date: Thu, 22 Jan 2009 12:35:30 +0100
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  <TR>
    <TD>
      <HR>

      <CENTER><FONT color=3D#ff0000 size=3D4>PM</FONT> <FONT size=3D1>--&g=
t; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/index1.htm">HOME PAGE ITALIANA</A>=
 --&gt;=20
      <A href=3D"http://www.psychomedia.it/pmindex/areas1.htm">ARGOMENTI E=
D=20
      AREE</A> --&gt; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm-news/news1.htm">NOVIT=C1</A> --=
&gt; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/answer/abusndx1.htm">ABUSO</A>=
=20
      </FONT></CENTER>
      <HR>
      <BR>
      <CENTER>
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            <CENTER><FONT color=3D#0000ff size=3D5>PSYCHOMEDIA<BR>Telemati=
c=20
            Review</FONT> </CENTER></TD>
          <TD>
            <CENTER>Sezione: <FONT color=3D#0000ff size=3D4>RISPOSTA AL=20
            DISAGIO</FONT>=20
            <HR width=3D"70%">
            Area: <FONT color=3D#ff0000 size=3D5>Abuso e Maltrattamento</F=
ONT>=20
            </CENTER></TD></TR></TBODY></TABLE></CENTER>
      <P><BR>
      <CENTER><B>La relazione pedofila </B>
      <P><B>Franca Pezzoni e Cosimo Schinaia</B>=20
      <P>
      <P>Dal Capitolo 8 del libro <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm-revs/books/schinaia.htm">"Pedof=
ilia=20
      pedofilie. La psicoanalisi e il mondo del pedofilo"</A></CENTER>
      <DIV align=3Dleft>
      <HR>
      <BR>
      <UL><I>I violenti e i prevaricatori sono responsabili non solo del m=
ale=20
        che fanno alle loro vittime, ma anche di quello cui le inducono in=
=20
        seguito ai torti patiti.<BR>Alessandro Manzoni</I></UL>
      <UL></UL>In Dostoevskij e il parricidio (1927) Freud annovera il gra=
nde=20
      scrittore russo tra i delinquenti e gli immorali, parlando per lui d=
i una=20
      predisposizione pulsionale perversa, che doveva renderlo proclive al=
=20
      sadomasochismo. Tra le ragioni che lo hanno spinto a questa diagnosi=
 cita,=20
      oltre alla particolare abiezione morale dei suoi personaggi e al viz=
io del=20
      gioco, il probabile abuso sessuale da lui perpetrato nei confronti d=
i una=20
      fanciulla ancora impubere (come lo stesso scrittore ebbe ad ammetter=
e).=20
      Freud ci ricorda che il tema dell'abuso sessuale di una minore era=20
      comparso anche nella confessione di Stavroghin del romanzo I demoni =
e=20
      nell'opera incompiuta Storia di un grande peccatore.<BR>Cos=EC Freud=
=20
      riassume le principali peculiarit=E0 psicologiche dello scrittore ru=
sso: "La=20
      fortissima pulsione distruttiva di Dostoevskij, che avrebbe facilmen=
te=20
      potuto farne un criminale, si dirige nella vita principalmente contr=
o la=20
      sua stessa persona (si rivolge cio=E8 all'interno anzich=E9 all'este=
rno),=20
      esprimendosi perci=F2 sotto forma di masochismo e di senso di colpa.=
=20
      Comunque la sua personalit=E0 conserva un numero notevole di tratti =
sadici,=20
      che si manifestano nella sua eccitabilit=E0, nell'acuto desiderio di=
=20
      tormentare il prossimo, nell'intolleranza anche verso le persone ama=
te;=20
      questi tratti inoltre traspaiono nel modo in cui egli, autore, tratt=
a i=20
      suoi lettori" (p. 523).<BR>La configurazione di perversione=20
      sadomasochistica all'interno della personalit=E0 del pedofilo =E8 pe=
rtanto gi=E0=20
      presente negli scritti di Freud, nonostante in altre parti della sua=
 opera=20
      egli si sia espresso in termini diversi.<BR>Ancora pi=F9 che nelle a=
ltre=20
      forme di perversione, =E8 possibile riconoscere nel pedofilo una vis=
ione=20
      integralista dell'esistenza e delle relazioni, con la conseguente=20
      applicazione rigida e coerente dei princ=ECpi derivati dalla sua "do=
ttrina=20
      ideologica". Il pedofilo =E8 convinto dogmaticamente della giustezza=
 e della=20
      liceit=E0 delle sue inclinazioni, dei suoi desideri, dei suoi attegg=
iamenti,=20
      e si oppone attraverso la sistematica trasgressione delle norme a un=
a=20
      societ=E0 ingiusta ed eticamente pervasiva, che gli impedisce di god=
ere=20
      pienamente del bambino e impedisce al bambino di godere dell'amore=20
      dell'adulto (Schinaia, 2000).<BR>"I pedofili (...) possono sentire c=
he il=20
      mondo =E8 un insieme di relazioni sessualizzate, che i bambini da lo=
ro=20
      desiderati sono a loro volta pieni di desideri sessuali e che non ci=
 si=20
      pu=F2 sottrarre a questa fonte insostituibile di piacere" (De Masi, =
1999a,=20
      p. 103).<BR>"La seduzione innovativa che dovrebbe essere basata sull=
e=20
      caratteristiche del riconoscimento dell'altro e perci=F2 delle diffe=
renze di=20
      sesso e di generazione, e sul rispetto di tali differenze, si sclero=
tizza=20
      invece come seduzione narcisistica sessualizzata, promotrice di rela=
zioni=20
      incestuose, ambigue, al tempo stesso captatrici e rifiutanti. La pul=
sione=20
      di impossessamento, di freudiana memoria, che potremmo qualificare -=
 da un=20
      punto di vista relazionale - come imperativo a possedere l'oggetto, =
come=20
      appropriazione e dominio, come imposizione di un marchio, sta alla b=
ase=20
      della violenza perentoria e dell'urgenza dei bisogni, ma anche non t=
iene=20
      conto dell'oggetto in quanto altro, con sue differenze e peculiari=20
      necessit=E0. Questa violenza =E8 alla base anche di maltrattamenti f=
isici e=20
      psichici, di abusi sessuali, di funzionamenti psichici e agiti perve=
rsi"=20
      (Racalbuto, 1999, p. 49).<BR>"Uno degli effetti a cui =E8 sottomessa=
 la=20
      sessualit=E0 infantile =E8 la relazione pedofila, che offre l'opport=
unit=E0 di=20
      riempire il vuoto intollerabile provato in seguito al "non-ascolto" =
e alla=20
      non-accoglienza dei bisogni emozionali sessuali pregenitali infantil=
i e=20
      che tende a costituirsi attraverso regole ben precise in cui il segr=
eto e=20
      la colpa sono i perni portanti. Tali regole sono facilmente introiet=
tate=20
      dal bambino in quanto rappresentano le regole condivise dai modelli=
=20
      primari di riferimento" (Lanotte, 1999, p. 74).<BR>Bouchet-Kervella =
(1996)=20
      si domanda se il bisogno di proclamare l'irresistibile valore erotic=
o che=20
      un bambino ha per un adulto non vada visto come un tentativo di nega=
re e=20
      sostituire l'insopportabile rappresentazione inversa: quella del bam=
bino=20
      non desiderato e indesiderabile, da eliminare, secondo una modalit=
=E0=20
      talvolta molto vicina a un fantasma infanticida appena velato, come=
=20
      Raskovsky (1973) ha avuto modo di indagare.<BR>La pedofilia, presupp=
onendo=20
      la magica abolizione delle differenze fra generazioni e negando il v=
alore=20
      e anche l'esistenza del ruolo e della funzione dei genitori, aderisc=
e=20
      totalmente a una sorta di mito dell'eterna giovinezza, per cui il mo=
ndo=20
      delle relazioni =E8 un nirvana infantile dove il corpo e la bellezza=
=20
      infantile vengono idealizzati e assolutizzati, mentre i corpi adulti=
=20
      semplicemente non esistono pi=F9 n=E9 come macchine desideranti n=E9=
, tantomeno,=20
      come oggetti del desiderio.<BR>"Il pedofilo si fa bambino lui, non=20
      pretendendo che l'altro si faccia presto adulto per non costituire u=
n peso=20
      e sollevare da ogni responsabilit=E0" (Camarca e Parsi, 2000).<BR>"I=
l=20
      pedofilo ama il suo doppio narcisisistico e gode di quanto avrebbe v=
oluto=20
      fosse fatto a lui. Egli =E8 al posto del bambino, ma anche al posto=
=20
      dell'adulto, spesso descritto come un padre autoritario, severo, vio=
lento,=20
      una caricatura del padre dell'orda primitiva. Un padre tirannico e s=
adico=20
      che violenta e domina i figli ed esige una sottomissione totale. Nel=
la=20
      realt=E0 il padre del pedofilo =E8 piuttosto assente, morto o in ogn=
i caso=20
      molto svalorizzato nel discorso materno (...) l'identificazione con =
questo=20
      tipo di padre presuppone una sorta di inversione di valori. Il padre=
=20
      dell'orda, padre pedofilo, diventa l'ideale di padre" (Szwec, 1993, =
p.=20
      592).<BR>Secondo Devereux (cit. in Gauthier-Hanon e T=E9boul, 1988, =
p. 226)=20
      la pedofilia sarebbe attribuibile all'assenza di interesse dei padri=
 per i=20
      loro figli, i quali cercano di compensare "l'assenza del padre" con =
altri=20
      uomini adulti.<BR>Il gioco di valorizzazione e svalorizzazione del p=
adre=20
      nell'immaginario del pedofilo mette in evidenza che nessuno in realt=
=E0 gli=20
      ha insegnato a essere padre. Possiamo rintracciare nell'assenza pate=
rna le=20
      varie fabbricazioni, a livello di falso S=E9, di presunte vocazioni =
paterne,=20
      quali quelle sbandierate attraverso le pi=F9 diverse professioni che=
 rendono=20
      stabili i contatti con i bambini (insegnanti, educatori, religiosi=20
      ecc.).<BR>Si evidenziano un'estrema fragilit=E0 narcisistica accompa=
gnata da=20
      un fondo di angoscia catastrofica, il passaggio da vissuti di ripara=
zione=20
      e adozione a vissuti di rifiuto e disinteresse per il bambino, una=20
      compensazione di superficie raggiunta tramite il ricorso a una perso=
nalit=E0=20
      artificiale corrispondente all'Io ideale e costanti minacce di esplo=
sioni=20
      di violenza ogni volta che la coerenza dell'Io viene messa in=20
      discussione.<BR>L'immaginario specifico pu=F2 costituirsi secondo al=
cune=20
      caratteristiche modalit=E0:<BR><BR>1. Il pedofilo vuole essere un ra=
gazzo=20
      insieme ad altri ragazzi nel mondo dei giochi e della fantasia; De M=
asi=20
      (1998) descrive un mondo della ragazzit=E0. Un istitutore quarantenn=
e cos=EC=20
      si esprimeva, dopo essere stato allontanato da un collegio per "pres=
unti"=20
