti. Ecco alcuni esempi:

 

 

 

 

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6- Fobia sociale

La fobia sociale, anche conosciuta come disturbo sociale di ansia, descrive la persona con ansia profonda e persistente nelle situazioni sociali, comprese le prestazioni e il parlare in pubblico (Ballenger ed altri, 1998). L' elemento critico del terrore è la possibilità di imbarazzo o di apparire ridicolo. Come le fobie specifiche, la paura è riconosciuta dagli adulti come eccessiva o irragionevole, ma la situazione sociale temuta è evitata o è tollerata con grande disagio. Molta gente con fobia sociale è oppressa da preoccupazioni che altri vedranno i loro sintomi di ansia (cioè, tremore, sudorazione, o arrossimento); o noteranno le loro pause o il parlare veloce; o li giudicheranno come timorosi e deboli, stupidi, o “pazzi.” La paura dello svenimento e di perdita del controllo intestinale o della funzione della vescica, o di perdita della coscienza, o vuoti di memoria, non sono inoltre rari. Le fobie sociali sono associate generalmente con ansia anticipatoria significativa nei giorni o settimane precedenti l' evento temuto, che a sua volta può più ulteriormente handicappare le prestazioni ed intensificare l' imbarazzo.
La prevalenza di un anno di fobia sociale varia da 2 a 7 per cento (tabella 4-1), anche se la cifra più bassa includa probabilmente il maggior numero di persone che avverte il danno e l' afflizione più significativi. La fobia sociale è più comune nelle donne (Wells ed altri, 1994). La fobia sociale comincia tipicamente nell' infanzia o adolescenza e, per molte, è associato con le caratteristiche di vergogna, di umiliazione in pubblico e di inibizione (Kagan ed altri, 1988). L' imbarazzo severo, o altre esperienze stressanti possono provocare un' intensificazione delle difficoltà (Barlow, 1988). Una volta che il disordine è stabilito, le remissioni complete sono rare senza trattamento. Più comunemente, la severità dei sintomi ed i peggioramenti tendono ad oscillare rispetto alle richieste lavorative o scolastiche ed alla stabilità dei rapporti sociali. I dati preliminari suggeriscono che la fobia sociale sia familiare.

 

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Possono presentarsi in una sindrome autonoma, oppure in un quadro di disturbo di personalità, oppure anche in altre situazioni più complesse, come alcune malattie mentali psicotiche. Qui segue soltanto il quadro del DOC, Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Le ossessioni sono pensieri, impulsi, o immagini ricorrenti e intrusive che sono percepite come inadeguate, grottesche, o sono proibite (DSM-IV). Le ossessioni, che producono ansia e  profonda afflizione, sono chiamate “ego-alien” o “ego-dstoniche” perché il loro contenuto è abbastanza diverso dai pensieri che la persona ha solitamente. Le ossessioni sono percepite spesso come incontrollabili ed i timori del sofferente sono che perderà il controllo e si comporterà secondo tali pensieri o impulsi. I temi comuni includono la contaminazione con i germi o fluidi fisiologici, dubbi (cioè, la preoccupazione che qualche cosa di importante è stato trascurato o che il sofferente involontariamente ha creato danno a qualcuno), ordine o simmetria, o perdita di controllo degli impulsi violenti o sessuali.

Le compulsioni sono comportamenti ripetuti o atti mentali che riducono l' ansia che accompagna un'ossessione o una previsione che possa accadere un certo evento temuto (DSM-IV). Le compulsioni includono sia i comportamenti evidenti, come il lavaggio delle mani, o il controllo, che gli atti mentali compreso il conteggio o pregare. Non insolitamente, i rituali compulsivi prendono lunghi periodi di tempo, persino ore, per essere completati. Per esempio, il lavaggio ripetuto delle mani, progettato per rimediare l' ansia circa la contaminazione, è una causa comune della dermatite da contatto.

Anche se una volta si riteneva che il disturbo fosse raro, ora è stato documentato che abbia una prevalenza di un anno di 2,4 per cento. Il disturbo ossessivo-compulsivo è ugualmente comune fra gli uomini e le donne.
Il disturbo ossessivo-compulsivo comincia tipicamente nell' adolescenza, o nel giovane adulto (maschi) o nella giovane adulta (femmine) (Burke ed altri, 1990; DSM-IV). Per la maggior parte, il decorso è oscillante e, come il disordine generalizzato di ansia, le esacerbazioni dei sintomi sono associate solitamente con lo stress della vita. Le comorbidità comuni includono il disordine depressivo principale ed altri disordini di ansia. Circa il 20 - 30 per cento della gente in campioni clinici con disordine ossessivo-compulsivo segnalano una storia di tics e circa un quarto dell'insieme di questa gente corrisponde ai test di verifica completi per il disturbo di Tourette (DSM-IV). Per contro, fino a 50 per cento della gente con disordine di Tourette sviluppano il disordine ossessivo-compulsivo (Pitman ed altri, 1987).
Il disordine ossessivo-compulsivo ha un modello familiare libero e una specificità familiare piuttosto più alta che la maggior parte degli altri disordini di ansia. Ancora, c'è un rischio aumentato di disordine ossessivo-compulsivo fra i parenti di primo-grado con disordine di Tourette. Altri disturbi mentali che possono fare parte dello spettro del disordine ossessivo-compulsivo includono la tricotillomania (tirarsi compulsivamente i capelli), taccheggio compulsivo, il gioco ed i disordini del comportamento sessuale (Hollander, 1996). Le ultime circostanze sono in qualche modo discrepanti perché i comportamenti compulsivi sono meno ritualistici e rendono alcuni risultati piacevoli o gratificanti. Il disordine dismorfico del corpo è una circostanza circoscritta in cui il comportamento compulsivo ed ossessivo verte su una preoccupazione circa l' apparenza di sè (cioè, la sindrome della bruttezza immaginaria) (Phillips, 1991).

