Eiaculazione precoce


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Il 90% degli uomini in una fase o l'altra della propria vita deve affrontare il problema della eiaculazione precoce. Antichi pregiudizi hanno in passato impedito agli uomini di confessare, affrontare e quindi risolvere questa spiacevole disfunzione sessuale. Oggi i progressi della scienza mettono a disposizione di tutti gli uomini un vasto campionario di tecniche, discipline e farmaci in grado di combattere e sconfiggere il problema dell'eiaculazione precoce. La durata media di un coito, in Italia, è ancora oggi di soli tre minuti. Con la realizzazione di questo sito noi ci proponiamo di mettere a disposizione di tutti gli uomini le nozioni, le filosofie e le tecniche necessarie per la comprensione ed il superamento di questa sgradevole disfunzione.

 

EIACULAZIONE PRECOCE

definizioni

EIACULAZIONE PRECOCE - Disturbo sessuale della fase orgasmica tanto diffuso da essere considerato da alcuni come una variante della sessualità normale maschile. È di difficile definizione nonostante si tratti di un fenomeno inequivocabile, poiché il criterio di definizione non può tenere conto nè dell'aspetto temporale, nè del numero di spinte coitali, nè del raggiungimento del piacere del partner, ma piuttosto deve basarsi sull'incapacità del soggetto di controllare volontariamente il riflesso eiaculatorio una volta che abbia raggiunto l'intenso livello di eccitamento che caratterizza la fase di plateau. Si tratta di una lesione del feed-back sensoriale percettivo. Generalmente è primaria (cioè il soggetto ha sempre avuto e.), ma qualche volta è secondaria. La causa può essere organica, ma quasi sempre è psichica; nei rari casi organici è legata a infiammazione delle vie urogenitali, a malattie neurologiche, o all'uso di farmaci, e in questi casi la terapia è volta a rimuovere i fattori causali. Per quanto concerne le cause psicologiche, gli individui affetti da questo disturbo sono accomunati probabilmente da un tentativo di difendersi dall'ansia generata dalla sessualità e, in particolare, dalle intense sensazioni erotiche che precedono l'orgasmo, e sono quindi impossibilitati a controllarlo. L'ansia alla base di questo meccanismo non può essere attribuita ad un solo fattore patogeno: elementi conflittuali risalenti all'infanzia, ostilità verso la donna, prime esperienze sessuali traumatiche e conflitti di coppia, paura del rifiuto e ansia di prestazione possono contribuire con diverso peso e profondità alla base psicologica di questo disturbo.

[fonte: "Enciclopedia Medica" dell'Istituto De Agostini]

L'eiaculazione precoce, o eiaculazione rapida, e' una disfunzione sessuale assai comune, ma difficile da definire con precisione. Sono ormai stati scartati vecchi criteri di individuazione
di questo problema, che si basavano sulla durata del rapporto (per esempio "meno di due minuti") o che specificavano un numero minimo di penetrazioni. Questo superamento degli antichi concetti
e' molto positivo, perche' vi erano addirittura uomini che misuravano la durata delle loro prestazioni con un contaminuti per determinare la loro eventuale anormalita'; e altri che cercavano invece di accelerare i movimenti della penetrazione ("ancora quattro spinte"), cosa che, generalmente, anziche' ritardare l'eiaculazione, la anticipava ulteriormente.
In "Patologia e terapia del rapporto coniugale" si tento' di definire l'eiaculazione precoce prendendo in considerazione l'interazione tra i partner e non soltanto l'attivita' dell'uomo Si ritenne che l'uomo eiaculasse precocemente quando la sua partner risultava anorgasmica in almeno il 50% dei rapporti sessuali, ma in seguito si riconobbe che questa definizione era ancora insufficiente. Piu' specificamente, il concetto non poteva essere applicato alle situazioni in cui la donna fosse raramente o per niente orgasmica; si trattava inoltre di un modo assai arbitrario di definire la normalita'.
L'American Psychiatric Association ha recentemente aggirato l'ostacolo, definendo l'eiaculazione precoce in base al criterio di "ragionevole controllo volontario", determinato "in base ai fattori che influiscono sulla durata della fase di eccitamento, come l'eta', l'emozione data dal partner sconosciuto, la frequenza e la durata del coito".
Un altro punto di vista, elaborato dallo psicologo Joseph Lo Piccolo, e' che l'eiaculazione precoce non si verifica quando i partner "sono d'accordo sul fatto che la qualita' dei loro rapporti sessuali non dipenda dagli sforzi compiuti per ritardare l'eiaculazione".
Nonostante gli inconvenienti di queste definizioni (o le definizioni di questi inconvenienti), in genere non e' cosi difficile stabilire quando l'eiaculazione precoce sia o non sia un problema in una relazione.
"L'eiaculazione precoce consiste nel venire prima di quando si voglia, prima di aver goduto dell'incontro. Lascia un senso di frustrazione. Non e una questione di venire in un certo numero di secondi o minuti, o addirittura prima che lei sia pronta ad assegnarvi una medaglia d'oro per la vostra prestazione. Si tratta di venire prima che voi vogliate.
E necessario che la definiamo in questo modo, altrimenti potrebbe sorgere qualche confusione al riguardo. Per esempio: supponiamo che lei non vi permetta di stimolarla abbastanza con i preliminari e insista per cominciare il coito molto prima che sia vicina all'orgasmo. Voi eiaculate dopo quindici minuti, mentre il suo orgasmo e ancora a dieci minuti di distanza. Dopo un quarto d'ora non si puo certo parlare di eiaculazione precoce!"