      episodi di pedofilia: "Io voglio bene ai miei ragazzi e voglio solo=
=20
      aiutarli a tirare fuori il meglio di loro (...) apparteniamo allo st=
esso=20
      mondo (...) non ci sono distanze fra me e loro. Ho un documento che=
=20
      comprova che sono proprio un istitutore e che sono nato quarant'anni=
 fa,=20
      ma in realt=E0 sono uno di loro, appartengo al loro mondo."=20
      L'identificazione con il mondo adolescenziale non appare incrinabile=
 da=20
      qualsivoglia elemento di realt=E0.<BR>Per il pedofilo non esiste svi=
luppo=20
      oltre l'adolescenza, tanto che l'oggetto d'amore viene perduto nel m=
omento=20
      in cui acquisisce i caratteri somatici dell'adulto. Il mondo idealiz=
zato=20
      di Peter Pan, in cui non si cresce mai, sembra essere la metafora de=
l=20
      mondo ideale della pedofilia. In modo simile si esprimeva Peter Pan:=
 "Non=20
      voglio diventare un uomo - disse con passione - voglio rimanere semp=
re un=20
      ragazzino e divertirmi. Cos=EC sono scappato nei giardini di Kensing=
ton e ho=20
      vissuto per molto tempo tra le fate" (Barrie, 1906, p. 30).<BR>Peter=
 Pan =E8=20
      convinto di essersi creato da solo e che il suo ruolo di genitore =
=E8=20
      salvifico per i ragazzi smarriti dell'umanit=E0 (Mancuso, 1997).<BR>=
La bont=E0=20
      e l'amore per l'educatore quarantenne potevano esprimersi soltanto=20
      nell'incontro con la purezza dei ragazzi, mentre tutto il male veniv=
a=20
      confinato nel mondo meschino degli adulti, in passato la propria mad=
re,=20
      quindi gli istitutori del collegio dove fu rinchiuso da bambino e do=
ve=20
      sub=EC una violenza sessuale, e infine l'analista nel transfert.<BR>=
Thom=E4 e=20
      K=E4kele (1988) descrivono un caso di pedofilia nel quale, dopo nove=
 mesi di=20
      incontri in cui si alternavano ipnosi e uso del registratore, =E8 co=
minciata=20
      una psicoterapia psicoanalitica, che ha permesso un reale trattament=
o dei=20
      disturbi psicosessuali manifesti ormai fissati. All'inizio dell'anal=
isi,=20
      gli autori sono arrivati a chiarire che il paziente "nei ragazzi cer=
ca s=E9=20
      stesso: si tratta di un amore per identificazione; i ragazzi lo attr=
aggono=20
      perch=E9 - almeno esteriormente - sono come lui voleva essere allora=
:=20
      indipendenti, liberi, senza legami e senza paure" (vol. 2, p.=20
      257).<BR><BR>2. =C8 frequente notare come i pedofili dichiarino di e=
ssere=20
      stati bambini intelligenti, sensibili e privilegiati e di avere godu=
to di=20
      un'infanzia meravigliosa, idealizzata nei loro racconti, da cui sono=
=20
      emersi in modo traumatico, a causa di tradimenti da parte dei genito=
ri o=20
      di persone depositarie della loro fiducia. Il tradimento implica=20
      l'impossibilit=E0 di accordare fiducia all'adulto e la necessit=E0 d=
i fondare=20
      un nuovo ordine nell'organizzazione dell'et=E0, del tempo e delle=20
      relazioni.<BR>L'incontro con il mondo adulto viene eluso e il rifugi=
arsi=20
      idealizzato nel mondo infantile indica il rifiuto da parte del futur=
o=20
      pedofilo a diventare l'adulto svalutato e inconsciamente odiato (De =
Masi,=20
      1998).<BR>In realt=E0 i pedofili sono stati bambini isolati che si s=
ono=20
      sentiti esclusi dagli altri bambini e che hanno invidiato la vitalit=
=E0 dei=20
      loro coetanei. Da adulti possono tentare di possedere e di catturare=
 come=20
      delle prede quei bambini, cercando di impossessarsi di quella vitali=
t=E0, di=20
      quell'energia che hanno ammirato e che a loro sono mancate.<BR>Quest=
a=20
      disposizione vampiresca fa s=EC che la spinta del pedofilo verso il =
bambino=20
      assuma caratteristiche positive ed egosintoniche; il pedofilo ha bis=
ogno=20
      della linfa vitale del bambino per contrastare "un nucleo di fondo=20
      mortifero-depresso" (ibid., p. 24) che lo prosciugherebbe fino a=20
      ucciderlo.<BR><BR>Sottolineo alcuni capisaldi della relazione=20
      pedofila.<BR><BR>La relazione pedofila =E8 asimmetrica. =C8 l'adulto=
 che=20
      induce o costringe il bambino a farsi complice. La capacit=E0 di cre=
are=20
      l'atmosfera emotiva per sollecitare la volontaria partecipazione del=
=20
      bambino viene considerata un vero e proprio talento del pedofilo. "N=
on=20
      sorvegliato dalla coscienza, perch=E9 non in comunicazione con la co=
scienza,=20
      lo sguardo del desiderio =E8 veloce, agile, penetrante, pronto a cat=
turare=20
      le sfumature, le allusioni, i segnali appena accennati. E questo, ch=
e =E8=20
      poi il gioco dell'amore, se avviene ad armi pari tra gli adulti che,=
=20
      consenzienti, vogliono scoprire l'un l'altro il proprio enigma e vol=
ere lo=20
      sconcerto dentro di s=E9, si fa tragedia quando questa destrezza del=
=20
      desiderio adulto incontra il desiderio indifferenziato del bambino c=
he=20
      conosce solo l'accoglienza e il rifiuto" (Galimberti, 2000a, p.=20
      17).<BR>"Il pedofilo si costruisce il proprio piacere, ne rivendica=
=20
      perfino il diritto, esasperando una funzione edonistica per lui vita=
le,=20
      alla quale non pu=F2 rinunciare, poich=E9 diversamente verrebbe a pe=
rdere=20
      quella "possibilit=E0 riparativa" (noumenica) e quella "occasione ca=
tartica"=20
      (fenomenica) che segnano tragicamente il suo "essere nel mondo"" (Ag=
uglia=20
      e Riolo, 1999, p. 11).<BR>Stupisce la facilit=E0 di accesso del pedo=
filo al=20
      mondo infantile, la capacit=E0 di comunicare e di incontrarsi in sen=
so=20
      fenomenologico con un mondo non adulto. "Nell'incontro pedofilo semb=
ra=20
      attivarsi una risonanza intima emotiva simile, per quanto riguarda l=
a=20
      richiesta d'amore, ma fondamentalmente differente per quanto riguard=
a la=20
      modalit=E0 dell'essere nell'amore: orientata verso il bambino e spin=
ta dal=20
      bisogno di soddisfacimento sessuale del pedofilo, orientata verso l'=
adulto=20
      e spinta dal bisogno di gratificazione, protezione e cura nel bambin=
o"=20
      (Lanotte, 1999, p. 72).<BR>La complicit=E0 successiva all'adescament=
o, che=20
      talvolta si osserva nelle relazioni pedofile, non va confusa con la=
=20
      reciprocit=E0, ma va associata a fenomeni di precoce "adultizzazione=
" che,=20
      manifestandosi con una certa promiscuit=E0 confusiva e con un esibit=
o=20
      desiderio di sedurre, sono evidentemente difese dalla percezione del=
=20
      dolore dell'abbandono e della mancanza di cure (De Masi, 1999b).<BR>=
"Nel=20
      rapporto sessuale maturo - scrive De Martis (1989, p. 283) - tanto n=
el=20
      piacere preliminare quanto nel coito, tutti gli aspetti anche i pi=
=F9=20
      arcaici (quali l'aspirazione fusionale e le valenze cannibaliche), s=
ono=20
      messi al servizio di un'autentica reciprocit=E0, ove il dare e il ri=
cevere=20
      piacere rappresenta la meta di una relazione con il partner affettiv=
amente=20
      pacificata (...) Nei perversi avviene il contrario: la sessualit=E0=
=20
      distruttiva viene contrabbandata attraverso la mistificazione di un=
=20
      piacere ardente. Ma la soluzione rimane inevitabilmente narcisistica=
,=20
      autoerotica, impulsiva, agita."<BR>Il pedofilo capta e stravolge,=20
      attraverso il perverso gioco seduttivo, la tentazione del bambino di=
=20
      realizzare le fantasie di magica sostituzione del genitore, bruciand=
o le=20
      tappe dello sviluppo e accedendo senza conflitti alla condizione adu=
lta.=20
      Conferma, falsificandole e degradandole, le fantasie del bambino e=20
      impedisce il necessario confronto e l'indispensabile negoziazione co=
n il=20
      mondo esterno.<BR>"La vera reciprocit=E0 =E8 la relazione fra sogget=
ti che=20
      abitano lo spazio dell'intersoggettivit=E0, lo spazio dell'incontro,=
 nel=20
      quale l'altro rimane sempre e comunque altro" (Fanali, 1998, p.=20
      140).<BR>Il bambino con cui il pedofilo entra in contatto non ha una=
=20
      consistenza emotiva, che viene riconosciuta e rispettata, ma viene p=
ensato=20
      e costruito come un homunculus, una sorta di disarmonico adulto in=20
      miniatura.<BR>La struttura del sistema relazionale =E8 chiusa e=20
      autoreferenziale, e al suo interno si consuma il rito della violenza=
 e=20
      della sopraffazione, seppure camuffata da seduzione. Per descrivere =
questo=20
      sistema relazionale Fanali fa riferimento al film Sal=F2, al cui ini=
zio Pier=20
      Paolo Pasolini "presenta lo scenario in cui si consumano le terribil=
i,=20
      orribili violenze da parte di ignobili rappresentanti del potere fas=
cista=20
      su inermi adolescenti. Davanti alla villa Pasolini inquadra un arco:=
 =E8 la=20
      siepe che cinge il giardino della villa. La siepe =E8 un confine olt=
re il=20
      quale c'=E8 la vita, al di qua del quale la morte (...) Gli adolesce=
nti di=20
      Sal=F2 sono destinati tragicamente a morire. Non possono uscire" (ib=
id., pp.=20
      143 sg.).<BR>=C8 interessante notare che gli abusatori scelgono, tra=
 i=20
      bambini, i pi=F9 derelitti, i pi=F9 sottomessi, non soltanto per la =
facilit=E0=20
      con cui possono circuirli, ma come caratteristica di attrazione.<BR>=
"Ci=F2=20
      corrisponde al fatto che gli uomini hanno difficolt=E0 riguardo alle=
 loro=20
      identificazioni maschili. Si comprende allora (...) perch=E9 l'insie=
me degli=20
      studi di prevalenza mostrano che l'et=E0 dei bambini pi=F9 a rischio=
 =E8 quella=20
      tra i nove e i dodici anni" (Balier, 1993, p. 576).<BR>Bisogna inolt=
re=20
      aggiungere che il passaggio dalla fase prepubere alla pubert=E0 non=
=20
      necessariamente comporta una maturit=E0 sufficiente per sostenere un=
=20
      rapporto sessuale con un adulto, soprattutto in un contesto storico =
come=20
      quello occidentale attuale, dove gli adolescenti, e in particolare i=
=20