 

 

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8- Disturbo Post-traumatico da stress

Il disordine acuto di stress si riferisce all' ansia ed ai disturbi del comportamento che si sviluppano entro il primo mese dopo esposizione ad un trauma estremo. In generale, i sintomi d'un disordine acuto di stress cominciano durante o subito dopo il trauma.
Tali eventi traumatici estremi includono la violenza o l' aggressione fisica severa, esperienze di  prossimità di morte, incidenti, testimonianza di un omicidio ed il combattimento. Il sintomo di dissociazione, che riflette una separazione percepita nella mente, dalla condizione impressionante, o persino dal corpo, è una caratteristica critica. La dissociazione inoltre è caratterizzata da un senso del mondo come  in uno stato sognante, o posto irreale, e può essere accompagnata da difficoltà di memoria circa gli eventi specifici, che nella forma severa è conosciuta come amnesia dissociativa. Altre caratteristiche d'un disordine acuto di stress includono i sintomi di ansia generalizzata e ipervigilanza, dell' evitare le situazioni o gli stimoli che richiamano la memoria del trauma e dei ricordi persistenti e intrusivi dell' evento, dei sogni, o delle immagini visive ricorrenti o di pensiero.
Se i sintomi e disturbi del comportamento del disordine acuto di stress persistono per più di 1 mese e se queste caratteristiche sono associate con danno funzionale o afflizione significativa del sofferente, la diagnosi  cambia a disordine post-traumatico di stress. Il disordine post-traumatico di stress più precisamente è definito in DSM-IV come avente tre sottoforme: acuta (< una durata dei 3 mesi), cronici (> una durata dei 3 mesi) ed insorgenza ritardata (sintomi sono cominciati almeno 6 mesi dopo l'esposizione al trauma).

In virtù della natura più continua del disordine post-traumatico di stress (riguardante disordine acuto di stress), un certo numero di cambiamenti, compresa la autostima diminuita, perdita di fiducia circa la gente o la società, disperazione, un senso permanente di essere danneggiato e le difficoltà nei rapporti precedentemente stabiliti, sono osservati tipicamente. L' abuso di sostanze si sviluppa spesso, particolarmente coinvolgendo l' alcool, la marijuana e le droghe sedativo-ipnotiche.
Circa il 50 per cento dei casi del disturbo post-traumatico di disordine di stress, recede entro 6 mesi. Per il resto, il disordine persiste tipicamente per gli anni e può dominare lo studio longitudinale della vita dei pazienti. Il 15 per cento dei veterani del Vietnam, per esempio, ha sofferto del disordine post-traumatico di stress, per 19 anni dopo l'esposizione al combattimento (citata in MFARLANE & in Yehuda, in 1996). Nella popolazione in genere, la prevalenza di un anno è quasi due volte circa 3,6 per cento, con le donne che hanno la prevalenza sugli uomini (Kessler ed altri, 1995). I più alti tassi di disordine post-traumatico di stress sono stati trovati fra le donne che sono vittime del crimine, particolarmente violenza, così come fra i superstiti dei campi di concentramento e di tortura (Yehuda, 1999). In generale, fra quelli esposti al trauma estremo, circa 9 per cento sviluppano il disordine post-traumatico di stress (Breslau ed altri, 1998).
La subforma acuta del disordine post-traumatico di stress è distinto dal disordine acuto di stress, poiché quest'ultimo si risolve entro la fine del primo mese, mentre il precedente persiste fino a 3 mesi. Se la circostanza persiste oltre 3 mesi di durata, la diagnosi è cambiata di nuovo alla subforma post-traumatica cronica di disordine di stress (DSM-IV).

 

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9- Disturbo acuto da stress

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10- Disturbo d' ansia generalizzato

Ansia generalizzata: vedi descrizione, diagnosi e terapia

 

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11- Disturbo d'ansia dovuto a condizioni e malattie mediche generali

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12- Disturbo d' ansia indotto dall' assunzione di sostanze 

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