[fonte: "Sessualmente parlando" di R. Westheimer]

E' chiaro che l'uomo che eiacula involontariamente ogni volta che ha rapporti sessuali non coitali o quando tenta la penetrazione e' affetto da una disfunzione, ma questa situazione, particolarmente fastidiosa, si verifica soltanto nel 10% degli uomini. E' molto piu' comune la condizione dell'uomo che e' perfettamente in grado di partecipare ai giochi sessuali preparatori, ma non di controllare l'eiaculazione nel momento in cui inizia il coito. L'eiaculazione precoce puo' inoltre verificarsi in certi casi e non in altri; per esempio, I'uomo puo' avere questo problema solo durante i rapporti extraconiugali.

[fonte: "Il sesso e i rapporti amorosi" di Masters & Johnson]

 

Riferimento:  http://www.eiaculazione-precoce.com/

 

L'eiaculazione precoce è la più frequente disfunzione sessuale maschile, la più difficile da definire in termini scientifici, la più facile da capire grazie ad una definizione approssimativa ma efficace sul piano non scientifico perchè evidenzia la caratteristica propria del disturbo. Il momento eiaculatorio è proprio dell'atto sessuale e risente fortemente di aspetti situazionali( le condizioni in cui si svolge), relazionali(le caratteristiche della relazione di coppia), psichici e somatici che rendono difficile ogni tentativo di definizione in termini di normalità anche in considerazione del fatto che in questo disturbo il criterio di normalità da ricercare è in funzione del tempo. Per questo il mondo scientifico ha trovato e trova enormi difficoltà nello stabilire un tempo normale di eiaculazione. Nel 1948, nel famoso rapporto Kinsey sulla sessualità umana, si affrontò per la prima volta l'eiaculazione precoce in termini epidemiologici e molti altri autori proseguirono quel lavoro nei successivi 50 anni. Attualmente, anche alla luce dei mutamenti socio-culturali relativi alla sessualità (sesso non più soltanto procreativo ma anche e più frequentemente momento di piacere e armonia all'interno di una coppia) possiamo affermare che un uomo su tre è affetto da eiaculazione precoce. I vari tentativi di inquadramento della disfunzione in termini temporali (secondi o minuti dalla penetrazione) o in termini di movimenti coitali (numero di spinte) non hanno permesso di chiarire definitivamnete le caratteristiche dell'affezione in quanto non erano prese in considerazione le influenze psicologiche che intervengono nel determinismo e nella caratterizzazione dell'eiculazione precoce.
CAUSE:
Come per i deficit erettili, anche per l'eiaculazione precoce si è soliti operare una schematica suddivisione in forme organiche e forme psicogene. Tra le possibili cause organiche di questo disturbo troviamo cause urologiche, neurologiche, sistemiche e iatrogene (essenzialmente da assunzione di farmaci). Tra le cause urologiche vi è la brevità del frenulo prepuziale che in erezione, essendo stirato, può abbassare la soglia di stimolazione e innescare precocemente il riflesso eiaculatorio, seguono le flogosi delle basse vie urinarie, uretriti, prostatiti e vescicoliti sole o, più frequentemente, associate tra loro che rendono più sensibili, per l'irritazione da esse provocata, le strutture anatomiche coinvolte nel fenomeno eiaculatorio. Sclerosi multipla, alcolismo, tumori del sistema nervoso, diabete, arteriosclerosi, abuso di droghe e assunzione di alcuni farmaci determinano in percentuali variabili l'eiaculazione precoce con meccanismi non del tutto chiariti ma che trovano nell'alterazione delle risposte neurovascolari locali il possibile meccanismo d'azione. Suggestiva è l'ipotesi di Strasseberg del 1990 che riporta una più elevata sensibilità alla stimolazione sessuale dei pazienti con eiaculazione precoce rispetto ai pazienti senza precocità anche in corso di masturbazione dove l'ansia della prestazione sessuale non c'è. E' fuor di dubbio, però, che nel caso di tale disturbo sessuale la componente psicologica è sempre fortemente rappresentata come causa diretta o come concausa. Molti autori hanno studiato l'eiaculazione precoce e la più vasta esperienza è sicuramente quella della dottoressa H.S.Kaplan che ha dedicato ampio spazio a questa patologia in un libro (Nuove terapie sessuali, ed.Bompiani 1976 e seguenti) che ancor oggi è considerato fondamentale da sessuologi e uro-andrologi. La Kaplan afferma che la maggior parte dei pazienti con eiaculazione precoce è psichicamente normale ma vive conflitti interiori che alterano la loro cognizione sensitiva sessuale fino a perdere il controllo volontario sul riflesso eiaculatorio. Per la Kaplan la stimolazione sessuale, fisica e mentale, produce uno stato di eccitazione crescente che conduce all'orgasmo. Nei pazienti con precocità l'eiaculazione segue immediatamente il raggiungimento della massima eccitazione mentre nei soggetti non precoci si mantiene tale condizione di massima eccitazione per un periodo di tempo variabile creandosi uno stato di plateau prima dell'orgasmo. Tra i due gruppi di soggetti,quindi, vi è una fondamentale differenza: la capacità di permanere allo stato di massima eccitazione (plateau) per diversi minuti e questa capacità può essere riconquistata con training psicoterapeutici brevi (circa 12 sedute) di tipo cognitivo-comportamentale che hanno lo scopo di focalizzare l'attenzione del soggetto sui propri stimoli sessuali e riprendere piena coscienza dei momenti topici dell'eiaculazione fino a riappropriarsi della capacità di controllare volontariamnete il momento eiaculatorio senza stress fisico o psichico. All'origine di questa incapacità vi sarebbero esperienze condizionanti relative all'attività sessuale (in linea con Master e Johnson questi condizionamenti potrebbero derivare da scarsa intimità e fretta dei primi rapporti, ecc).