      preadolescenti, non raggiungono funzioni sociali maturative e restan=
o in=20
      una condizione di minorit=E0 psicologica sostenuta e agevolata dal c=
ontesto=20
      sociale, che sposta sempre pi=F9 in avanti i tempi dell'emancipazion=
e e=20
      della maturit=E0. Si assiste quindi a un'asimmetria che supera il da=
to=20
      anagrafico bruto per situarsi in una relazione in ogni caso basata s=
ul=20
      dominio psicologico e sulla subdola seduzione.<BR>"Sotto tale profil=
o, la=20
      violenza (che naturalmente resta anche, e principalmente, atto=20
      immediatamente e brutalmente fisico) si configura di volta in volta =
come=20
      violazione di regole interpersonali condivise, come coartazione=20
      dell'identit=E0 di Alter ad opera di Ego (o come coartazione bidirez=
ionale=20
      Ego =A8=C6 Alter), come relazione disarmonica, come comunicazione as=
immetrica=20
      e inefficace, suscettibile spesso di bloccare, almeno pro tempore, l=
a=20
      comunicazione medesima" (Moravia, 1998, p. 20).<BR><BR>La relazione=
=20
      pedofila =E8 ripetitiva e monotona. La ripetitivit=E0, in assenza di=
 una=20
      sostanziale simmetria, sembra garantire la veridicit=E0 di una relaz=
ione,=20
      che altrimenti non avrebbe sostanza. Essa non viene avvertita dal pe=
dofilo=20
      (ed =E8 l'unico a non avvertirla) in virt=F9 dell'eccitamento che ac=
compagna=20
      la compulsione e che, come la droga, trasforma ogni volta lo stesso=
=20
      identico rito in appetibile novit=E0.<BR>Le sensazioni prevalenti ne=
lla=20
      lettura delle contorte costruzioni sadomasochistiche del marchese de=
 Sade=20
      sono la noia e il fastidio, prima ancora che il disgusto; men che me=
no=20
      compaiono sensazioni di eccitazione. Sentimenti analoghi sono provoc=
ati=20
      dalla visione della maggior parte dei film a luci rosse.<BR>Il pedof=
ilo,=20
      che di solito presenta caratteristiche di ipernormalit=E0, di eccess=
ivo=20
      conformismo, avverte l'esigenza di condurre a termine l'atto come=20
      proveniente da una indifferibile necessit=E0 interiore che lo costri=
nge a=20
      una rigorosa coerenza. Le caratteristiche di ristrettezza mentale=20
      ampiamente segnalate da Brenman (1988) nella crudelt=E0 mentale vann=
o a=20
      braccetto con la noiosa monotonia del comportamento pedofilo, anche =
per=20
      via dell'elevatissimo spazio mentale che, grazie all'intensissimo=20
      eccitamento, viene concesso alla perversione, che quindi riduce=20
      necessariamente lo spazio mentale per le altre operazioni psichiche.=
 "Per=20
      evitare la consapevolezza del senso di colpa, le percezioni della me=
nte=20
      vengono ristrette s=EC da dare un'apparente giustificazione alla cru=
delt=E0"=20
      (p. 288).<BR>L'incontro sessuale consiste nella pedissequa ripetizio=
ne di=20
      quanto =E8 stato costruito in anticipo nella mente del pedofilo. Non=
 vi =E8=20
      spazio alcuno per l'improvvisazione e la spontaneit=E0, e ogni seque=
nza=20
      dell'incontro deve geometricamente corrispondere al film immaginativ=
o gi=E0=20
      preparato dal pedofilo; una presenza reale, altra, rischierebbe,=20
      introducendo le proprie esigenze, di rovinare il progetto che non am=
mette=20
      repliche o variazioni e, ledendo la trama di un racconto gi=E0 scrit=
to,=20
      comprometterebbe la possibilit=E0 di eccitamento orgasmico.<BR>Siamo=
=20
      completamente da un'altra parte rispetto all'onnipotenza infantile c=
he per=20
      Freud sosteneva la fantasia perversa; siamo nel mondo dell'obbligato=
riet=E0,=20
      della compulsivit=E0, della mancanza di libert=E0 e creativit=E0.<BR=
>Queste=20
      caratteristiche, la ripetitivit=E0 e la monotonia, rendono sempre po=
ssibile=20
      nella storia degli abusatori sessuali lo spettro della recidiva. Per=
 gli=20
      psicologi del S=E9 la risposta pedofilica rappresenta un tentativo=20
      difensivo, perennemente insoddisfacente e pertanto reiterabile=20
      all'infinito, di usare massicciamente la sessualit=E0 per tentare di=
=20
      contrastare la carente coesione del S=E9.<BR>Mentre Balier (1996) ve=
de nella=20
      ripetizione la ricerca all'esterno di una fallita interiorizzazione =
del=20
      fallo e il sigillo della pulsione di morte, Bonnet (1997) riprende u=
n=20
      apporto anteriore di Freud, quello di Ricordare, ripetere e rielabor=
are=20
      del 1914: "La stessa traslazione rappresenta un elemento della ripet=
izione=20
      e la ripetizione =E8 la traslazione del passato dimenticato" (p. 356=
).=20
      L'affermazione che la ripetizione di un atto =E8 anche un atto di tr=
ansfert=20
      ha ovviamente importanti implicazioni terapeutiche e riduce il senso=
 di=20
      impotenza che pu=F2 pervadere l'analista al lavoro. Anche Anna Freud=
 (1964)=20
      ha distinto la coazione a ripetere dall'elaborazione ripetitiva, un=
=20
      meccanismo dell'Io che ripete un'esperienza con variazioni utili all=
a sua=20
      assimilazione, come il volgere un'esperienza passiva in esperienza=20
      attiva.<BR>Lichtenberg (1989) propone il concetto di scene modello p=
er=20
      individuare alcune modalit=E0 interattive che presentificano modi di=
=20
      relazione sempre vissuti e ripetuti, ma mai finora "pensati". "Tale=
=20
      approccio si basa sull'idea che una parte importante dei nostri modi=
 di=20
      essere non abbia un corrispettivo inconscio rappresentabile, per ese=
mpio=20
      sul modello della fantasia inconscia della Klein. Il corrispettivo d=
i=20
      certi modi di essere affonda invece in una sorta di vissuto fondamen=
tale=20
      caratterizzato dalla ripetizione, che non corrisponde per=F2 alla=20
      rievocazione di modalit=E0 interattive e relazionali di cui il sogge=
tto non=20
      ha mai avuto coscienza" (Correale e Neri, 1999, p. 16).<BR>Anche se,=
 come=20
      abbiamo avuto modo di vedere, singoli atteggiamenti o comportamenti=
=20
      pedofili di per s=E9 non hanno nulla in comune con la criminalit=E0 =
sessuale,=20
      =E8 possibile, anzi =E8 frequente che il rapporto asimmetrico=20
      dominante-dominato, adulto-bambino, subisca una estrema escalation e=
 vada=20
      verso il massimo dell'orgasmo perverso, che coincide con il piacere=
=20
      derivante dal potere di uccisione (De Masi, 1998).<BR>La escalation =
=E8 in=20
      relazione all'assuefazione, che provoca un innalzamento della soglia=
 del=20
      piacere (De Masi, 1999a).<BR>Al prevalere di modalit=E0 persuasive e=
=20
      concilianti nel periodo che precede la violenza subentrano modalit=
=E0 di=20
      rapporto in cui la violenza psicologica assume un ruolo centrale, in=
=20
      quanto il pedofilo teme che il gioco della penombra in cui si svolge=
=20
      subisca l'effetto luce e appaia in superficie divenendo quindi realt=
=E0,=20
      cosa che causa ansia al pedofilo, che teme l'irrompere sulla scena d=
ella=20
      realt=E0 rispetto ai suoi costrutti immaginari (Aguglia e Riolo,=20
      1999).<BR>La escalation perversa, che da situazioni di gioco erotico=
=20
      apparentemente sotto controllo pu=F2 condurre fino alla morte, =E8 d=
escritta=20
      nel gi=E0 citato romanzo Dei bambini non si sa niente, in cui i gioc=
hi=20
      erotici di un gruppo di bambini guidati da un sadico adolescente cul=
minano=20
      nella morte di una bambina, che =E8 stata tanto violentemente, quant=
o senza=20
      la coscienza di tale violenza, sodomizzata con il manico di una racc=
hetta=20
      da tennis.<BR>La difficolt=E0 a entrare in contatto con le proprie a=
ngosce e=20
      l'impossibilit=E0 di provare un qualsivoglia senso di responsabilit=
=E0, e=20
      quindi di prendere coscienza della propria partecipazione nello=20
      svolgimento delle fasi successive che hanno caratterizzato l'escalat=
ion=20
      perversa del gioco, si traduce nell'automatica decisione di sotterra=
re la=20
      piccola vittima, cancellando e negando in tal modo non solo il delit=
to, ma=20
      tutti i passaggi che hanno condotto alla morte della bambina, in qua=
nto=20
      inelaborabili.<BR>Una ricerca effettuata su un campione di 91 sogget=
ti=20
      evidenzia che la percentuale di pedofili che uccidono o tentano di=20
      uccidere il bambino durante o dopo la violenza =E8 pari all'8 per ce=
nto=20
      (ibid.).<BR>La relazione pedofilia-morte, con la sottolineatura del =
potere=20
      totale degli adulti sugli adolescenti, considerati esseri belli, alt=
amente=20
      appetibili, ma inferiori, =E8 uno degli assi portanti del romanzo=20
      Pornografia dello scrittore polacco Witold Gombrowicz (1960).<BR>Cos=
=EC si=20
      pu=F2 leggere nella presentazione all'edizione italiana: "I due anzi=
ani=20
      protagonisti (Witold e Federico), attirati verso il basso (la giovin=
ezza),=20
      riescono a costruire con i loro sguardi, la loro esagerazione dei=20
      particolari e i macchinosi intrighi, un folle castello di fenomeni c=
he ha=20
      l'apparenza di un rapporto intimo e segreto tra Enrichetta e Carlo (=
gli=20
      adolescenti). Quest'ultimo, con la sua giovanile e ruspante bellezza=
,=20
      unisce Federico e Witold in un ulteriore gioco di seduzione: un lega=
me=20
      omosessuale che vive nell'obiettivo di buttare Carlo tra le braccia =
di=20
      Enrichetta. Federico e Witold sembrano mettere in piedi tutto quel=20
      teatrino di intrighi perch=E9 sono innamorati della giovinezza di Ca=
rlo"=20
      (Cataluccio, 1994, p. xi).<BR>E lo stesso Gombrowicz scrive: "A poco=
 a=20
      poco i due signori, affascinati dalla bellezza del giovane, si innam=
orano=20
      della coppia. Vogliono a tutti i costi penetrare dentro quel fascino=
,=20
      legarsi ai giovani (...) e scoprono un delitto, un peccato commesso=
=20
      insieme a loro per farli intrufolare in quella intimit=E0 altrimenti=
=20
      impenetrabile; organizzano perci=F2 un assassinio in comune" (1960, =
