PEDOFILIA| INFERNO DEGLI ANGELI_Sergio Angileri_Marina Petruzzella_Massimiliano Frassi


Pagina precedente ] [ PEDOFILIA| INFERNO DEGLI ANGELI_Sergio Angileri_Marina Petruzzella_Massimiliano Frassi ] Relazione Petruzzella ] Petruzzella Marina vs Sergio: magistratura e psicologia; pedopornografia e art.600-quater ] Sergio Angileri, Pedofilia, Inferno degli Angeli: la iniquità di Massimiliano Frassi ] Angileri, Petruzzella, studi, ricerche, magistratura: un orrore ]

HOME ] INDICE  ANALITICO ] CAUSE ] DIAGNOSI ] DISTURBI ] TERAPIA ] CONSULENZE ]


 

 

PEDOFILIA | INFERNO DEGLI ANGELI_Sergio Angileri_Marina Petruzzella_Massimiliano Frassi

 

Questa pagina è allegata alla descrizione di tutta la vicenda che riguarda il Dott. Angileri, esposta in:

www.psicoterapia-palermo.it/untitled2.htm

Dove è anche possibile poter prendere visione diretta di tutti i documenti, perizie, atti dibattimentali e fotografie, che riguardano questa vicenda.

In questa pagina è offerta la possibilità di poter leggere integralmente la sbalorditiva sentenza scritta da Marina Petruzzella il 10.12.2007.

Essa è preceduta da una descrizione sintetica dei fatti e dall'esposizione di commenti.

Il lettore è invitato, dopo avere preso visione della sentenza e dei documenti e perizie che dimostrano i fatti reali, in netto contrasto con le elucubrazioni della Petruzzella, a leggere anche cosa e come scrive FRASSI Massimiliano, curatore di un blog, in modo schiettamente diffamatorio nei confronti del Dott. Angileri. Questo Frassi è stato più volte intimato a corredare le sue invettive pubblicate nei suoi blog, con links alle pagine del Dott. Angileri dove è possibile rendersi conto, leggendo, di quale orrore ha prodotto questa Petruzzella. Frassi si è con dolo rifiutato di farlo, assumendosi la grave responabilità di perpetuare il danno alla reputazione del Dott. Angileri, divulgando in Internet  informazioni false, amplificate, parziali e incomplete.


 

 

DESCRIZIONE  SINTETICA  DEGLI  EVENTI  E  DEI  FATTI

 

clicca qui se vuoi saltare la descrizione dei fatti e degli eventi e vuoi leggere subito il testo integrale della sentenza di Petruzzella


 

 

Questa pagina è scritta e viene pubblicata in Internet, con l'intento di far conoscere, a chiunque voglia o debba, i dettagli di un fatto giudiziario scandaloso, ancora all'esame della Corte di Appello di Palermo. Il fatto giudiziario è una sentenza scritta e prodotta, in dicembre 2007, da Marina Petruzzella, un funzionario statale con mansioni di gip.

 

I FATTI CHE RIGUARDANO IL DOTT. SERGIO ANGILERI, PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA E LA LORO INTERPRETAZIONE DA PARTE DI MARINA PETRUZZELLA, 

 

I  FATTI

1. Nel periodo di tempo attorno al 2000, il dott. Angileri decide di utilizzare siti ed aree Internet, dedicati a pedofilia e pedopornografia, motivato da molti casi che aveva in trattamento e intenzionato ad acquisire modalità e strutture cognitive, per mezzo dei testi di persone che in quei siti chattavano, dialogavano in mailing lists, partecipavano a newsgroups, pubblicavano a qualsiasi titolo temi, argomenti e proclami. L'accesso a questi siti era possibile la maggior parte delle volte, liberamente e a titolo gratuito. Altre volte, per alcuni, era necessario pagare con carta di credito on-line per potere acquisire una password che dava la possibilità di accesso. L'acquisizione di quei testi, era destinata ad essere utilizzata dal dott. Angileri, per la verifica di sue proprie ipotesi cliniche riguardanti la probabilità di un quadro psicologico essenziale attinente la pedopornofilìa, indipendente dai  quadri clinici già noti nella nosologia. Da parte del dott. Angileri era allora in corso l'elaborazione di una teoria, riguardante questa probabile "nuova" sindrome, che egli constatava in misura crescente in diversi casi da lui trattati. Il suo scopo era raccogliere una quantità significativa di dati, da quei siti Internet, per giungere a tutte le verifiche e conferme possibili, nell'ambito della sua teoria e ricerca. Il fine ultimo, qualora si fosse in seguito potuta sviluppare una significativa mole di dati, era poter migliorare le procedure psicodiagnostiche, gli interventi preventivi e e le modalità terapeutiche. Per una descrizione dettagliata e documentata, CLICCA QUI.