SINTOMATOLGIA:
Questa incapacità sviluppa comportamenti sintomatologici per molti aspetti sovrapponibili in tutti i pazienti. Il soggetto cerca di avere più rapporti consecutivi nel tentativo di ottenere orgasmi ritardati nei rapporti successivi, cerca di formulare pensieri distraenti durante i rapporti, a volte si provoca dolore, limita le stimolazioni genitali al minimo, riduce i tempi dedicati alle attività preliminari col risultato di costruire un rapporto deprivato di ogni aspetto piacevole senza apprezzabili risultati. Di qui l'allontanemento e l'evitamento del rapporto sessuale e frequentemente si instaura un deficit erettile secondario ad ansia da prestazione. Vengono così alterati profondamente gli aspetti psichici e sociali del soggetto e della coppia.
FORME CLINICHE:
E' della Kaplan una classificazione quantitativa delle forma cliniche di eiaculazione precoce.
a)Grave: eiaculazione prima della penetrazione (ante portam) o entro 15 secondi o 3 spinte;
b)Media: eiaculazione entro 15-30 secondi o 8 spinte;
c) Lieve: eiaculazione entro 1-2 minuti o 10 spinte.
Questa classificazione appare molto suggestiva e generosa per molti soggetti esclusi da questa impostazione solo grazie a grossi sforzi fisici e psichici che denaturano il rapporto sessuale o che eiaculano comunque prima dell'orgasmo della partner con disturbo alla relazione di coppia permanente. La Kaplan, e noi con lei, giudica necessario il trattamento anche di questi soggetti. Più utile, nella pratica clinica, è la classificazione che tiene conto dell'epoca di insorgenza del disturbo:
a- Eiaculazione precoce primaria: comparsa in occasione dei primi rapportisessuali (circa l'80% dei casi);
b- Eiaculazione precoce secondaria: insorta dopo un periodo di normalità sessuale (circa il 20% dei casi).
"le prime sono senza dubbio le forme più frequenti, riguardano soggetti giovani alle prime esperienze sessuali, fragili caratterialmente, spesso con una totale disinformazione sulle dinamiche sessuali (erezione, eiaculazione, orgasmo) la cui richiesta di aiuto è spesso mal riposta (amici più anziani) o disattesa da strutture sociali assolutamente carenti per quanto riguarda l'educazione sessuale. Sono questi i casi in cui l'assenza tra l'altro di una partner fissa ed affettivamente legata, crea forti tensioni emotive con frequente impotenza secondaria psicogena ed anche maggiori difficoltà all'approccio terapeutico." (Gruppo Italiano Studio sull'Impotenza, 1995)
DIAGNOSI:
La diagnosi di eiaculazione precoce si fonda su anamnesi generale, uro-andrologica e sessuologica; esame obiettivo, indagini di laboratorio e esami strumentali. L'anamnesi servirà a chiarire la forma clinica del disturbo e a una interazione medico-paziente fondamentale per un corretto rapporto terapeutico. La visita servirà per osservare la lunghezza del frenulo, valutare, mediante l'esplorazione rettale, le condizioni della ghiandola prostatica. In corso di questa manovra verrà valutato il riflesso bulbocavernoso e la eventuale inversione del comando (il primo pinzettando il glande a cui, in condizioni normali, consegue una contrazione riflessa dello sfintere anale; per la seconda si valuta la effettiva contrazione dello sfintere anale invitando il paziente a contrarre volontariamente tale muscolo e apprezzando con la mano libera la eventuale contrazione associata dei muscoli addominali cosa che nel paziente normale non deve avvenire e che può essere segno di incapacità a controllare i muscoli del piano perineale possibile concausa di e.precoce). E' evidente come il più esperto specialista a cui ci si deve rivolgere in caso di eiaculazione precoce sia l'uro-andrologo per la dimestichezza con questo tipo di valutazione obiettiva. Tra gli esami di laboratorio vanno eseguiti: glicemia e emocromo con formula leucocitaria (diabete e alcune malattie ematologiche sono spesso in causa nel determinismo della componente organica dell'eiaculazione precoce). Negli ultimi anni sono stati introdotti alcuni test specialistici strumentali che accenniamo per completezza. Test alla prostaglandina E1( erezione farmacologicamente indotta mediante iniezione intracavernosa di PGE1) per la valutazione del circolo penieno; Biotesiometria e Test con Ferticare per la valutazione obiettiva della soglia percettiva vibratoria del pene e per il tempo di latenza eiaculatoria(esami semplicissimi ed ambulatoriale eseguiti con apparecchi moderni che devono essere inclusi in un buon iter diagnostico); Riflesso bulbocavernoso e potenziali evocati somatosensoriali del nervo dorsale del pene per valutare l'integrità delle strutture nervose del meccanismo eiaculatorio.
TERAPIA:
La terapia dell'eiaculazione precoce sarà causale laddove si riscontrino delle patologie organiche urologiche, neurologiche o altre, suscettibili di miglioramento terapeutico. Nei casi in cui si riscontri inversione del comando alcuni autori hanno riportato buoni risultati con cicli di elettrostimolazione e biofeedback del piano perineale.Nelle forme psicogene sono stati proposti vari schemi terapautici che associano variamente tra loro anestetici locali in pomata, ansiolitici, antidopaminergici, serotoninergici, neurolettici in parallelo con psicoterapie brevi di tipo cognitivo-comportamentale.
Proponiamo un possibile protocollo terapeutico:
1) Frenulotomia nei casi di brevità del frenulo (incisione e sutura del frenulo prepuziale in anestesia locale, ambulatoriale, nessun rischio,costo in ambulatorio privato circa 500.000 lire);
2) Breve ciclo psicoterapeutico con esercizi per il controllo volontario del riflesso eiaculatorio; associato a
3) Applicazione (frenulo e solco coronale del pene) di 2-3 ml di pomata con lidocaina e prilocaina 15 minuti prima del rapporto sessuale.