p.=20
      196).<BR>Gli adulti sono intelligenti, torbidi, lascivi e detengono =
tutto=20
      il potere; gli adolescenti rappresentano l'innocenza coinvolta dalla=
=20
      seduzione e travolta fino alle estreme conseguenze. "Traspare anzi i=
l=20
      fatto che non sono n=E9 gli uni (gli adulti) n=E9 gli altri a domina=
re; appare=20
      invece che la schiavit=F9, pur nell'asimmetria sia reciproca" (Iaria=
,=20
      1999).<BR>Lo stato di eccitamento coinvolge tutti e ha come massima=
=20
      espressione il piacere dell'omicidio, che rappresenta il culmine del=
la=20
      relazione sadomasochistica, che cerca disperatamente di tenere a bad=
a=20
      l'angoscia di morte.<BR><BR><B>Il ruolo dello sguardo</B><BR>Come ci=
=20
      ricorda Fenichel (1945), Freud ha associato le tendenze voyeuristich=
e a=20
      una fissazione alla scena primaria, nella quale il bambino assiste a=
l=20
      rapporto sessuale tra i genitori. Questa precoce esperienza traumati=
ca=20
      potrebbe stimolare l'angoscia di castrazione e portare il bambino, u=
na=20
      volta adulto, a rimettere in atto la scena pi=F9 e pi=F9 volte nel t=
entativo=20
      di padroneggiare attivamente un trauma vissuto passivamente.<BR>"Si =
pu=F2=20
      immaginare un intrico fra desiderio fusionale, affascinazione e timo=
re=20
      della distruzione che ben giustifica la dizione bioniana di "terrore=
 senza=20
      nome". Sull'importanza di questi primi accadimenti esiste una sostan=
ziale=20
      convergenza fra le varie scuole psicoanalitiche, sia che si voglia=20
      privilegiare una lettura kleiniana, winnicottiana, mahleriana o bion=
iana.=20
      Sono qui in gioco aspetti variamente definiti nei processi di=20
      separazione-individuazione e di scissione-idealizzazione in cui si a=
bbozza=20
      la differenza fra i sessi" (De Martis, 1989, pp. 273 sg.).<BR>"Il ru=
olo=20
      dell'immaginazione spiega la centralit=E0 della funzione visiva nell=
a=20
      costruzione della scena perversa e l'importanza della componente=20
      estetico-voyeuristica nel godimento che ne deriva. Il guardare come =
mezzo=20
      per catturare e incorporare l'altro, l'essere guardati o il ferire l=
o=20
      sguardo nell'esibizionismo [spesso segno di un fortissimo bisogno di=
=20
      esistere e opporsi al senso tragico del nulla], il concentrarsi ecci=
tato=20
      sugli organi sessuali nella pornografia, fanno parte dello scenario=
=20
      immaginario necessario alla perversione" (De Masi, 1999a, p.=20
      96).<BR><BR>In tutta l'opera pittorica di Balthus sono presenti=20
      provocazioni erotiche, occhi socchiusi, il vestito svolazzante sui c=
orpi=20
      radiosi delle adolescenti, forma suprema e sacrale della Bellezza. I=
l=20
      pittore nega spudoratamente, per=F2, qualsiasi contenuto erotico all=
e sue=20
      opere, anche a quelle in cui pi=F9 evidente =E8 l'espressione di sen=
timenti=20
      pedofili, in cui pi=F9 morbose sono le descrizioni di giovanette dal=
 pube=20
      immaturamente glabro, tese nell'ascolto di un desiderio sessuale che=
 non=20
      riescono a controllare.<BR>Nei quadri di Balthus si possono osservar=
e "gli=20
      sguardi torvi delle fanciulle, l'esagerato esibizionismo delle parti=
=20
      genitali e dei seni; le spalle angolose, in rotta con il mondo; le b=
raccia=20
      in atteggiamenti perversi; una paurosa solitudine; l'eccessiva separ=
azione=20
      fra il mondo dell'infanzia e quello degli adulti" (Almansi, 1990, p.=
=20
      131).<BR>Tra l'essere e il nulla Balthus ha aperto una terza via: il=
 pu=F2=20
      essere. L'angoscia metafisica esplode nelle sue immagini di adolesce=
nti=20
      che non sono pi=F9 bambini, ma non ancora adulti, "che si trovano in=
 quel=20
      fragile spazio dove tutto =E8 in gioco, dove tutte le possibilit=E0 =
della vita=20
      sono ancora formulate come desideri, prima di schiudersi nel piacere=
,=20
      nella vita stessa" (Tasset, 1996, p. 17).<BR>Il quadro Le=E7on de gu=
itare=20
      del 1934 ha certamente un significato di torbida perversione. In ess=
o la=20
      maestra usa la giovanissima allieva come un oggetto erotico, anche s=
e il=20
      quadro =E8 basato su uno schema figurativo ripreso dal tema della Pi=
et=E0 con=20
      la Madonna che tiene il figlio morto sulle ginocchia. Balthus "ha pr=
eso=20
      come suo territorio di analisi psicologica le ninfette, le torbide=20
      bambinette sui dieci, dodici anni che sono tanto pi=F9 provocanti qu=
anto=20
      meno sanno che cosa significa la provocazione" (Almansi, 1990, p.=20
      131).<BR>Il continuo ripetersi del soggetto delle ingenue e sensuali=
=20
      adolescenti in fiore nei quadri di Balthus ci permette di focalizzar=
e la=20
      nostra attenzione su forme accettate, in quanto artisticamente=20
      significative, dello sguardo narcisisticamente seduttivo=20
      dell'adulto.<BR>D'altronde il Caravaggio ci aveva dato ampia dimostr=
azione=20
      della capacit=E0 di sublimazione dello sguardo pedofilo, trasferendo=
 la=20
      sensualit=E0 dello sguardo dell'adulto nella provocatoria sensualit=
=E0 degli=20
      sguardi e delle movenze dei suoi ragazzi dipinti.<BR>Nella pittura d=
el=20
      Caravaggio "l'antitesi fra tradizione e rivoluzione (regola e sovver=
sione)=20
      ottiene il superamento delle gerarchie generistiche (non c'=E8 pittu=
ra di=20
      genere in Caravaggio) vincolate a contenuti e soggetti" (Marini, 198=
1, p.=20
      361).<BR>Caravaggio sceglie anche, per le sue esigenze di iconografi=
a=20
      sacra, l'attimo mondano della messa in scena. Tra osservanza e devia=
zione,=20
      la sensualit=E0 dei fanciulli =E8 fortemente erotizzata, ed =E8 evid=
ente sui=20
      loro volti l'intenzionalit=E0 scandalosamente seduttiva, come si pu=
=F2=20
      osservare nel famoso dipinto I musici, opera giovanile in cui, secon=
do=20
      Baglione (1642), biografo del pittore, le figure furono ritratte da=
=20
      giovani modelli al naturale. La scrittrice Czobor (1954) volle scorg=
ere=20
      nel suonatore di liuto l'autoritratto idealizzato del maestro.<BR>"U=
na=20
      classe dominante neofeudale chiusa in una forte autocoscienza ideolo=
gica e=20
      attenta a quello che significassero, culturalmente, le "immagini" sa=
cre e=20
      profane, avrebbe severamente bandito ogni dipinto caravaggesco. Avvi=
ene=20
      invece che questa pittura per la sua novit=E0, per la sua qualit=E0 =
(di=20
      immagine, non di vagheggiata stesura) piaccia, sia apprezzata e rice=
rcata=20
      dalle principali gallerie" (Conti, 1979, p. 222).<BR>Il successo ott=
enuto=20
      allora dalle opere del Caravaggio e quello di oggi da parte di Balth=
us pu=F2=20
      essere compreso non soltanto facendo ricorso alla loro innegabile qu=
alit=E0=20
      pittorica, ma anche prendendo atto che la trasposizione estetica ha=
=20
      permesso la rappresentazione di sentimenti e desideri che, pur alber=
gando=20
      nell'animo umano, non avrebbero potuto essere comunicati a causa=20
      dell'ambigua rarefazione e dell'inquietante ineffabilit=E0.<BR>Se la=
=20
      pedofilia come tendenza agita rappresenta una "minoranza silenziosa"=
=20
      consistente e attiva, la pedofilia come tendenza non agita =E8 forte=
mente=20
      intricata con l'immaginario sessuale dominante che contempla anche=20
      l'appropriazione erotica del corpo infantile, e riguarda sicuramente=
=20
      un'area molto pi=F9 vasta della popolazione (Foti e Roccia, 1994b).<=
BR>Se=20
      una rappresentazione artistica dello sguardo perverso permette anche=
=20
      impensate possibilit=E0 identificative e, scandagliando le profondit=
=E0=20
      dell'animo umano, evita manichee distinzioni tra il normale e il=20
      patologico, non pu=F2 e non deve diventare strumento di propaganda d=
ella=20
      perversione, perch=E9 in tal modo tradirebbe, probabilmente, le inte=
nzioni=20
      (anche inconsce) dell'autore, attribuendogli connotazioni che gli so=
no=20
      estranee e collocandolo arbitrariamente in un "movimento". Scrive Ca=
marca:=20
      "[Non c'=E8] nessun capolavoro in grado di eguagliare l'importanza u=
nica di=20
      una vita umana. Non c'=E8 libro, non c'=E8 scultura, n=E9 scoperta s=
cientifica=20
      che possa edificarsi nelle viscere di un bambino" (in Camarca e Pars=
i,=20
      2000, p.40).<BR><BR>=C8 di frequente riscontro, nelle storie dei ped=
ofili,=20
      la tendenza a fotografare e a collezionare fotografie o a riprendere=
=20
      spesso con materiale tecnico molto sofisticato i bambini, e non solo=
 allo=20
      scopo di una diffusione di immagini pornografiche, tra l'altro molto=
=20
      ricercate anche in rete, ma come contributo all'eccitamento=20
      pedofilo.<BR>"[Il pedofilo] bulimicamente ingurgita quante pi=F9 fot=
ografie=20
      gli =E8 possibile.E parlo di soggetti in grado di collezionare qualc=
osa come=20
      cento-centocinquantamila immagini con bimbi brutalizzati.Immagini ch=
e=20
      ripone religiosamente in files minuziosamente preparati, divisi per=
=20
      argomenti e in ordine alfabetico e per localit=E0 e per et=E0 delle =
vittime e=20
      per generalit=E0" (Camarca e Parsi, 2000, p. 81).<BR>=C8 lo stesso m=
ezzo=20
      tecnico a favorire il voyeurismo. Ci ricorda Servadio (1967) che=20
      ""fissare" l'oggetto della fotografia, coglierlo nella posizione, ne=
l=20
      momento ritenuti migliori, incorporare l'immagine all'interno della=
=20
      macchina, sentirlo infine in tal modo catturato, prigioniero (...) t=
utti=20
      questi sentimenti e atti sono indiscutibilmente scopofilici" (p.=20
      64).<BR>Per un lunghissimo periodo fotografia e bambino sono stati=20
      tecnicamente incompatibili a causa dell'impossibilit=E0 da parte del=
 bambino=20
      a stare fermo e mantenere la posa. I dagherrotipi di infanti ancora=
=20
