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Danimarca
 

Fatti e fandonie sulla pornografia infantile

A cura della Danish Pedophile Association

Stando a giornali e TV verrebbe da credere che Internet sia imbottita di fotografie di bambinetti che vengono violentati e torturati, e che mafie occulte guadagnerebbero miliardi grazie a loschi commerci di tale materiale impunemente realizzabili attraverso l'intero globo. Questo è il genere di storie che fanno vender giornali, ma che hanno assai poco a che fare con la realtà.

Non c'è dubbio che vi siano pedofili che fanno scambio di fotografie attraverso Internet, ma le affermazioni dei mass-media in merito ad entità, brutalità e giri di denaro sono completamente fuori dalla realtà. La maggior parte delle fotografie mostrano bambini vestiti. Una piccola parte delle foto ritrae bambini nudi, ad esempio mentre giocano sulla spiaggia o in altre situazioni di carattere non sessuale. Se poi si considera la minoranza delle immagini contenenti bambini nudi, anche qui è solo una minoranza di questa minoranza di fotografie a ritrarre bambini in situazioni sessuali, ad esempio bambini che si masturbano o toccano altri bambini in modi che possono essere considerati sessualmente stimolanti. Dal momento che la maggior parte dei pedofili preferiscono vedere foto con bambini, e non con adulti, è raro trovare fotografie che mostrano contatti sessuali tra bambini e adulti.

Lo scambio di fotografie avviene essenzialmente sui gruppi di discussione di Usenet. Le fotografie che dovessero essere illegali (che sono anche qui una piccola parte) vengono evidentemente postate in modo anonimo o con un mittente falso: è pertanto impossibile guadagnar soldi rendendo pubbliche le fotografie in questo modo. Ciononostante può naturalmente accadere che qualche stupido ingenuo (tipicamente non pedofilo), allettato dalle insinuazioni della stampa sulla possibilità di guadagni astronomici, tenti di far soldi grazie alla pornografia infantile. Simili tentativi sono stati sempre fermati sul nascere, per il semplice motivo che se un potenziale acquirente può giungere al venditore, anche la polizia lo può fare. E se la polizia mancasse delle risorse necessarie per arrivare al commerciante di pornografia infantile (cosa di cui è lecito dubitare, almeno in Italia di questi tempi...), ai mass-media le risorse non mancano (cosa di cui invece ben pochi dubitano). Gli unici a trarre proficui guadagni dalla pornografia infantile di questi tempi non sono dunque quanti provano a venderla, ma al contrario i giornali e le stazioni TV che vendono storie sulla pornografia infantile.

Il fatto che non vi siano giri di denaro è in effetti indice di un andamento positivo: fino a che esisteranno sufficienti quantità di fotografie gratuitamente scaricabili da Internet, chiunque provi a speculare sulla pornografia infantile verrà tenuto al di fuori del mercato (elementare principio economico). E per un bambino è certo meglio essere fotografato da un lieto dilettante che ama i bambini piuttosto che da un mafioso senza scrupoli  che conta di guadagnare più soldi quanto più cinica è la qualità del materiale pornografico che riesce a produrre.

Molti che sono avversi alla pornografia affermano spesso che essa è pericolosa perché istigherebbe a commettere crimini di natura sessuale. Ma la verità è l'esatto contrario, in quanto la pornografia viene spesso utilizzata come surrogato da parte di persone frustrate che rischierebbero altrimenti di perdere il controllo di se stesse commettendo crimini. Le stastitiche lo dimostrano con chiarezza: il numero dei crimini sessuali gravi contro i bambini diminuì drasticamente negli anni ´60, quando la vendita della pornografia - compresa la pornografia infantile - venne liberalizzata:

Anche se il grafico qui sopra si riferisce ai crimini di natura sessuale commessi in Danimarca, un simile andamento è stato riscontrato in diversi altri Paesi europei. La ricerca criminologica ha mostrato che questo netto calo dei crimini di natura sessuale è stato un calo effettivo, e non può essere accantonato affermando che si tratterebbe di un mutamento della tendenza a denunciare tali crimini (1). Non c'è dubbio che la pornografia fa da preventivo ai crimini.