 

Copyright©mediweb,1997

Riferimento: http://www.axnet.it/medi/eprecox.html#inizio

 

EIACULAZIONE PRECOCE  (di Tullio Ferrante)


Definizione

L'eiaculazione precoce è l'eiaculazione che avviene prima che il paziente abbia toccato la sua partner; e/o prima che abbia penetrato la sua partner; e/o in breve tempo dopo l'inserimento del pene.
Non è possibile quantizzare questo "tempo breve" scientificamente; certamente è un tempo tale da non consentire alla partner del paziente di raggiungere l'orgasmo.

Notizie e basi scientifiche

Fin quando il coito è finalizzato solo all'atto della procreazione, piuttosto che per scopi di rapporto o divertimento, anche se l'eiaculazione è precoce, è sufficiente, salvo che avvenga prima della penetrazione.
Quando, invece, il coito è finalizzato a stabilire un rapporto o al divertimento, l'eiaculazione precoce non è più funzionale né sufficiente.
Masters e Johnson hanno definito 4 fasi del ciclo di risposta sessuale: eccitazione, "plateau", orgasmo e risoluzione.
Nella prima fase vengono raggiunti alti livelli di tensione sessuale; nella seconda tali livelli vengono mantenuti per un certo periodo; nella terza vi è un improvviso aumento della tensione verso una punta massima chiamata orgasmo; nella quarta la tensione sessuale decresce fino a tornare alla condizione di partenza.
Gli uomoni con eiaculazione precoce hanno una fase di rapido eccitamento, che procede direttamente verso l'orgasmo con una scarsa o nulla fase di plateau.
Il ciclo si conclude quasi subito dopo aver avuto inizio.