      rimasti ci mostrano bimbetti contratti, irrigiditi, mummificati,=20
      probabilmente rimproverati, talvolta minacciati purch=E9 fossero doc=
ili=20
      oggetti a disposizione del fotografo.<BR>Dalla storia della fotograf=
ia=20
      emerge che il bambino cos=EC com'=E8 non va bene, dice Amodeo in un =
lavoro del=20
      1981, "al contrario va travestito da adulto in miniatura con tutti i=
=20
      connotati dell'eleganza, o da cupido, o da fatina. Se lo si fotograf=
a cos=EC=20
      com'=E8, =E8 per altri scopi: per dimostrare la propria sensibilit=
=E0 sociale=20
      (cosa vi =E8 di pi=F9 condivisibile della denuncia dello sfruttament=
o=20
      infantile?) com'=E8 il caso di Hine, o per attizzare attraverso l'us=
o=20
      dell'infanzia infelice la polemica sociale, come fece con maggior ri=
gore=20
      Riis, o ancora per praticare del bozzettismo a basso costo, di cui=20
      Cartier-Bresson ci ha lasciato gli esempi migliori". Seppure con par=
ole=20
      estremamente provocatorie, Amodeo esprime il disagio derivante dal f=
atto=20
      che comunque nella fotografia il bambino =E8 usato e violentato dall=
o=20
      sguardo adulto e sostiene che l'innocenza =E8 assente nella storia d=
el bimbo=20
      fotografato e che la fotografia colta =E8 piena di bimbi che sono tu=
tti=20
      alieni, esseri stranieri, maschere, travestiti, trasfigurati.<BR>Bas=
ta=20
      osservare le fotografie apparentemente innocenti di Lewis Carroll,=20
      pseudonimo del matematico e scrittore Lutwidge Dogson, l'autore di A=
lice=20
      nel Paese delle meraviglie, che fu un voyeur pedofilo conclamato, pe=
r=20
      rendersi conto che quelle immagini non appartengono alle bambine, ma=
 sono=20
      trasformazioni, tanto artistiche quanto abusive, di posture naturali=
 e=20
      spontanee in pose seduttive e ammiccanti attraverso uno sguardo ecci=
tato e=20
      perverso.<BR>La morbosit=E0 con cui vengono fissate parti del corpo=
=20
      lievemente scoperte rimanda all'eccitazione perversa di Proust quand=
o=20
      descrive in modo estetizzante, raffinato fino all'estenuazione, la=20
      sensualit=E0 delle caviglie delle cicliste di Balbec.<BR>Carroll rie=
mpie=20
      lastre su lastre di apparente compiacente seduttivit=E0, ma si tratt=
a di una=20
      falsificazione della realt=E0, in quanto proietta la sua iperestesia=
=20
      sensuale dentro i giovani soggetti (Gernsheim, 1971; Cohen, 1979).<B=
R>Uno=20
      dei primi esempi storici di fotografia pornografica =E8 quello offer=
to dai=20
      nudi di Wilhelm von Gloeden (1856-1931) a Taormina. "Nella campagna=
=20
      siciliana, in riva al mare, su terrazzi e in cortili interni, von Gl=
oeden=20
      mette in scena, con i ragazzi del posto, il suo sogno di una vita id=
eale,=20
      omerico-arcadica" (von Taschizki, 1997).<BR>I ragazzi ritratti in po=
se da=20
      antichi Greci (Falzone del Barbar=F2, Miroglia e Mussa, 1980) presen=
tano=20
      espressioni visuali che definirei "pre-pasoliniane", e la loro masch=
era=20
      evidenzia una maliziosit=E0 proletaria che nasconde la paura e il bi=
sogno.=20
      Hochkofler (2001, p. 13) afferma che "quando [i ragazzi] guardano in=
=20
      macchina, lo fanno con candore non ignaro di sensualit=E0. L'innocen=
za dei=20
      giovani sembra coniugarsi con l'esperienza, non del peccato o della =
colpa,=20
      estranea allo sguardo dell'autore, ma con l'esperienza naturale del=
=20
      sesso". Una lettura pi=F9 attenta e meno estetizzante di queste foto=
grafie=20
      ci fa apprezzare invece il pesante intervento del fotografo, che tra=
sforma=20
      i corpi in manichini, la passiva e interessata accondiscendenza in l=
udico=20
      esibizionismo, la malcelata vergogna per una condizione cos=EC lonta=
na dalla=20
      propria realt=E0 culturale in rarefatta e partecipe condivisione del=
lo=20
      sguardo pedofilo.<BR>Negli anni trenta, dopo la sua morte, la maggio=
r=20
      parte dei suoi negativi su vetro e delle sue fotografie furono distr=
utti=20
      dai fascisti, che ritenevano osceni i suoi nudi.La riscoperta di Wil=
helm=20
      von Gloeden come uno dei migliori fotografi di nudo di questo secolo=
=20
      avviene a partire dalla fine degli anni sessanta (von Taschizki,=20
      1997).<BR>Il volume fotografico di Sally Mann Immediate Family (1992=
) ci=20
      fa invece incontrare lo sguardo pedofilo dei nostri tempi, non quell=
o=20
      descritto come patologico e moralmente censurato a pi=F9 livelli, ma=
 quello=20
      attraente, creativo, disinibito di una famosa fotografa che ritrae i=
 suoi=20
      figli, due bambine e un bambino, nudi e nelle posizioni pi=F9 origin=
ali e=20
      conturbanti. Il libro nell'intenzione dell'autrice vorrebbe essere u=
n=20
      gioco divertente, in cui i bambini si travestono da adulti e assumon=
o=20
      quelle pose seduttive, che potremmo ritrovare nei manifesti pubblici=
tari o=20
      nelle riviste di moda, dove il corpo nudo viene esibito come oggetto=
 di=20
      consumo, oltre che come modello di bellezza ideale.<BR>Il risultato =
di=20
      questa operazione (artistica o commerciale?) sembra essere la produz=
ione=20
      di un perverso racconto per immagini in cui le impudiche esibizioni =
dei=20
      corpi dei bambini, i loro improbabili ammiccamenti sono evidentement=
e=20
      erotizzati dallo sguardo materno, che vuole ammantare le loro pose d=
i=20
      un'ingenua sensualit=E0, la cui inautenticit=E0 =E8 immediatamente a=
vvertibile=20
      dal lettore.<BR>Se Sally Mann aveva intenzione di giocare con i corp=
i dei=20
      suoi bambini, ottiene il risultato di riuscirci, esponendo la loro=20
      levigata delicatezza, le loro naturali smorfie, la loro acerba intim=
it=E0=20
      alla trasformazione e alla degradazione in oggetto di consumo anche =
se=20
      soltanto visuale.<BR>La distanza fra queste immagini e le pose sedut=
tive=20
      offerte dai quadri di Greuze =E8 siderale.<BR>Jean-Baptiste Greuze=20
      (1725-1805), un pittore del Settecento francese anticipatore di Frag=
onard,=20
      dipingeva quadri di genere in cui con apparente innocenza venivano=20
      rappresentate scene di vita domestica quotidiana dove la famiglia se=
mbrava=20
      colta in un'istantanea, dal vivo, in una sorta di descrittivismo=20
      realistico.<BR>Qualunque pretesto fosse indicato nel titolo - "innoc=
enza,=20
      malizia, fedelt=E0 o pi=F9 apertamente baccante - non mancava mai l'=
occasione=20
      di mostrare una spalla rotonda e spesso un seno attraverso la camici=
a"=20
      (Thuiller, 1964, p. 225).<BR>In uno dei suoi quadri pi=F9 famosi Gre=
uze=20
      dipinge la scena di un padre che legge la Bibbia ai suoi figli e met=
te in=20
      evidenza la maliziosit=E0 della fanciulla attraverso un seno scopert=
o,=20
      nudit=E0 allettante, appena intravista, e lo sguardo rivolto al ciel=
o,=20
      malinconicamente languido, inequivocabilmente seduttore.<BR>Mentre n=
el=20
      libro fotografico di Sally Mann il registro comunicativo usato =E8 q=
uello=20
      della pseudolibert=E0 collusiva, dell'esibizionismo compiaciuto dell=
e=20
      proprie perversioni attraverso il mettere in mostra provocatoriament=
e le=20
      sensuali nudit=E0 dei figli, nel quadro di Greuze vi sono pi=F9 regi=
stri=20
      comunicativi, che rimandano alla complessit=E0 delle relazioni all'i=
nterno=20
      della famiglia incestuosa. Gli intenti fastidiosamente e visibilment=
e=20
      sentenzianti, moraleggianti (Thuiller, 1964) del pittore vengono=20
      falsificati dagli ammiccamenti seduttivi della giovane figlia, e il=
=20
      risultato finale non consiste nel favorire nell'osservatore l'insorg=
enza=20
      di sentimenti di commozione e di compiacimento per la religiosit=E0 =
che=20
      vorrebbe pervadere il quadretto familiare rappresentato, ma piuttost=
o=20
      vengono favoriti sentimenti di irritazione per la compresenza=20
      inestricabile dell'intento commovente, di quello didascalico e di qu=
ello=20
      seduttivo.<BR>Se Greuze fa intravedere dietro gli occhiali del letto=
re=20
      della Bibbia il padre pedofilo, il cui sguardo rende seduttiva la fi=
glia,=20
      le fotografie di Sally Mann annullano la complessit=E0 dei movimenti=
 emotivi=20
      e comunicativi che possono entrare in gioco nella costituzione della=
=20
      famiglia incestuosa, per rendere tutto semplice, evidente, piatto, s=
enza=20
      alcun chiaroscuro, come sembra essere propagandata la sessualit=E0 a=
i nostri=20
      tempi e, soprattutto, come sembra avvenire nella mente del=20
      pedofilo.<BR><BR><B>La relazione con il pedofilo</B><BR>=C8 di comun=
e=20
      riscontro che nella storia personale dei pedofili vi siano gravi=20
      disfunzioni della coppia genitoriale, segreti di famiglia pi=F9 o me=
no=20
      censurati, relazioni precoci disturbate. I pedofili frequentemente h=
anno=20
      sub=ECto traumi o abusi sessuali infantili, diventando a loro volta=
=20
      abusatori.<BR>Per il trauma svolgono un ruolo importante l'et=E0 del=
=20
      bambino, i parametri dell'abuso (frequenza, durata, tipo di abuso), =
gli=20
      aspetti psicobiologici della personalit=E0 (eccitabilit=E0, sensibil=
it=E0 al=20
      piacere e al dolore), la qualit=E0 dell'ambiente esterno (la possibi=
lit=E0,=20
      per esempio, di parlarne o meno) e la modalit=E0 dell'aggressione. I=
l vero=20
      trauma =E8 quello di cui non si pu=F2 fare esperienza psichica e sim=
bolica ed=20
      =E8 per questo che va distinto dalle situazioni traumatiche che poss=
ono=20
      essere vissute in epoche successive all'infanzia e che possono esser=
e=20
      presenti nella coscienza e nella narrazione autobiografica del=20
      paziente.<BR>L'essenza del trauma =E8 il fatto che l'Io viene messo =
"fuori=20
      combattimento": di fronte a un accumulo di eccitamento di origine si=
a=20