Provare ad annientare la pornografia infantile è pertanto, metaforicamente parlando, un po' come combattere la medicina anziché il male.

Negli anni '50, quando la polizia cominciò a perseguitare diversi ragazzi che si prostituivano, tra di essi si sparse ben presto l'idea che la polizia li avrebbe trattati meglio se avessero affermato che erano stati sedotti all'omosessualità. E furono proprio affermazioni del genere che fecero credere all'allora questore di Copenaghen, Jens Jersild, che la seduzione omosessuale avrebbe potuto rendere questi infelici ragazzi degli omosessuali permanenti, e che essi stessi avrebbero poi perpetuato lo scempio continuando la corruzione nei confronti delle generazioni successive. Tale teoria, sostenuta da Jersild in un gran numero di articoli e libri (2), fu la causa di una maligna caccia all'omosessuale che si concluse soltanto quando l'illustre psichiatra Thorkil Vanggaard seppe smentire la teoria della seduzione di Jersild (3).

Una delle conclusioni che si possono trarre da un simile resoconto è che la ricerca scientifica non va mai mescolata con quanto risulta dalle indagini della polizia: solitamente, chi viene interrogato dalla polizia si preoccupa più di raccontare quello che può servire a scagionare se stesso che non quanto sia di interesse scientifico per l'umanità. Ma la "ricerca" d'oggidì in merito alla pornografia infantile ripete proprio questo errore: quando un uomo viene arrestato a causa di sesso con minori, ad esempio, egli cerca spesso di trovare una ragione o di dare la "colpa" del proprio comportamento a qualcun altro o qualcosa d'altro. Se ne dà la "colpa" al bambino può star sicuro che nessuno lo prenderà sul serio, ma se ne darà la colpa alla pornografia infantile tutti lo staranno a sentire compiaciuti, e di sicuro qualcuno si metterà a scrivere articoli sul fatto che la pornografia spinge la gente a commettere crimini.

Concluso che la pornografia infantile fa da "preventivo" ai crimini, l'unica ragione razionale per proibirla resta il fatto che la produzione di tale materiale possa nuocere ai bambini che ne sono protagonisti. Al che va detto che, da una parte, è innegabile che alcuni dei bambini in questione ne possano soffrire, ad esempio quando un fotografo cinico fa far loro cose che non vogliono (come pure - cosa che molti genitori sottovalutano - quando genitori scandalizzati raccontano ai bambini che devono vergognarsi di quello che hanno fatto). Ma d'altra parte vi sono indubbiamente bambini che si compiacciono di tali attività e sono orgogliosi di essere trattati da "film star". Comunque la si pensi, ogni sforzo per proteggere i bambini dallo sfruttamento causato dalla pornografia infantile deve essere indirizzato verso la produzione iniziale di tale pornografia, e non verso il possesso di singoli film og foto: distruggere il materiale esistente non comporta alcun beneficio, ma accresce al contrario la domanda nei confronti di nuovo materiale. E quanto più difficile è procurarsi la pornografia infantile, tanto più gente ci sarà che tenterà di prodursela da sé. Ogni tentativo di eliminare la pornografia infantile da Internet avrà pertanto come conseguenza una crescita della produzione iniziale, che come abbiamo visto è l'unica possibile sorgente di un eventuale danno ai bambini.

I giornali sono talmente infarciti di storie sulla pornografia infantile da rendere impossibile una verifica della veridicità di tutte quante. Ma tali storie si sono sempre dimostrate a dir poco esagerate quando hanno avuto modo di essere verificate da parti indipendenti. Qui di seguito ne riportiamo alcune.