Approccio terapeutico

L'eiaculazione è un processo a due stadi.
Il primo comporta contrazioni dei vasi deferenti, delle vescicole seminali e della prostata; nello stesso tempo si chiude lo sfintere della vescica.
Un quantitativo di liquido seminale con spermatozoi viene così spinto nell'uretra prostatica.
Il secondo stadio consiste in contrazioni ritmiche dei muscoli genitali, che spingono il liquido seminale fuori dall'uretra in zampilli.
Quando il primo stadio dell'eiaculazione ha avuto inizio, essa è inevitabile e non può essere arrestata dalla volontà.
Questo concetto è fondamentale per la comprensione della cura dell'eiaculazione precoce, che è una terapia comportamentale.
Gli uomini affetti da questa disfunzione, infatti, vengono istruiti a distinguere tra gli alti livelli di tensione sessuale ed eiaculazione imminente, interrompendo il ciclo della tensione crescente, prima che il primo stadio dell'eiaculazione abbia avuto inizio.
Due sono le tecniche maggiormente utilizzate allo scopo: lo "stop-start" e lo "squeeze". Con la prima l'interruzione può essere praticata desistendo dalla stimolazione genitale, finchè vien meno il bisogno imperioso di eiaculare; con lo squezee lo stesso scopo può essere raggiunto con una compressione del glande da parte della partner sessuale, quando l'orgasmo si avvicina.

Una storia tipica

Inizialmente, in una relazione matrimoniale, la donna è portata a sentirsi lusingata dal supposto ardore di suo marito, considerando le sue rapide eiaculazioni come un tributo alle proprie attrattive. Presto però questa sensazione comincia a scolorire e i loro rapporti sessuali cominciano ad essere meno gratificanti.
In questo periodo cominciano ad arrivare i bambini, e la moglie si sente distratta da gestazione, gravidanza, allattamento e crescita dei figli.
Ella è portata ad essere cronicamente affaticata e significativamente distratta dal bisogno di provare piacere (una differenza nello stile di vita delle donne moderne può cambiare qualcosa in questa storia….).
Quando finalmente i bambini vanno a scuola e lasciano la casa per buona parte del giorno, la moglie, tipicamente, comincia a dare maggiore importanza alle sue esigenze, suggerendo al marito che il rapporto sessuale sarebbe più piacevole se durasse più a lungo.
Il marito è stato consapevole per alcuni anni di avere un problema e, classicamente, ha tentato una serie di tecniche per controllarlo, senza alcun successo.
Dapprima prova a distrarsi pensando ad altre cose durante il rapporto, poi spesso si consulta con gli amici ricevendo consigli insoddisfacenti; molti provano sostanze reclamizzate su riviste per uomini, fino a giungere a vietare alla moglie di toccare i suoi genitali e a ridurre drasticamente i giochi preliminari.
Ovviamente, questo comportamento irrita la moglie, la cui richiesta di resistere più a lungo diventa più vivace e meno gentile. Alla fine lo accusa di essere un amante inadeguato. Si arriva a questo punto ad una situazione paradossale in cui il marito sviluppa una tecnica di spinta del pene che ha come traguardo un minimo contatto e una scarsa frizione con le pareti vaginali, mentre la moglie, che ha scoperto che se vuole ottenere un maggiore piacere dall'esperienza sessuale deve spingere il più possibile con la sua pelvi, aumenta al massimo grado il rapporto pene-vagina. Pur avendo entrambi i partner lo stesso scopo, prolungare l'esperienza e dare gratificazione alla moglie, i loro metodi sono esattamente all'opposto. Si giunge così ad un circolo vizioso: cominciano a litigare, diminuisce la frequenza del coito, l'alto livello di tensione sessuale causa una sempre più rapida eiaculazione in occasione del coito.

Prevenzione

Bisogna insegnare a tutti i giovani, uomini e donne, che l'eiaculazione precoce è comune e correggibile senza difficoltà; in tal modo, forse, essi andrebbero alla ricerca di aiuto più presto, quando la terapia può essere breve e minimo il periodo della disfunzione.

Conclusioni

Alle coppie dovrebbe essere detto che l'eiaculazione precoce non è un disturbo della personalità o una nevrosi.
Il problema è il risultato dell'apprendimento, e la terapia è un nuovo apprendimento.
Le donne devono capire che la soddisfazione del maschio è gravemente menomata dalla eiaculazione precoce, proprio come lo è la soddisfazione femminile.
Va quindi insegnato loro che la cessazione del problema dipende da un programma di allenamento al quale devono partecipare attivamente entrambi i partner.