      interna che esterna, l'Io sperimenta una condizione di impotenza,=20
      costituendosi come la vittima centrale dell'episodio traumatico. In =
una=20
      fase precoce della vita, un trauma potr=E0 dare luogo, a seconda del=
=20
      contesto ambientale in cui si attua, a una distorsione o addirittura=
 a un=20
      arresto dello sviluppo, "esattamente come le mura di sostegno di una=
 casa=20
      - scriveva Anna Freud - sono pi=F9 danneggiabili durante le operazio=
ni di=20
      costruzione, che dopo completate" (A. Freud, 1964, p. 719).<BR>Lopez=
=20
      (1997) afferma che in pi=F9 del 50 per cento dei casi il bambino vit=
tima=20
      diventa a sua volta abusatore, ma altre statistiche riferiscono dati=
=20
      intorno all'80 per cento. In ogni caso la maggior parte delle ricerc=
he=20
      affermano che l'abusante =E8 stato a sua volta, durante l'infanzia, =
vittima=20
      di abusi (Stoller, 1976; Miller, 1981; Groth, 1981; de Young, 1982;=
=20
      Byng-Hall e Stevenson-Hinde, 1991; Dobash e altri, 1993; Foti e Rocc=
ia,=20
      1994b).<BR>Presentandosi nella realt=E0 sessuale del ragazzo, l'abus=
atore=20
      distrugge tutto il processo fantasmatico che, ai confini tra inconsc=
io e=20
      preconscio, avrebbe dovuto permettere all'oggetto interno di costitu=
irsi=20
      lungo il corso dello sviluppo (Balier, 1996), e sottrae lo spazio ps=
ichico=20
      al cui interno possono essere giocati i desideri edipici.<BR>Gabbard=
=20
      (1997) rileva che i principali problemi tecnici che sorgono durante=
=20
      l'analisi di pazienti con storie di abuso infantile sono costituiti =
dalla=20
      mancanza di quello che Winnicott chiama "spazio potenziale" e Ogden =
(1994)=20
      "spazio analitico" di riflessione, e tale collasso favorisce concret=
ezza e=20
      propensione all'acting. In analisi si riattualizza quello che Bollas=
=20
      (1989) aveva descritto come il nucleo emotivo del trauma dell'incest=
o:=20
      insieme all'innocenza la bambina perde la capacit=E0 di fantasia e l=
a=20
      fiducia nel mondo. I pazienti abusati rivelano un'eccessiva concrete=
zza=20
      transferale e l'incapacit=E0 di mantenere uno spazio psicoanalitico=
=20
      riflessivo, da cui deriva una propensione all'enactment.<BR>Questo=20
      fenomeno manifesta l'incapacit=E0 dei pazienti traumatizzati di pens=
are a s=E9=20
      stessi e alle relazioni in modo articolato e riflessivo, una=20
      caratteristica che li accomuna ai pazienti borderline.<BR>"Nel tratt=
amento=20
      psicoanalitico di questi pazienti manca una trama elaborativa del tr=
auma;=20
      per loro =E8 possibile ripetere fatti, ma non promuovere pensieri=20
      rappresentativi e metaforici dell'evento e della situazione traumati=
ca,=20
      poich=E9 gli aspetti traumatici non possono essere riassorbiti dall'=
apparato=20
      psichico n=E9 essere riformulati e risignificati" (Zerbi Schwartz, 1=
998, p.=20
      537).<BR>La teoria della trasmissione intergenerazionale dell'abuso=
=20
      sessuale infantile trova dei contributi molto significativi anche ne=
lla=20
      teoria dell'attaccamento, che ha evidenziato come i bambini maltratt=
ati=20
      spesso mostrino pattern di attaccamento insoliti, come il modello di=
 tipo=20
      D "disorganizzato-disorientato" che risulterebbe dall'esperienza di =
una=20
      relazione con un caregiver di tipo minaccioso e/o terrorizzante (Sim=
onelli=20
      e Petruccelli, 1999).<BR>L'abuso sub=ECto altera nel bambino i model=
li=20
      operativi interni delle relazioni e delle corrispondenti interiorizz=
azioni=20
      tanto da colpire seriamente la regolazione delle emozioni e del=20
      comportamento, innescando il ciclo intergenerazionale dell'abuso.<BR=
>Si=20
      realizza un'inversione di ruoli in cui la vittima diventer=E0 carnef=
ice per=20
      sentirsi meno impotente nei confronti del dolore e della passivit=E0=
=20
      esperiti durante l'abuso sub=ECto, per tollerare meglio la dissonanz=
a=20
      cognitiva conseguente all'incapacit=E0 di trovare risposte e attribu=
zioni=20
      causali adeguate (Main e Goldwyn, 1984).<BR>Il comportamento=20
      "disorganizzato-disorientato" =E8 indicativo del crollo delle strate=
gie=20
      comportamentali e attentive ed =E8 collegato a una maggiore predispo=
sizione=20
      a disturbi dissociativi, a comportamenti simili all'autoipnosi indot=
ta da=20
      ripetute esposizioni alla situazione paradossale che porta a stati s=
imili=20
      a trance (Main e Hesse, 1992).<BR>Ovviamente, se queste annotazioni =
sono=20
      valide per la maggior parte delle persone traumatizzate, non possono=
=20
      essere generalizzate; infatti i teorici dell'attaccamento, con in te=
sta=20
      Fonagy (Fonagy, Steele e altri, 1991; Fonagy, 1993; Fonagy e Target,=
 1996;=20
      Fonagy, 2000), sottolineano come, pur in presenza di gravi traumi=20
      infantili, possa essere conservata la funzione riflessiva o di=20
      metacognizione, cio=E8 la capacit=E0 del soggetto di rappresentarsi =
la natura=20
      degli stati mentali di s=E9 e degli altri (funzione che a sua volta =
deriva=20
      dalla capacit=E0 della madre di rappresentarsi lo stato mentale del =
bambino)=20
      e di riferire a essa il proprio e l'altrui comportamento. Un buon ut=
ilizzo=20
      della funzione riflessiva permette un superamento delle conseguenze =
del=20
      trauma, dando un senso al comportamento abusante ed evitando cos=EC =
la=20
      riproduzione di atteggiamenti violenti.<BR>Il mantenimento di una fu=
nzione=20
      riflessiva sufficientemente buona potrebbe spiegare perch=E9 molti p=
azienti=20
      che nell'infanzia hanno sub=ECto violenze sessuali non diventano da =
adulti a=20
      loro volta abusatori e riescono ad avere delle qualit=E0 genitoriali=
=20
      accettabili. L'esperienza di due menti che lavorano insieme nella=20
      relazione psicoanalitica pu=F2 essere in grado di fornire la funzion=
e=20
      riflessiva che =E8 stata attivamente danneggiata per poter fare fron=
te=20
      all'esperienza traumatica.<BR>Le stesse annotazioni che sono state f=
atte=20
      per le analisi di persone che hanno sub=ECto un abuso sessuale infan=
tile si=20
      possono fare, con caratteristiche per=F2 di maggiore rigidit=E0 e fi=
ssit=E0, per=20
      i pedofili che richiedono un trattamento psicoterapeutico.<BR>Si pu=
=F2=20
      notare che la caratteristica maggiore ottusit=E0 emotiva presente ne=
gli=20
      abusatori sessuali spesso pu=F2 associarsi a una completa assenza di=
 memoria=20
      sia del trauma attivamente agito nel passato recente sia del trauma=
=20
      passivamente sub=ECto nel passato remoto. L'ombra del trauma pare av=
volgere=20
      non solo l'oggetto traumatizzato, ma anche il soggetto traumatizzant=
e,=20
      rinviando in un certo senso al trauma storico. In entrambi i casi, f=
atta=20
      salva la reciproca opposta posizione, a trauma avvenuto si assiste a=
 una=20
      trasformazione molto spesso irreparabile.<BR>La valorizzazione dei t=
raumi=20
      antichi (isolati o cumulativi che siano) e la loro stretta interrela=
zione=20
      con il costituirsi della personalit=E0 pedofila possono permetterci =
la=20
      costituzione e il mantenimento di un setting in cui la pazienza e la=
=20
      certezza dell'importanza dell'esperienza contenitiva possono fare da=
=20
      volano per gli auspicabili cambiamenti, senza dare tutto per perduto=
 a=20
      priori.<BR>Per Camarca e Parsi (2000) l'abuso sessuale sub=ECto=20
      nell'infanzia "=E8 una fola, una menzogna, tra l'altro molto propaga=
ndata=20
      dagli stessi pedofili come a cercarsi un alibi, una giustificazione=
=20
      pietosa agli occhi della stampa e di chi li dovr=E0 giudicare" (p.=20
      28).<BR>Affermare che il pedofilo =E8 stato a sua volta una vittima =
rischia=20
      di condannare anticipatamente i bambini vittime per reati che mai=20
      commetteranno. "Cos=EC il pedofilo vince due volte.Li stupra e poi l=
i lorda"=20
      (ibid., p. 32).<BR>De Masi (1999a) ci ricorda che il trauma spesso n=
on =E8=20
      rintracciabile e, dove =E8 presente, non =E8 direttamente dimostrabi=
le la sua=20
      diretta connessione con la perversione.<BR>Credo che in questi casi =
invece=20
      che cercare il trauma inteso come evento esterno inatteso e occasion=
ale,=20
      direttamente violento o subdolo che sia, psichicamente e simbolicame=
nte=20
      inelaborabile, che interrompe la trama esistenziale del soggetto, va=
dano=20
      cercate le microfratture traumatiche, gli avvenimenti che giorno dop=
o=20
      giorno possono condurre a situazioni di inelaborabilit=E0, analizzan=
do le=20
      reciproche influenze interne ed esterne dei fenomeni.<BR>Pur conscio=
 che=20
      un ampliamento del concetto di trauma pu=F2 rendere impreciso e conf=
uso il=20
      significato patogenetico di una situazione traumatica, credo che sia=
=20
      opportuno non restare fermi alle antiche formulazioni concettuali. V=
ale la=20
      pena distinguere i traumi gravi, che potrebbero determinare in chiun=
que=20
      conseguenze traumatiche, temporaneee o permanenti, dai traumi minori=
=20
      (Semi, 1989b).<BR>Bisogna pensare, per=F2, a un equilibrio fra l'esp=
erienza=20
      psichica soggettiva, che determina la maggiore o minore intensit=E0 =
di un=20
      trauma in relazione a un evento dato (Sandler, 1967), e la presenza =
di=20
      traumi rilevabili, le cui conseguenze traumatiche non possono essere=
=20
      superate n=E9 tantomeno ignorate, come avviene per molti traumi mino=
ri=20
      (Semi, 1989b).<BR>L'apparente mancanza di connessione fra trauma e=20
      perversione pu=F2 essere spiegata pensando al macroevento traumatico=
 come a=20
      una modalit=E0 per condensare e rendere evidenti microtraumi esperit=
i nelle=20
      relazioni di accudimento primario, che non riuscirebbero in altro mo=
do a=20