2. Nei siti e nelle aree internet, utilizzati dal dott. Angileri, erano presenti, oltre tutti i dati testuali di cui sopra, anche notevoli quantità di dati immagini pornografiche, coerenti con il tema. 

3. Per ragioni tecnologiche, tutte le volte che un utente accede ad un sito internet, immediatamente ed automaticamente e indipendentemente dalla volontà dell'utente, si scaricano nel suo computer TUTTI  i dati ivi presenti, anche quelli indesiderati, che tuttavia possono subito dopo essere cancellati tramite il "cestino". Questa funzione di cancellazione è presente in tutti i computer. Il dott. Angileri cancellava sempre e immediatamente tutti i files di immagine che affluivano nel suo computer, come indesiderabile effetto collaterale della ricerca che attuava in internet.

4. Per ragioni tecnologiche, per come è stato concepito Windows in particolare, tuttavia ogni volta che si cancella qualcosa tramite il "cestino", questo dato cancellato scompare dalla disponibilità dell'utente, non è più visibile, nè normalmente recuperabile, tuttavia rimane celato in una zona inaccessibile del disco del computer. In quella posizione inaccessibile, questi dati vengono chiamati "files non allocati".

5. I "files non allocati", derivanti da tutto ciò che si è voluto cancellare, tuttavia possono essere recuperati, per mezzo di procedure tecniche esperte e per mezzo dell'utilizzo di sofisticati softwares preposti a questo tipo di recupero. In questo modo i "files non allocati", tutto ciò che si era cancellato, può essere "riportato in vita", nel senso che può essere ripristinato in una zona di nuovo accessibile del computer.

6. Il dott. Angileri aveva scritto un breve articolo introduttivo sul tema della sua ricerca. Questo articolo era stato dal dott. Angileri, dapprima pubblicato in internet, entro il proprio sito professionale: www.psicoterapia-palermo.it - In seguito, nel 2005, gli venne richiesta, da parte dell'editore, l'autorizzazione a pubblicare tale articolo in una rivista specialistica. Il dott. Angileri diede il consenso. Questo articolo fu molto apprezzato dalla commissione editoriale, da molti lettori competenti e citato in diverse altre pubblicazioni di altri autori.

7. Il dott. Angileri possedeva in una sua cartella privata, nel proprio computer, un album fotografico, dove erano foto familiari, di vacanza ecc. Fra queste ve ne erano alcune dove comparivano egli stesso, la sua partner di allora e una famiglia di amici. La figlia di questi amici, una bimba di allora due anni a nome Susy, in alcune foto compariva nuda, in pose del tutto decenti e normali, come spesso si usa fare con i propri figli, nipoti ecc. Queste foto di nudo di Susy, erano state scattate da suo padre, in occasione di festività natalizie trascorse dal dott. Angileri e la sua partner, a Berlino, sede della famiglia tedesca, amici del dott. Angileri.

8. Nel Codice Penale Italiano, esiste una legge specifica, art. 600-quater, che proibisce di "consapevolmente procurarsi o detenere" pornografia minorile, cioè prodotta con minori di anni 18.

"Art. 600-quater
Detenzione di materiale pornografico
Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell'articolo 600-ter, consapevolmente si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a lire tre milioni
".

vedi la Legge nella sua interezza  *

art. 600-quater  *

 

 

*




Leggete, adesso, il testo integrale della sentenza emessa da Marina Petruzzella


 

 

Sentenza della Petruzzella

( emessa il 10.12.2007 )

Motivazioni depositate il 17.03.2008

 

 

 

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLE MOTIVAZIONI DI SENTENZA, ACCOMPAGNATE DAL COMMENTO RAGIONATO, PER CIASCUNA PAGINA

 

PREMESSA

Invito chi sta qui leggendo, a non dimenticare che il processo che ha condotto Petruzzella a sentenziare nel modo inqualificabile che stiamo vedendo, non è stato un processo voluto dall'apparato giudiziario, ma voluto dal dott. Angileri stesso, il quale rifiutò la multa di euro 6971,00 che gli era stata comminata nel 2004, volendo piena luce e verità, autorinviandosi, coraggiosamente e con alto senso di dignità, ad un processo penale, per ottenere giustizia, pur sapendo che con questa scelta sarebbe andato incontro ad enormi spese e fatiche, economiche e psicologiche.