Qualche tempo fa, la polizia svedese affermava di aver scoperto enormi quantità di pornografia infantile che "costituisce la documentazione di migliaia di abusi", e che molti di tali abusi "hanno avuto luogo in Svezia". In seguito una ricerca indipendente mostrò invece che la maggior parte dei film confiscati altro non era che la copia degli stessi vecchi film; quello che i film hanno potuto documentare realmente sono stati due casi di sesso con minori in Svezia dal 1980, e quaranta casi nel resto dell'Europa, sempre dal 1980 (4).

Una singolare alleanza tra alcuni poliziotti cercacarriera, l'organizzazione Save the Children, la regina Silvia e i mass-media, ha recentemente portato avanti una campagna per modificare nientemeno che la stessa Costituzione svedese allo scopo di permettere la criminalizzazione del possesso di pornografia infantile in Svezia. Una delle testimonianze utilizzate in tale campagna è stato uno stralcio di 5 minuti tratto da un film che mostra un bambino che viene "sessualmente abusato". I poliziotti affermavano non soltanto che il bambino fosse svedese, ma anche che era stato drogato, rapito e probabilmente ucciso. Ma un avvocato a cui fu successivamente permesso di controllare il film affermò che il bambino era fresco, sveglio e per così dire "parte attiva nell'orchestra". In seguito il bambino "rapito e ucciso" verrà casualmente identificato, vivo, vegeto e soddisfatto, dalla polizia in Olanda: era olandese e l'autore del film era il fratello maggiore. Simili rivelazioni sulla mancanza di credibilità della polizia hanno comunque un'eco limitata e non sono sufficienti a fermare le campagne basate su pregiudizi (4, 5).

Quando la polizia indaga in merito a episodi di pornografia infantile è prassi normale che vengano confiscati tutti i film trovati nell'abitazione dell'indagato per controllare se vi siano scene illegali. Ma simili azioni vengono spesso riportate dai giornali in modo tale da dare l'impressione che tutti quanti i film in questione siano illegali: ne è esempio un'azione effettuata dalla polizia in Canada nel 1994, nel corso della quale vennero confiscate la bellezza di 875 videocassette, nonché un gran numero di riviste e fotografie, presso un insegnante di liceo. Il giorno successivo il capo della polizia convocò una conferenza-stampa nel corso della quale, mentre erano accumulate centinaia di videocassette in bella mostra attorno a lui, il buon poliziotto riferiva dell'enorme problema costituito dalla pornografia infantile a London, Ontario. E poiché l'appetito vien mangiando, già pochi giorni dopo il Ministro della Giustizia dell'Ontario comunicava di aver stanziato ingenti somme di denaro per la costituzione di un reparto speciale, capitanato dalla polizia della propria città, per fronteggiare il problema della pornografia infantile. In tale occasione tutti erano naturalmente convinti che le cassette contenessero scene di infanti violentati, ma in realtà l'insegnante non venne nemmeno rinviato a giudizio. E ciò per buone ragioni: quello che era stato confiscato dalla polizia altro non era che una rara collezione di film di Hollywood e di film d'arte europei (6). Inutile dire che, malgrado ciò, il "reparto speciale per fronteggiare il problema della pornografia infantile" venne comunque messo in piedi e si dedicò imperterrito al proprio lavoro.

Spesso i giornali danno l'impressione che la pornografia infantile consista tipicamente di bambini brutalmente violentati; talvolta si parla addirittura di bambini di due anni di età, cosa che in realtà è rarissima se mai esiste. La stessa definizione di "pornografia infantile" viene dilatata sempre di più, di modo che in certi Paesi è arrivata a conglobare "bambini" fino a 17 anni di età, o addirittura adulti truccati alla meglio per sembrare ragazzini/e. Spesso non occorre nemmeno che vi sia alcuna attività sessuale: innocenti fotografie di bambini nudi, e addirittura disegni, sono illegali in certi Paesi. Negli USA un uomo è stato addirittura condannato per essere in possesso di un film con bambini vestiti, semplicemente perché in alcune scene vi erano primi piani del basso ventre! L'unico motivo razionale per vietare simili fotografie è quello di "gonfiare" le statistiche dei crimini commessi per far sì, come nell'esempio del Canada di poco fa, che vengano stanziati più soldi alla polizia!