      superare la soglia necessaria perch=E9 possa esserci una loro signif=
icativa=20
      rappresentazione tanto interna quanto esterna.<BR>Anche gli studi=20
      neuroscientifici segnalano l'impatto dell'atmosfera traumatica.Per B=
essel=20
      van der Kolk (cit. in un lavoro di Lingiardi del 2001) "episodi trau=
matici=20
      distinti e isolati possono produrre risposte biologiche e comportame=
ntali=20
      discrete (...) senza necessariamente coinvolgere la totalit=E0 dell'=
identit=E0=20
      della persona. L'abuso cronico e la trascuratezza, d'altro canto, se=
mbrano=20
      avere un effetto pi=F9 pervasivo sui processi regolatori biologici e=
=20
      psicologici, senza necessariamente produrre assetti discreti. Sul lu=
ngo=20
      periodo la perdita della "base sicura" pu=F2 produrre gli effetti pi=
=F9=20
      devastanti perch=E9 il sostegno esterno appare una condizione necess=
aria per=20
      imparare come regolare gli stati affettivi interni e come modulare l=
e=20
      risposte comportamentali agli stressors esterni".<BR>Gli agiti, gli=
=20
      enactments, possono essere vissuti e letti non tanto come attacchi, =
ma in=20
      alcuni casi come la sola possibilit=E0 comunicativa in pazienti che =
non=20
      hanno le risorse emotive e comunicative per rappresentare accadiment=
i=20
      traumatici inelaborabili.<BR>Quando il terapeuta viene condotto dal=
=20
      paziente nei luoghi del trauma, attraverso i linguaggi in quel momen=
to=20
      possibili, non soltanto deve rispondere a una richiesta di condivisi=
one=20
      emotiva dell'esperienza di impensabilit=E0 e di irrappresentabilit=
=E0, che=20
      pure =E8 un'esperienza assolutamente necessaria, anzi =E8 la conditi=
o sine qua=20
      non dell'incontro, ma soprattutto deve confermare la propria stabile=
=20
      presenza perch=E9 l'esperienza psicoanalitica sia utilmente vicaria =
e=20
      attivamente fornisca energia psichica, ricchezza associativa, esperi=
enza=20
      strutturante.<BR>Winnicott parlava in Fear of Breakdown (1974)=20
      dell'importanza di potere sperimentare nella relazione ci=F2 che non=
 si =E8=20
      potuto vivere quando =E8 accaduto.<BR>Il rifiuto del terapeuta di ri=
vedere e=20
      di riattraversare assieme al paziente le vicende della violenza subi=
ta pu=F2=20
      impedire l'elaborazione dei sentimenti di pena, rabbia, colpa connes=
si al=20
      trauma (Malacrea e Vassalli, 1990).<BR>"Gli enactments controtransfe=
rali=20
      sono il modo in cui il paziente pu=F2 attualizzare nella relazione=20
      psicoanalitica uno scenario in cui l'analista =E8 indotto a svolgere=
 un=20
      ruolo che =E8 parte del suo mondo interno. Se tali enactments=20
      controtransferali sono una parte inevitabile del processo psicoanali=
tico=20
      con questi pazienti, il valore evolutivo dell'analisi non sta nel fa=
tto=20
      che l'analista si trovi a vivere questo ruolo (l'enactment), ma nell=
e=20
      osservazioni e successive comprensioni che da essi derivano" (Zerbi=
=20
      Schwartz, 2000).<BR>Atteggiamenti emotivi del terapeuta che tendono =
a=20
      sminuire il senso devastatore del trauma sub=ECto hanno a che fare c=
on la=20
      difficolt=E0 a identificarsi con un individuo in evoluzione, prevale=
ndo=20
      atteggiamenti di invidia e rivalit=E0 distruttiva inconscia, come se=
mbrano=20
      ricordare i miti di Crono e di Laio.<BR>Bisogna aggiungere la partic=
olare=20
      condizione di vulnerabilit=E0 in cui viene a trovarsi il paziente ne=
l=20
      momento in cui, incamminandosi in un complesso percorso terapeutico,=
 viene=20
      a vivere, seppure in maniera "protetta", condizioni che lo riportano=
 a=20
      quelle che hanno favorito l'esperienza traumatica e anche al rischio=
 di=20
      riprodurne gli effetti.<BR>L'analista =E8 anche un agente traumatoge=
no, se=20
      non altro perch=E9 si rende disponibile ad assumere su di s=E9 aspet=
ti di=20
      personaggi derivati dal mondo interno del paziente e che hanno reso=
=20
      necessario l'organizzarsi della personalit=E0 in senso patologico (M=
ancuso,=20
      1997).<BR>Ancora, non distinguere gli aspetti di realt=E0, e quindi =
non=20
      aiutare a distinguerli, potrebbe determinare un effetto iatrogeno,=20
      favorendo la concettualizzazione di ogni realt=E0 come fantasia e in=
ibendo,=20
      quindi, il processo di conoscenza (Laub e Auerhahn, 1993).<BR>Il tra=
uma=20
      pu=F2 essere difficilmente elaborabile non soltanto per problemi emo=
tivi=20
      inerenti il paziente, ma anche per difficolt=E0 che hanno a che vede=
re con=20
      le fantasie inconsce dell'analista.<BR>L'analista partecipa del mond=
o del=20
      suo paziente, ne respira le ideologie, le contraddizioni, e proprio =
per=20
      questo pu=F2 non disporre delle distanze e dei tempi psichici necess=
ari a=20
      riconoscere il simile e il diverso. L'identificazione del terapeuta =
con la=20
      vittima del pedofilo che verr=E0 successivamente descritta, e la sua=
=20
      difficolt=E0 a stabilire quel minimo di distanza necessaria allo sta=
bilirsi=20
      di un rapporto terapeutico, possono trovare una ragionevole spiegazi=
one=20
      nella teoria di Puget e Wender (1982) sui "mondi sovrapposti", per c=
ui una=20
      perturbazione occasionata dall'apparizione nel contenuto espresso di=
 un=20
      fatto o di una situazione in rapporto con il quotidiano dell'analist=
a, che=20
      appartiene allo stesso mondo che ha favorito la situazione traumatic=
a, pu=F2=20
      favorire dei veri e propri fenomeni di cecit=E0 osservativa e=20
      controtransferale.<BR>Puget (1997) si chiede se l'analista pu=F2 man=
tenere=20
      una vita indipendente dal fatto che vive in uno spazio sociale.<BR>R=
icordo=20
      a questo proposito la denuncia di Helena Besserman Vianna (1997) del=
le=20
      connivenze tra psicoanalisti e dittatura militare in Brasile, attrav=
erso=20
      la sottovalutazione della responsabilit=E0 in episodi di tortura da =
parte di=20
      un allievo di una delle societ=E0 psicoanalitiche brasiliane, e dei=
=20
      successivi silenzi di tutto il mondo psicoanalitico.<BR>Inoltre, vi =
sono=20
      molti studi e ricerche sulla psicologia del torturatore, a cominciar=
e da=20
      quelli classici di Fanon (1961), in cui vengono evidenziati non solo=
=20
      fenomeni di stress, ma notevoli problemi psichici derivanti dai trau=
mi=20
      inferti e dalla protratta relazione con l'altrui sofferenza, quali=20
      allucinosi uditive proiettate nello spazio esterno e riferite agli u=
rli=20
      dei torturati.<BR>Anche Primo Levi (1986, p. 29) ha messo in luce il=
 tema=20
      della "zona grigia della collaborazione delle vittime dei lager",=20
      ricordandoci che le vittime sono ubiquitarie.<BR>La compartecipazion=
e=20
      dell'analista allo svolgimento della relazione terapeutica, attraver=
so la=20
      valutazione etica inconscia dell'evento trauma, comporta un difficil=
e=20
      lavoro sul proprio mondo interno, e quindi sul proprio controtransfe=
rt, in=20
      modo anche parzialmente indipendente dalla propria analisi personale=
.=20
      L'entrata nel "mondo che non c'=E8" del paziente pu=F2 essere pi=F9 =
o meno=20
      "traumatica" per lo stesso terapeuta (Mancuso, 1997).<BR>In alcuni c=
asi le=20
      condizioni estreme della relazione con il pedofilo possono riattivar=
e=20
      conflitti che si credevano completamente elaborati, oppure possono f=
ar=20
      venire alla luce situazioni conflittuali che nell'analisi personale =
non=20
      avevano avuto le sollecitazioni necessarie a potersi evidenziare.<BR=
>Si=20
      rende necessario per il terapeuta il massimo utilizzo delle proprie=
=20
      capacit=E0 autoanalitiche; eventualmente, soprattutto in casi di ele=
vata=20
      sofferenza, il ritorno all'esperienza di un'analisi personale, e inf=
ine in=20
      ogni caso il ricorso a esperienze di supervisione o di scambio di op=
inioni=20
      con colleghi esperti, magari in gruppi di riflessione specifica.<BR>=
Tutte=20
      queste complesse operazioni potrebbero rivelarsi inutili se si venis=
se a=20
      creare una situazione simile a quella di alcuni Stati americani dove=
=20
      specifiche leggi richiedono al terapeuta di infrangere il segreto=20
      professionale se durante il trattamento viene scoperta un'attivit=E0=
=20
      pedofila. "Solo se il terapeuta non sente minacciato il rigore=20
      deontologico del segreto professionale pu=F2, anche in casi cos=EC=20
      particolari, esercitare la scelta tra esigenze di sostegno e di cont=
rollo"=20
      (Berti e altri, 1999b, p. 232).<BR>Nelle prime fasi la relazione=20
      terapeutica =E8 in genere improntata al massimo di diffidenza e sfid=
ucia, un=20
      po' come succede con i tossicodipendenti, che cercano una sorta di=20
      autarchia eccitata ed evitano la dipendenza da un oggetto umano, pur=
=20
      ricercando all'esterno un sostegno in grado di assicurare una contin=
uit=E0=20
      esistenziale.<BR>Reticenza e banalizzazione o minimizzazione dei=20
      comportamenti pedofili contraddistinguono le prime comunicazioni, qu=
asi si=20
      trattasse di un interrogatorio poliziesco, in quanto l'analista vien=
e=20
      vissuto come figura da temere, capace di imporre la propria visione =
del=20
      mondo e di annullare, quindi, l'interiorit=E0 e i princ=ECpi su cui =
si basano=20
      i comportamenti dell'analizzato.<BR>Vengono ancora in mente le parol=
e di=20
      Peter Pan, quando ribadisce: "Non voglio andare a scuola e imparare =
cose=20
      solenni! Nessuno mi prender=E0, signora, e far=E0 di me un uomo" (Ba=
rrie,=20
      1906, p. 172).<BR>Il terapeuta viene svalorizzato e accusato di inca=
pacit=E0=20
      di comprensione; le sue frasi vengono smontate, le sue parole isolat=
e, il=20
      senso del discorso viene grossolanamente distorto.<BR>Dopo la svalut=