 

Occorre infatti ricordare che, la faccenda era stata chiusa dai magistrati nel 2004, infliggendogli una multa di alcune migliaia di euro, ritenendolo comunque colpevole di avere utilizzato quei siti anche se fosse stato solo per la ricerca psicologica. Ricordiamo che il dott. Angileri volle rifiutare di accettare di pagare la multa, perchè non poteva accettare di essere ritenuto colpevole di un "reato" per avere voluto fare ricerca di dati leciti in Internet e per questo volle un vero processo alla ricerca dell'archiviazione, ma  sfortunatamente incappando in un individuo come Petruzzella, la quale nel dicembre 2007, senza che nulla di nuovo o diverso fosse emerso rispetto al 2004, è passata dalla pena della multa a una condanna fantascientifica, addirittura sconfinando dalla fattispecie, che era l'imputazione, e cominciando a criticare il lavoro, la personalità, il pensiero e i sentimenti del dott. Angileri. Allucinando, poi, su normalissime foto di famiglia, definendole addirittura pornografiche!

 Molti hanno detto al dott. Angileri di avere fatto una grossa sciocchezza a rifiutare la multa e ad andarsi a cacciare in un vero processo penale, infilandosi nelle maglie dell'apparato giudiziario italiano, che altro non è che un ginepraio burocratico, talvolta popolato da incompetenti e dove la "Giustizia" è, spesso,  l'ultima cosa che vi si trova ( questa sembra essere l'opinione largamente diffusa in molti ). Ma il dott. Angileri ha sempre ribadito di non essersi mai pentito della sua scelta, anche dopo avere dovuto patire le conseguenze dello sventurato incontro con Petruzzella. Anche così, anzi ancora di più, il dott. Angileri è fiero della propria statura personale, che cerca la verità delle cose e l'incontro sfortunato con una bassa statura come Petruzzella, non lo ferisce in nessun modo, ma lo rinforza per quanto continuerà a fare in seguito, non solo per riscattare se stesso, ma anche come battaglia inesorabile contro questi guasti interni al "sistema"!

( 17.03.2008 )

¶¶

INDICE DELLA SENTENZA scritta da MARINA PETRUZZELLA

 

Pag. 1 e 2

Presentazione formale della sentenza

 

Pag. 3

Descrizione della situazione oggetto dell'accusa, che nell'anno 2000, portò a includere il dott. Angileri fra coloro che erano indagati di aver potuto violare l'art. 600quater ( vietato CONSAPEVOLMENTE, PROCURARSI, DETENERE, pedopornografia )

 

Pag. 4

Petruzzella descrive che nel 2004, in seguito all'accertamento peritale circa le consultazioni in Internet effettuate dal dott.Angileri e in seguito all'accertamento del fatto che, in seguito alla navigazione Internet in seno a siti ed aree dedicate a parafilie, nel suo computer erano transitate migliaia di immagini pedopornografiche, al Dott. Angileri era stata comminata una multa di € 6971, ritenendo che avesse, comunque, violato l'art. 600-quater, che il dott.Angileri rifiutò, deciso a condursi ad un vero processo penale, per far emergere la piena verità.

 

Pag. 5

Petruzzella descrive come ha deciso di far ripetere altre due volte, dopo la prima originaria che era già stata eseguita dalla polizia postale di Palermo, la perizia informatica sui computer sequestrati al dott. Angileri.- Petruzzella spiega di aver richiesto, inoltre, una perizia psichiatrica sul dott. Angileri, a causa dei contenuti dell'articolo scientifico scritto dallo stesso e pubblicato su rivista specialistica.

 

Pag. 6

Petruzzella descrive come si svolsero le procedure della notifica e del sequestro dei computer, di cd, videocassette ecc. il 15.04.2003 - Si sofferma a voler descrivere che fra le varie videocassette ( personali, di lavoro, di vacanze, film vari anche erotici ), sequestrate ce n'era una dove il dott. Angileri, nel pieno esercizio della propria libertà nella vita privata, si era autoripreso mentre faceva l'amore.