Ma c'è un altro modo di "decorare" le statistiche: quello di creare tranelli. Sempre negli USA è diventato uno sport di moda tra poliziotti e questori quello di offrire materiale pornografico illegale a chi si sospetta ne sia interessato. E non appena ci casca, il malcapitato finisce naturalmente in manette. Nel Paese di In God we Trust, centinaia di persone sono finite in galera esclusivamente per via di crimini che sono stati adescati a commettere dalle autorità (7). E poiché l'unico modo per poter aver legalmente accesso alla pornografia infantile negli USA è quello di diventare un simile agent provocateur, è difficile togliersi di dosso il sospetto che certe persone abbiano motivi nascosti per effettuare operazioni del genere. E in effetti, anche nelle file della polizia cresce il numero di arrestati a causa di crimini di natura sessuale e/o relativi a pornografia infantile (8).

La stessa liceità di simili tranelli effettuati dalla polizia è stata spesso messa in dubbio, e in taluni casi essi si sono rivelati decisamente illegali. Nella primavera del 1988 la polizia di Boston "promosse" un reiterato criminale ad agente segreto allo scopo di convincere il 58enne Jørgen Jensen di Copenaghen a vendergli pornografia infantile. Jensen venne attirato in America dietro promessa di un enorme guadagno - e di un viaggio pagato "tutto compreso" - se fosse stato in grado di consegnare pornografia infantile. Trabocchetti del genere sono illegali in Danimarca, e l'agente in questione lavorava in Danimarca ad insaputa delle autorità danesi. Dopo un paio d'anni di carcere (sic!), Jensen venne rilasciato e fece ritorno in Danimarca, presumibilmente a causa della crisi diplomatica che l'azione illecita stava causando (9).

Sembra comunque che ogni giorno che passa vengano inventati nuovi modi per ingigantire ulteriormente l'isteria attorno alla "pornografia infantile". Chi ne ha la peggio sono probabilmente i bambini, che da tutto questo can can finiranno per concludere che il proprio corpo - e la sessualità in generale - è cosa di cui vergognarsi.

Nel 1994, in occasione di una proposta di legge in materia di pornografia infantile, il Ministero della Giustizia danese ha invitato due rappresentanti della Danish Pedophile Association ad una tavola rotonda sul tema per sentire il nostro parere. Nel corso di tale tavola rotonda, anche gli esperti convocati dal Governo hanno ribadito i dati da noi riportati nel presente documento in merito al ruolo di inibizione svolto dalla pornografia infantile nei confronti dei crimini sessuali.

Riferimenti:

  1. Kutchinsky, Berl: Pornography and its effects in Denmark and the United States. Comparative Social Research, vol. 8, p. 301, 1985.

  2. Jersild, Jens: Barnet og det homoseksuelle problem. København 1957.

  3. Vanggaard, Thorkild: Normal homoseksualitet og homoseksuel inversion. Ugeskrift for læger, bd.. 124 no. 39, 1962.

  4. Kadhammar, Peter: Bluffen om Barnporren. Expressen 1997, dec. 8, p. 10.

  5. Barnpornografiutredningen: Barnpornografifrågan: Innehavskriminalisering m.m. Statens offentliga utredningar, 1997 no. 29.

  6. Bell, Shannon: Pictures don't lie. Pictures tell it all. Journal of the History of Sexuality, vol. 6, no 2, 1995, p. 284.

  7. Stanley, Lawrence A: The Hysteria over Child Pornography and Paedophilia. Paidika, vol. 1, no. 2, 1987, p. 13.

  8. Former porn officer is arrested. Uncommon Desires, 1987, no. 1, p. 17; che cita St. Petersburg Times (FL) 7-10-87.

  9. Burcharth, Martin: Affæren om Jensen. Press 1989, no. 41, p. 59.

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