azione=20
      e la derisione pu=F2 evidenziarsi il tentativo di distruzione di ogn=
i=20
      interpretazione, sentita come intrusiva, probabilmente anche in rela=
zione=20
      alle precoci esperienze di intrusione che il paziente ha vissuto. Po=
ssono=20
      comparire atteggiamenti sprezzantemente trasgressivi, e pu=F2 prende=
re=20
      consistenza la violenza variamente agita verso l'oggetto che =E8 sta=
to=20
      sistematicamente degradato.<BR>Da vittima dell'incomprensione, il pe=
dofilo=20
      si trasforma nell'accanito fustigatore degli "errori" dell'analista.=
<BR>I=20
      problemi emotivi e tecnici che da subito si pongono all'analista son=
o=20
      notevoli; gi=E0 oberato dal carico rappresentato dal suo negativo=20
      atteggiamento etico e culturale nei confronti del pedofilo, quando v=
iene=20
      attaccato, quando sente a rischio di distruzione la sua capacit=E0 d=
i=20
      pensare, prova di volta in volta irritazione, sfiducia, impotenza e,=
 se il=20
      clima relazionale diventa pi=F9 concitato, anche paura.<BR>Il rischi=
o nelle=20
      prime fasi =E8 quello di rimandare al mittente la sua aggressivit=E0=
 con=20
      l'aggiunta di un malcelato disprezzo, perpetuando cos=EC la comunica=
zione=20
      controaggressiva e rischiando di intensificare il circolo vizioso=20
      sadomasochistico (De Masi, 1994), oppure di assumere atteggiamenti=20
      pseudoconsolatori che, mistificando la realt=E0 della complessit=E0=
=20
      relazionale, risultino inautentici e impuntuali, andando a esaltare,=
=20
      invece che ridurre, le capacit=E0 di acting del paziente. Lo stesso=
=20
      Winnicott, che per primo ha puntato l'attenzione sulla centralit=E0 =
della=20
      partecipazione da parte dell'analista all'aggressione del paziente e=
 della=20
      sua capacit=E0 di sopravvivere a tale aggressione, non =E8 stato in =
grado di=20
      mettere in pratica le proprie raccomandazioni (Hoffman, 1998, cit. i=
n=20
      Zerbi Schwartz, 2000).<BR>Gabbard ha evidenziato alcune caratteristi=
che=20
      relazionali del paziente pedofilo durante il ricovero ospedaliero. S=
econdo=20
      l'autore nordamericano il diniego del paziente rispetto alla sua=20
      perversione pu=F2 portare lo staff ospedaliero a colludere con lui,=
=20
      focalizzandosi su altri problemi. "In generale, i pazienti con paraf=
ilie=20
      saranno contrari a discutere i loro problemi nelle riunioni di grupp=
o o=20
      nelle riunioni di comunit=E0 nei reparti di degenza. Tuttavia, quand=
o i=20
      componenti dello staff accondiscendono alla richiesta di evitare le=
=20
      tematiche sessuali nelle riunioni di terapia, di fatto colludono con=
 la=20
      tendenza del paziente ad attraversare l'intero periodo di degenza se=
nza=20
      affrontare la perversione che ha portato al ricovero (...) Molti ped=
ofili=20
      sono persone tranquille che ammalieranno gli altri pazienti per evit=
are di=20
      doversi confrontare (...) I pedofili in un reparto ospedaliero posso=
no=20
      virtualmente bloccare, nel gruppo dei pazienti, le risposte di feedb=
ack=20
      che invece vengono date agli altri pazienti" (Gabbard, 1994, p.=20
      324).<BR>Gabbard sottolinea che i pedofili possono ingannare i membr=
i=20
      dello staff e di fatto fanno della terapia di gruppo una sceneggiata=
 e=20
      conclude che alcuni pedofili possono curarsi meglio in case di corre=
zione=20
      con programmi specializzati per gli aggressori sessuali, che comport=
ano=20
      specifici approcci di messa a confronto in gruppo.<BR>Ganzarain e Bu=
chele=20
      (1990) hanno trovato che escludere i pedofili gravemente disturbati =
-=20
      quelli con sindromi cerebrali organiche, psicosi, abuso di sostanze,=
=20
      sociopatia e perversioni pure - pu=F2 facilitare l'identificazione d=
i un=20
      sottogruppo di pedofili che risponder=E0 bene alla psicoterapia=20
      psicoanalitica di gruppo, evidenziando, nonostante le massicce difes=
e=20
      iniziali determinate anche dal fatto che il trattamento =E8 generalm=
ente=20
      imposto, senso di colpa e di vergogna e migliorando la capacit=E0 di=
=20
      relazione oggettuale.<BR>Un'altra valenza della psicoterapia di grup=
po sta=20
      nella possibilit=E0 di ridurre l'atteggiamento di negazione che i pe=
dofili=20
      continuano a sostenere a dispetto delle evidenze che attestano il lo=
ro=20
      abuso (O'Donohue e Letourneau, 1993).<BR><BR>Il conflitto tra l'esig=
enza=20
      di garantire il massimo di riservatezza alla relazione psicoanalitic=
a e la=20
      necessit=E0 di contribuire con la comunicazione della propria esperi=
enza=20
      allo sviluppo scientifico della psicoanalisi =E8 stato analizzato da=
 diversi=20
      autori fra i quali Klumpner e Frank (1991), Goldberg (1997), Tuckett=
=20
      (2000) e Gabbard (2000b).<BR>Gabbard sottolinea la necessit=E0 di=20
      destreggiarsi tra la possibilit=E0 di un travestimento sostanzioso d=
i tutti=20
      gli elementi che possono facilitare il riconoscimento del caso clini=
co e=20
      mettere in discussione l'intimit=E0 e la riservatezza dell'incontro=
=20
      psicoanalitico, il dovere etico della richiesta del consenso informa=
to per=20
      la pubblicazione del materiale clinico, e la composizione di un caso=
=20
      clinico esemplare a partire da frammenti riguardanti diversi casi ch=
e=20
      hanno rilevanti aspetti comuni. Non viene consigliata nessuna strate=
gia=20
      precisa, ma vengono proposte opzioni che possono essere variamente=20
      combinate in relazione alla specificit=E0 del materiale clinico che =
si=20
      intende presentare e pubblicare.<BR>Sono rarissimi i casi di pedofil=
ia in=20
      cui il paziente d=E0 il benestare per la comunicazione scientifica d=
i=20
      materiale clinico riguardante le sedute, e quando questa evenienza s=
i=20
      realizza la richiesta =E8 quella del pi=F9 totale anonimato e della =
pi=F9=20
      completa irriconoscibilit=E0.<BR>Le consuete ragioni di riservatezza=
 che in=20
      generale rendono difficoltoso presentare il materiale clinico a=20
      disposizione vengono ulteriormente in primo piano nei casi di pedofi=
lia,=20
      perch=E9 di solito si tratta di situazioni molto segrete e personali=
, e i=20
      diretti interessati non vogliono alcuna forma di pubblicit=E0, prete=
ndendo=20
      spesso una privatezza che si avvicina alla clandestinit=E0 delle ric=
ercate=20
      relazioni pedofile.<BR>Nonostante tali richieste siano state complet=
amente=20
      soddisfatte nella preparazione e nella pubblicazione del materiale c=
linico=20
      che viene presentato, il risultato ottenuto =E8 assolutamente parado=
ssale.=20
      Al massimo di camuffamento possibile nella stesura dei casi clinici =
fa da=20
      contrappunto il paradosso di un generico alone di estesa riconoscibi=
lit=E0;=20
      la tendenza alla ripetizione di comportamenti simili in situazioni=20
      cliniche differenti e la sovrapponibilit=E0 di alcuni dati anamnesti=
ci e=20
      relazionali delle storie dei pedofili fa s=EC che diversi pazienti p=
ossano=20
      per una parte pi=F9 o meno consistente riconoscersi nel materiale=20
      presentato. "Lei sta parlando di me!" =E8 l'affermazione che ho sent=
ito=20
      quando ho fatto leggere i casi clinici a un paziente in terapia a ca=
usa di=20
      condotte pedofile, proprio come avviene con gli studenti di medicina=
=20
      quando, come nel romanzo Tre uomini in barca di Jerome, credono di e=
ssere=20
      ammalati di tutti i mali che di volta in volta vanno studiando.<BR>N=
el=20
      momento in cui spiegavo che non si trattava di lui e della sua stori=
a, ma=20
      di situazioni letterarie che, come in un collage, mettevano insieme=
=20
      sentimenti, affetti ed esperienze provenienti da diversi casi, il pa=
ziente=20
      restava allibito, anche lui incredulo rispetto alla sovrapponibilit=
=E0, se=20
      non addirittura alla riproducibilit=E0, della propria esperienza, ri=
tenuta=20
      fino ad allora assolutamente singolare.<BR>Questi elementi, che deri=
vano=20
      dalla scelta di aver pensato a una pubblicazione sulla pedofilia,=20
      rafforzano la decisione di avere messo fra le caratteristiche centra=
li=20
      della vita del pedofilo la ripetitivit=E0, la monotonia, la mancanza=
 di=20
      fantasia.<BR>Proprio per questa ragione ritengo che il materiale qui=
=20
      offerto possa essere paradigmatico dei comportamenti pedofili e, qui=
ndi,=20
      particolarmente utile nella decifrazione di specifici moti d'animo e=
=20
      notevolmente significativo nella descrizione delle relazioni con per=
sone=20
      che presentano questo tipo di patologia.<BR>Nei capitoli che seguono=
=20
      vengono fornite due storie cliniche che, tanto arbitrariamente quant=
o a=20
      ragion veduta, sono state costruite per evitare di violare la privac=
y,=20
      inserendo episodi provenienti da diversi casi clinici seguiti.<BR>I =
due=20
      casi presentati raccontano delle vicissitudini relazionali presenti=
=20
      nell'incontro con il pedofilo e delle specificit=E0 inerenti il pres=
entarsi=20
      di un quadro di perversione pedofila e di un quadro di perversit=E0=
=20
      pedofila.<BR><BR>
      <HR>
      </DIV>
      <CENTER><FONT color=3D#ff0000 size=3D4>PM</FONT> <FONT size=3D1>--&g=
t; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/index1.htm">HOME PAGE ITALIANA<=
/A>=20
      --&gt; <A href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/pmindex/areas1.htm">A=
RGOMENTI=20
      ED AREE</A> --&gt; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/pm-news/news1.htm">NOVIT=C1</A>=
 --&gt; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/answer/abuse/abusndx2.htm">ENGL=
ISH=20
      VERSION OF THIS PAGE</A> </FONT></CENTER>
      <HR>
    </TD></TR></TBODY></TABLE></CENTER></BODY></HTML>