 

Pag. 7

Petruzzella descrive che dalla prima perizia informatica emerge il fatto che estraendo e recuperando "files non allocati"  ( cioè i residui di ciò che era stato cancellato ), si riscontrano molti files pedopornografici ( quelli che erano transitati nel computer ed erano stati cancellati ) - Dice anche che nell'album fotografico presente nel computer, si riscontrano alcune foto dove compare una bambina nuda - Petruzzella si dilunga, inspiegabilmente, a descrivere dettagliatamente, in modo maniacale, i contenuti delle immagini pedopornografiche presenti in Internet e che erano temporaneamente transitate nel computer del dott. Angileri.

 

Pag. 8

Petruzzella riporta parte delle dichiarazioni fatte dal dott. Angileri, a spiegazione del perchè egli aveva consultato siti a carattere parafilico, ai fini della ricerca e dello sviluppo di uno studio in atto sul fenomeno della pedopornofilia.

 

Pag. 9

Petruzzella riporta ancora parte delle spiegazioni dichiarate dal dott. Angileri, a spiegazione della propria attività di ricerca in internet.

 

Pag. 10

Petruzzella qui insiste a sottolineare che, eccetto l'articolo sulla pedopornofilia, non è stato rilevato altro tipo di materiale di testo riguardante la ricerca. 

In questa pagina afferma che le foto di famiglia della bambina Susy, sono, secondo lei, foto pedopornografiche scattate dal dott. Angileri !!!

 

Pag. 11

In questa pagina Petruzzella afferma che la gravità del suo giudizio e della sua sentenza contro il dott. Angileri, si fonda sul fatto che lei è convinta che il dott. Angileri abbia scattato a Susy ( bambina figlia di amici del dott. Angileri ), delle foto pornografiche e sul fatto che lei si è convinta che anche per questo il dott. Angileri è una persona perversa, pericolosa e malata.

Da questa pagina Petruzzella comincia a "scatenarsi" nel suo attacco personale contro il dott. Angileri.

 

Pag. 12

In questa pagina Petruzzella descrive quanto anche dichiarato dal dott. Angileri e confermato dal perito informatico La Bella, cioè che il dott. Angileri volontariamente usava programmi adatti allo scaricamento globale dei contenuti dei siti, una volta pianificati ad andare a scaricare in quei determinati siti, volta per volta.

 

Pag. 13

Qui petruzzella si dilunga a descrivere quanto il dott. Angileri aveva più volte dichiarato e confermato e cioè che volontariamente egli si era più volte recato a ricercare in internet documenti inerenti la pedofilia e altre parafilie, per cui automaticamente erano anche affluite gran quantità di immagini. 

Quindi qui continua a ribadire dettagli delle foto fatte a Susy dai suoi genitori, continuando a definirle come pornografiche.

 

Pag. 14

Petruzzella riporta alcuni particolari del colloquio che il dott. Angileri ha volutamente accettato, con il perito psichiatrico prof. Bongiorno.

 

Pag. 15

Qui riporta altri particolari del colloquio con il prof. Bongiorno. Quindi comincia a sottolineare la mancanza, da parte del dott. Angileri, di commenti etici-morali circa il fenomeno pedofilo.

 

Pag. 16

Qui, utilizzando cose dette dal prof. Bongiorno, Petruzzella cerca di dissertare, confondendosi, su argomenti che riguardano teorizzazioni psicologiche e cliniche, facendolo con lo scopo di cercare di dimostrare che le ipotesi di ricerca del dott. Angileri, non sussistono.

 

Pag. 17

In questa pagina Petruzzella si dilunga a criticare l'articolo scritto e pubblicato dal dott. Angileri, mostrando la sua confusione sull'argomento e mostrando di non avere effettivamente capito nulla del contenuto di quell'articolo. 

In questa pagina, tuttavia, Petruzzella conferma che decide di dichiarare il dott. Angileri socialmente pericoloso, esclusivamente sulla base delle ipotesi e delle idee esposte in quell'articolo !!!

 

Pag. 18

Qui continua, insistendo con la critica confusa ai contenuti dell'articolo e insiste sul fatto che il dott. Angileri non ha palesemente mostrato alcun giudizio etico-morale sul fenomeno, attenendosi con distacco all'analisi di ricerca scientifica.

 

Pag. 19

Qui Petruzzella dichiara che pur essendo vero che il dott. Angileri è stato dichiarato perfettamente a posto dalla perizia psichiatrica, lei, travalicando la competenza dei periti stessi, decide lo stesso di dichiarare pericoloso il dott. Angileri, per propria convinzione!!!

