Terapia antidepressiva


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Farmaci e psicoterapia nella depressione

Il Prof. Cesario Bellantuono, del quale qui presentiamo un suo articolo, è professore associato di psichiatria presso l'Istituto di Psichiatria dell' Università di Verona, docente di psicofarmacologia presso la Scuola di specializzazione in psichiatria del suddetto istituto. Il seguente articolo, del quale il Prof. Bellantuono è autore, è reperibile in "La cura dell'infelicità", ed. Theoria, 1994, insieme ad altri autorevoli autori.

 

Farmaci e psicoterapia integrati nella cura della depressione

I farmaci AD ( antidepressivi ), hanno lo scopo di controllare le manifestazioni sintomatiche e comportamentali che caratterizzano un episodio depressivo (ruolo sintomatico). Questo controllo avverrebbe attraverso una modificazione della componente biologica che si suppone alterata nelle depressioni di una certa gravità. In particolare gli ad agirebbero riportando alla normalità un deficit (rallentamento/ipofunzione?) della neurotrasmissione in alcune aree cerebrali (cfr. per un approfondimento Bellantuono et al, 1993). Se tale alterazione biologica sia primaria, come si ipotizza fortemente nelle depressioni ricorrenti e bipolari, o secondaria a eventi stressanti, a condizioni esistenziali insoddisfacenti o a problemi di tipo esclusivamente psicologico, come sembra verosimile nella depressione nevrotica e nelle reazioni depressive, è in realtà al momento un dato non conosciuto.

Considerando che la decisione di intraprendere una terapia farmacologica non dipende dalla genesi del disturbo ma dalla gravità e persistenza dei sintomi, il ruolo primario o secondario di un'alterazione biologica nel caso della depressione sembra, in ogni caso, poco rilevante. In realtà il fatto di sapere che una persona ha un buon motivo per essere gravemente depressa non è una ragione per esimersi dall'alleviare, anche farmacologicamente, il suo stato di sofferenza. Il ruolo sintomatico degli AD, cosí come per altri farmaci nella pratica medica (es.: analgesici, anti- ipertensivi, ecc.) rappresenta un aspetto che ha a tutti gli effetti una validità terapeutica. E' pertanto ingiusto minimizzare il ruolo curativo dei farmaci AD, per quanto sintomatici, cosí come è ingenuo e scientificamente scorretto sostenere che una terapia farmacologica possa essere risolutiva in tutti i casi di depressione. L'esistenza di una fetta non trascurabile di pazienti che non rispondono in modo soddisfacente a una terapia farmacologica, anche ben impostata, documenta in modo inequivocabile sia l'opportunità di valutare realisticamente il ruolo dei farmaci nella depressione, che la necessità di sviluppare la ricerca in questo settore.

 

Farmacoterapia e psicoterapia: strategie da integrare

Anche se si tratta di un tema che verrà sviluppato in altri capitoli, ci sembra opportuno fare alcune brevi riflessioni sull'efficacia della psicoterapia nei disturbi depressivi e sul problema dell'integrazione tra psicoterapia e farmacoterapia. Sulla scorta di alcuni studi effettuati in questi ultimi anni si può concludere che alcune forme di psicoterapia (in particolare quelle cognitive e interpersonali) si sono dimostrate nelle depressioni moderate-lievi, efficaci quanto una terapia farmacologica. Uno studio recente effettuato negli USA da Elkin et al (1989) ha dimostrato nelle depressioni ricorrenti e bípolari meno gravi una sostanziale equivalenza di efficacia tra: - imipramina (un farmaco AD di provata efficacia); - interventi psicoterapici di tipo cognitivo e interpersonale; - placebo in associazione a un supporto psicologico; lo stesso studio ha dimostrato tuttavia nelle depressioni piú gravi la superiorità del trattamento farmacologico rispetto alle strategie terapeutiche. Anche in questi studi di confronto tra terapie diverse emerge, dunque, come criterio decisivo per utilizzare un farmaco AD Ia gravità della sintomatologia depressiva.

Nelle depressioni nevroticbe la psicoterapia viene invece generalmente considerata il trattamento preferenziale, anche se in realtà mancano studi di follow- up per valutarne l'efficacia sul lungo periodo. Allo stesso modo nelle reazioni depressive di una certa gravità può essere piú che giustificato un intervento di supporto psicologico o una psicoterapia breve in associazione a una terapia farmacologia. E' pertanto ragionevole considerare la psicoterapia come una risorsa terapeutica che può essere messa in atto (con le modalità e i tempi che si ritengono opportuni nel singolo caso) anche in associazione a una terapia farmacologica. 

Un approccio terapeutico che sappia integrare in modo intelligente, non ideologico, strategie di intervento diverse è di fatto oggi quello piú condiviso dagli specialisti della salute mentale piú aggiornati e piú disponibili a prendere atto delle evidenze scientifiche provenienti dai diversi settori della ricerca psichiatrica. 

 

 

 

 
 
 

-Dott. Sergio Angileri - aut. san. N.2573/95 , 7/8/95 - Ordine Psicologi Sicilia N°480-
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