Riferimento:  http://www.salus.it/paziente/eiaculazione.html

 

Prevalenza della prostatite cronica negli uomini con eiaculazione precoce

L'eziologia dell'eiaculazione precoce è considerata essere di natura psicologica. Tuttavia è possibile che fattori neurologici, ormonali o neurologici abbiano un ruolo in questa condizione.
Sono stati esaminati i campioni di urina prima e dopo il massaggio prostatico e campioni di secrezioni prostatiche in 46 uomini affetti da eiaculazione precoce ed in 30 soggetti di controllo.
L'infiammazione prostatica è stata trovata nel 56,5% e la prostatite batterica cronica nel 47,8% dei soggetti con eiaculazione precoce. Queste differenze erano statisticamente significative.
Gli Autori della Divisione di Medicina della Riproduzione e di Sessuologia, dell'Università dell'Aquila, hanno ipotizzato, che in base al ruolo svolto dalla prostata nel meccanismo di eiaculazione, è probabile che l'infiammazione cronica della prostata sia in alcuni soggetti una causa di eiaculazione precoce.
Inoltre, per il fatto che l'incidenza di prostatite cronica è elevata negli uomini con eiaculazione precoce, un esame prostatico dovrebbe essere eseguito prima di prescrivere una terapia psicologica o farmacologica in questi soggetti.

Screponi C et al, Urology 2001; 58; 198-2002

Riferimento:  http://www2.xagena.it/xagena/6328_eurologiait.htm

 

Terapia

In presenza di cause prevalentemente psico-emozionali, la terapia è soprattutto di tipo farmacologico e psicosessuologico comportamentale, con un apprendimento di metodiche riabilitative di coppia.

Quando l'eiaculazione precoce è causata da un'eccessiva sensibilità del pene si possono utilizzare creme desensibilizzanti ad uso topico locale, oppure sottoporsi all'intervento di circoncisione che spesso permette un ripristino del controllo del riflesso eiaculatorio aberrante.

Buoni risultati si ottengono incidendo le fibre nervose periferiche terminali del nervo dorsale del pene (neurotomia) e/o del frenulo (frenulotomia)

Riferimento:  http://www.andrologia-zenico.it/prec_ter.htm

 

EIACULAZIONE PRECOCE
Le cause organiche e quelle psicologiche, con uno sguardo al significato che riveste nelle diverse culture

L'EIACULAZIONE PRECOCE (CHE NEL TESTO VERRÀ INDICATA CON EP) verrà trattata facendo riferimento ad una vita sessuale di coppia, dove la coppia sia costituita da un uomo ed una donna e dove l'incontro sessuale consista nella penetrazione del pene in vagina; e ciò é solo un limite apparente, poiché molto di ciò che scrivo é applicabile a qualsiasi situazione sessuale, con inclusione di una attività sessuale solitaria e di una attività omosessuale.

"La EP è una eiaculazione che si verifica in un tempo minore di quello desiderato": questa definizione probabilmente soddisfa il soggetto interessato dal disturbo, ma non corrisponde assolutamente ad una definizione scientifica. Infatti, in ricerca é indispensabile poter dire se una persona é affetta o meno da un disturbo facendo riferimento a parametri che siano validi per chiunque; invece, la definizione appena citata é estremamente soggettiva, perché il tempo 'desiderato' può cambiare da un uomo all'altro e da una situazione all'altra. Ed é proprio questa difficoltà scientifica che impedisce l'esistenza di una definizione di EP accettata da tutti gli autori. Comunque, i parametri più comuni presi a riferimento per capire se si sia di fronte ad una eiaculazione precoce sono il numero di spinte pelviche dell'uomo (cioè le spinte del pene all'interno della vagina) o il numero di minuti necessari perché si verifichi l'eiaculazione; a seconda delle ricerche, il numero di spinte varia da 8 a 15 ed il numero di minuti da 1 a 5, ma la maggior parte delle ricerche fa riferimento a 10 spinte o a 2 minuti.

Ritengo che, nel caso della EP, in corso di visita ambulatoriale sia indispensabile fare emergere le esigenze del soggetto, mettendo perciò in secondo piano le definizioni scientifiche. Tuttavia, alcune considerazioni preliminari sono indispensabili per ben inquadrare la EP nell'ambito della vita sessuale di una persona.

1) L'uomo attuale é senz'altro molto diverso dai suoi progenitori di centinaia di migliaia di anni fa per quanto riguarda le capacità intellettive, ma questa differenza é molto attenuata se ci si limita a paragonare il lato fisico, cioè il corpo. Anche il pene rispetta questa regola e bisogna ricordare che, verosimilmente, i nostri progenitori erano "programmati" per raggiungere l'eiaculazione e l'orgasmo in poco tempo, poiché l'attività sessuale era una situazione di estrema pericolosità. Spesso, infatti, il rapporto avveniva in luoghi aperti nei quali era molto frequente essere attaccati dai propri simili (lotta per la conquista della femmina) e da altri animali (attacchi con significato predatorio). L'eiaculazione in tempi rapidi, quindi, era un'assoluta necessità per evitare pericoli.