 

Pag. 20

Qui Petruzzella dichiara che il dott. Angileri è da ritenere pericoloso, perchè, anche se non ha mai commesso atti degni di questa definizione, potrebbe però commetterli in un qualche futuro!!!...e ciò, secondo Petruzzella, è desumibile dalle sue ipotesi di studio esposte nel suo articolo scientifico e dal fatto che, secondo Petruzzella, le foto di Susy sono foto pornografiche scattate dal dott. Angileri!....

 

Pag. 21

Ragionamento della Petruzzella per spiegare come giunge alla sua decisione di gravissima sentenza contro il dott. Angileri.

 

Pag. 22-25

In questa e nelle pagine che seguono, fino alla fine, Petruzzella spiega il suo ragionamento alla base della sua decisione, insistendo sul fatto di ritenere volontaria acquisizione di pedopornografia, il fatto che questa è affluita invece automaticamente nel computer durante l'attività di ricerca dei testi 

e sul fatto di ritenere pericoloso il dott. Angileri appunto perchè secondo lei ha voluto consapevolmente acquisire quella pedopornografia e poco importa se è stata tutta cancellata 

e ancora pericoloso perchè ha sostenuto le sue ipotesi di ricerca scientifica nel suo articolo pubblicato 

ed anche perchè, ( sempre secondo la sua distorta convinzione! )  "ha prodotto foto pornografiche" ( le foto di Susy!! ) 

e infine perchè, secondo la Petruzzella, il dott. Angileri le appare uomo insensibile, perverso e intenzionato a divulgare argomenti a difesa della pedofilia!!! 

 

Chiaramente, dunque, tutto l'impianto di questa sentenza si fonda su :

INTERPRETAZIONE DI INTENZIONI, circa il comportamento della consultazione Internet.

INTERPRETAZIONE DISTORTE DI QUANTO SCRITTO IN UN ARTICOLO

INTERPRETAZIONI E INSINUAZIONI , CIRCA LE FOTO DELLA BAMBINA SUSY !!! 

 ABUSIVE, GRATUITE E INCOMPETENTI INTERPRETAZIONI PERSONALI CIRCA L'ANIMA, I SENTIMENTI, LE EMOZIONI E LE INTENZIONI DEL DOTT. ANGILERI, CONVINTA, LA PETRUZZELLA, CHE QUESTI ABBIA DEDICATO ENERGIA E TEMPO A "GUARDARE" FOTO PORNOGRAFICHE MINORILI.

 

Nessun altro FATTO o AZIONE contro qualcuno o qualcosa, che possa giustificare così enorme accanimento e gravità!...... 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commento della PAG. 3

A pagina 3, Petruzzella descrive lo scenario generale delle indagini che la Procura di Forlì aveva avviato, negli anni 2000/2002, per ragioni a me ignote, su moltissime persone che a vario titolo avevano effettuato accesso a pagamento, in Internet, in aree a contenuto pedopornografico e poichè anche il dott. Angileri, nel 2000, aveva effettuato pagamento online con carta di credito, per acquisire le password che gli davano il diritto di accesso in quei siti, fu incluso nelle indagini.

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

Commento della PAG. 4

A pagina 4, descrivendo l'iter di questa vicenda, Petruzzella comincia a riferirsi ai "files pedopornografici", quelli dal dott. Angileri tutti cancellati e poi "recuperati" dai periti dalla "memoria non allocata" e che lei invece definisce come "rinvenuti" nei computer e li enumera definendoli a migliaia o numerosissimi. 

Precisazione: i dati "presenti e rinvenuti" in un computer, sono quelli regolarmente salvati nella memoria attiva, cioè quelli immediatamente accessibili, volutamente memorizzati in cartelle e directory, per potere essere anche quotidianamente utilizzabili. 

Quelli invece "recuperati" dai tecnici, sono dati tutti cancellati e che quindi si autoarchiviano, per ragioni tecniche e non per volontà dell'utente, in zone "non allocate" dell' hard-disk. Questi files, dunque, non equivalgono a quelli che normalmente si salvano nel computer, per farne uso. L'utente, dopo che ha voluto cancellarli, li ha proprio eliminati dalla propria disponibilità.

Sempre a pag. 4, Petruzzella enfatizza il contenuto di quelle immagini, come se l'utente del computer ne avesse la responsabilità, come se quei contenuti li avesse prodotti lui e non si cura di sottolineare che questi files NON sono stati trovati nei computer come salvati, memorizzati o volutamente conservati, ma sono quelli "recuperati" dalla struttura del computer, in quanto erano stati tutti cancellati. Petruzzella, invece, li definisce con un linguaggio che tende a far credere che siano stati ritrovati migliaia di files regolarmente salvati, conservati e memorizzati, il che è non vero. 