2) Il modo in cui viene avvertita e vissuta l'attività sessuale varia nel tempo, risentendo di influenze sociali, culturali e religiose, e ciò é vero anche per l'eiaculazione. Attualmente nel mondo occidentale é diffusa la ricerca di un'eiaculazione quasi tardiva per poter portare all'orgasmo la propria compagna durante la penetrazione in vagina; sempre in occidente, sino a relativamente pochi anni fa e soprattutto per influenze religiose, la cultura di massa prevedeva che la donna non raggiungesse l'orgasmo e che, addirittura, non trovasse gradevole l'attività sessuale: in un simile contesto una EP poteva addirittura risultare utile per l'equilibrio sessuale della coppia; in altre culture, come ad esempio in alcune popolazioni africane, la propria virilità é dimostrata più con il numero di rapporti sessuali consecutivi che con il tempo necessario per raggiungere l'orgasmo, e, poiché é evidente che la capacità di raggiungere l'orgasmo in tempi rapidi permette più facilmente di avere rapporti multipli, in un simile contesto la EP non viene ovviamente considerata un limite, come succede invece in occidente.

3) Con il progredire dell'età tutti gli uomini tendono a presentare un allungamento del tempo necessario per raggiungere l'eiaculazione; inoltre, dopo i 70 anni, circa un uomo ogni cinque presenta una totale impossibilità a raggiungere un'erezione completa. Pertanto, dopo una certa età, per molte coppie il sesso coincide con dei preliminari prolungati sino all'orgasmo; ma, se l'uomo necessita di una stimolazione protratta per molti minuti, é possibile che la sua compagna (solitamente una coetanea) non abbia una resistenza fisica adeguata: nel confronto con l'eiaculazione tardiva, la EP può più facilmente associarsi ad una soddisfacente vita sessuale anche in età avanzata.

4) Nonostante i mezzi di comunicazione (televisione e cinema in particolare) suggeriscano l'estrema facilità di un orgasmo simultaneo di uomo e donna, le diverse caratteristiche dei due sessi rendono la simultaneità dell'orgasmo una caratteristica di poche coppie. Tuttavia, ciò non vuol dire che uno dei due partner debba venire penalizzato dal punto di vista dell'orgasmo; infatti, sia l'uomo che la donna possono raggiungere l'orgasmo con una stimolazione dei genitali che non preveda la penetrazione.

5) Sono poche, ma frequenti, le alterazioni della forma del pene che possono giustificare una EP costantemente presente; tra queste alterazioni le più frequenti sono: a) una eccessiva brevità del frenulo (il frenulo é la striscia di pelle posta sulla parte inferiore del glande e che lo unisce al prepuzio, cioé alla pelle che ricopre il glande quando il pene non é in erezione); b) una fimosi non serrata, cioé un difficoltoso ma possibile scorrimento del prepuzio sul glande, di modo che questo sia comunque scoperto quando il pene é in erezione. Se non ci sono alterazioni anatomiche, è probabile che alla base della EP ci sia una causa psicologica; inoltre, la causa psicologica e la causa organica possono coesistere.

In conclusione, ad un uomo che lamenta una EP é opportuno consigliare una visita andrologica per valutare la presenza di eventuali alterazioni dell'anatomia del pene; ma ritengo che sia anche indispensabile ricordargli che l'equilibrio sessuale é legato più ad un equilibrio del piacere che alla modalità con cui l'orgasmo viene raggiunto e viene fatto raggiungere. Pertanto, prima ancora di proporre farmaci o interventi chirurgici, é importante proporre delle abitudini sessuali che minimizzino l'impatto della EP sulla vita sessuale della coppia.

Ovviamente, un frenulo corto ed una fimosi vanno trattati chirurgicamente (frenulectomia e circoncisione, rispettivamente), anche se non é assolutamente certo che l'intervento risolva l'EP; anzi, nel caso della fimosi la EP può transitoriamente comparire o accentuarsi nei primi mesi dopo la circoncisione. Sia la frenulectomia che la circoncisione sono interventi ambulatoriali, prevedono una convalescenza di pochi giorni e permettono la ripresa di una completa vita sessuale entro circa un mese dall'intervento stesso.

L'assenza di segni che suggeriscano una causa organica alla base della EP impone una consulenza psico-sessuologica; comunque, una EP su base psicologica può essere attenuata o risolta anche con l'impiego di tre categorie di farmaci, che però risultano efficaci solo in alcuni soggetti: a) creme anestetiche locali, da applicare sul glande circa venti minuti prima di un incontro sessuale e da rimuovere prima della penetrazione in vagina, anche se viene utilizzato un profilattico; b) farmaci che migliorano o facilitano l'erezione del pene, con possibile attenuazione dell'ansia da prestazione durante l'attività sessuale e possibile indiretta azione sulla EP; c) alcuni anti-depressivi (da usare a bassissimo dosaggio nel soggetto non depresso), che possono aumentare il tempo necessario per raggiungere l'eiaculazione.

dr. Antonio Granata
Centro di Endocrinologia Andrologia "Antonio Nalin"
Servizio di Endocrinologia
Policlinico di Modena

11 luglio 2001

Riferimento:  http://www.stradanove.net/news/testi/sesso-01b/xagio1107013.html

 

I DISTURBI SESSUALI NELL'UOMO

L'eiaculazione precoce


In generale i disturbi sessuali riguardano una sfera difficilmente diagnosticabile, soprattutto nell'uomo. Non perchè nell'uomo i disturbi legati al sesso compaiano più raramente che nelle donne, ma perchè è più difficile che un uomo si rivolga direttamente allo psicologo per effettuare un trattamento. Gli studi epidemiologici in questo campo quindi non tengono conto di una gran parte di casi che non vengono mai diagnosticati perchè non vengono alla luce.


Sulla sessualità maschile si sa molto, ma spesso molte cose sono taciute per vergogna, ma più spesso per il peso di luoghi comuni e informazioni inesatte.
Uno dei tanti luoghi comuni che pesa sulla sessualità maschile è quello della prestazione sessuale. Esso è strettamente legato a l'altro luogo comune delle dimensioni del pene maschile. Dimensioni e prestazione sono legati ad un immaginario maschile che vede la sessualità come rafforzamento spesso patologico del proprio Io e della propria identità.

Il pene rappresenta uno dei cardini su cui il bambino svilupperà la propria identità e il proprio ruolo sessuale.
Se il rapporto con la madre e con il padre sono stati regolari, il bambino si identificherà con il padre e solidificherà il proprio Io sulla base di questa identificazione.


Se invece, come spesso capita, i rapporti non sono stati del tutto armoniosi, alcune aree dello sviluppo psicologico possono essere disturbate.
In particolare nell'eiaculazione precoce (E.P.), i soggetti spesso riferiscono di trovarsi in una situazione di estrema ansia e di vivere il rapporto con la partner alla stregua di una sorta di "lotta", in cui è necessario che sia dimostrata la loro capacità di "essere uomini".


L'ansia e l'eccitazione sessuale si mescolano, fino al punto che l'ansia supera la soglia in cui diventa un positivo stimolo al rapporto: essa quindi spesso prende il sopravvento, costringendo l'uomo ad una serie di "tecniche" per ritardare l'eiaculazione. Molti sviluppano tecniche diverse a seconda delle proprie problematiche e della propria personalità, ma tutte sono indirizzate al "controllo".


Il problema fondamentale dell'uomo che soffre di E.P. sembra solo quello di riprendere il "controllo" su una situazione che sembra sfuggirgli da tutte le parti. Il soggetto è dunque costretto a rigidità muscolari, pensieri ossessivi, e altre metodologie nel tentativo di allontanare la tensione ansiogena e ritardare l'eiaculazione.
Uno dei nodi fondamentali della E.P. è legato non solo alla capacità della persona di essere consapevole di Sè, ma anche ad una relazione spesso disturbata ed ambivalente con l'altro sesso.

Consciamente la persona è convinta di provare il massimo bene verso la donna e di desiderarla, ma molto spesso - inconsciamente - si nascondono numerose difficoltà di rapporto con l'altro sesso.
Solo attraverso una paziente terapia è spesso possibile rimuovere i blocchi che ostacolano la rabbia e il risentimento verso l'alto sesso. In molti casi la E.P. nasconde dunque proprio una volontà inconscia di "non concedersi", a volte motivata da paure non confessate (non dimentichiamo che l'uomo accetta molto difficilmente di provare paura per il sesso), altre da risentimento e rabbia.

L'atto di introdurre il pene in vagina, potrebbe rappresentare per alcune personalità una minaccia alla propria identità maschile. L'eccitazione e la paura di perdere il controllo della situazione aumentano uno stato di ansia che si auto-alimenta. L'eiaculazione pone rapidamente termine a questa situazione di sofferenza: essa è tanto più precoce quanto maggiori sono le situazioni di disagio interiore che la persona sta inconsciamente affrontanto.

Con la E.P. l'uomo spesso esprime un senso di colpa, una paura, una forte rabbia verso le donne in generale, oltre ad una strutturazione nevrotica della propria personalità.
Quando la E.P. non è episodica od occasionale ma si presenta ripetutamente, i vari aspetti sopra descritti potrebbero essere contemporaneamente presenti e/o strutturati nella personalità della persona.

Molto possono aiutare le tecniche di respirazione diaframmatica, soprattutto a livello sintomatico. Ma se la E.P. non ha origini lesionali, organiche o farmacologiche, nessuna tecnica di rilassamento può essere efficace a lungo senza essere accompagnata da un trattamento psicologico che vada a sciogliere i nodi più profondi che sono all'origine della personalità nevrotica.

Giampiero Ciappina

Riferimento:  http://www.users.aliseo.it/angelo.vecchiarelli/psicologia%20-%20i%20disturbi%20sessuali%20eiaculazione%20precoce.htm

 

 

 
 

-Dott. Sergio Angileri - aut. san. N.2573/95 , 7/8/95 - Ordine Psicologi Sicilia N°480-
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