Ripeto: è utile notare come accentua l'enfasi sui contenuti delle immagini, transitate nei computer, immagini che erano state tutte cancellate e dai tecnici recuperate, come se fra quei contenuti e l'utente, potesse esserci una qualsiasi relazione di responsabilità, nella loro realizzazione.

vedi l'esito di ben TRE perizie informatiche

 

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

Commento della PAG. 5

Nella quinta pagina delle sue motivazioni, descrive con quanta dedizione non ha lasciato assolutamente nulla al caso e come per questo dispose ben altre due perizie informatiche sui computer, oltre la prima che era stata fatta dalla polizia postale di Palermo: di conseguenza, dato che grazie a lei disponiamo non di una, ma di ben tre perizie, non possono esservi dubbi sui risultati tutti, che dimostrano sempre e soltanto il TRANSITO delle immagini pornografiche, la loro immediata cancellazione da parte del dott. Angileri e quindi la sua evidente volontà di non volersele procurare e non volerle detenere, quindi, di non trasgredire le legge. Questi sono FATTI innegabili, dimostrati dalle perizie anche qui allegate e le interpretazioni di Petruzzella restano a livello "filosofico",  di fronte a ciò che è evidente.  

Poi, sempre in 5a pagina si vede come Petruzzella già mostra comunque il suo disinteresse per la condotta riferita a quanto la legge art. 600-quater proibisce e si interessa invece molto di più alle argomentazioni di ricerca e speculazioni professionali sul tema di pedofilia e pedopornofilia, pubblicate in un articolo su una rivista dal dott. Angileri ( vedi ), enunciando una sua grossolana, oltre che incompetente,  interpretazione che dimostra due cose possibili: la malafede oppure l' incapacità di capire. 

Guardate, adesso,  a pag. 5 con quali motivazioni giustifica perchè ha richiesto la perizia psichiatrica. 

La Petruzzella scrive: 

" ...il giudice...ravvisando in quell'articolo ripetute affermazioni palesemente giustificative della pedofilia e della pedopornografia, indicative di una sua precisa presa di posizione ideologica e ritenendo quindi assolutamente indispensabile un accertamento volto a stabilire l'influenza in Angileri di tratti della personalità tali da incidere significativamente sulla sfera della sua comprensione e volizione ( circa il significato autentico del senso della pedofilia e la capacità della comprensione delle sofferenze e delle conseguenze per le vittime ), ha di conseguenza disposto una perizia psichiatrica all'udienza del 6 luglio 2007, nominando il Dott. Bongiorno."

La Petruzzella, quindi, dispone una perizia psichiatrica ritenendo sostanzialmente pericolose e da accertare, quelle che lei definisce "convinzioni", dedotte, secondo lei, da quello che è riuscita a capire ( o meglio a non capire ), leggendo l'articolo pubblicato su una rivista scientifica.  

L'articolo può essere letto da chiunque ( vedi ) ed è da notare che esso fu richiesto, al dott. Angileri, dal direttore della collana di riviste specifiche e ovviamente prima della pubblicazione era stato valutato da persone altamente qualificate e competenti. La rivista dove fu pubblicato, inoltre, è a carattere umanitario, cattolico e nettamente antipedofilico. Nello stesso numero dove fu pubblicato, erano pubblicati altri notissimi specialisti e personalità pubbliche molto note. 

Petruzzella evidentemente fraintende le impostazioni ipotetiche sul tema, scambiandole per ideologiche.  

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 6

Nella sesta pagina la Petruzzella mostra un altro particolare del suo integralismo etico-morale autoreferenziale, da lei assunto a parametro di valutazione dell'imputato, quando riportando che fra il materiale sequestratogli il 15.04.2003, c'erano anche delle videocassette pornografiche del tipo consentito. Sottolinea che in alcune scene amatoriali egli si era autoripreso in amplessi con sue amanti. Ma il linguaggio adoperato dalla Petruzzella è volutamente fazioso: infatti non dice che fra le tante videocassette ( a contenuto familiare, di lavoro ecc. ) sequestrate, solo alcune erano pornografiche e solo in una ci sono scene dove egli si era autoripreso. Il suo linguaggio farebbe intendere che tutte le videocassette erano pornografiche e che in tutte egli era l'attore! 

( vedi relazione dei cc sul materiale sequestrato ) 

vedi documento del sequestro e relazione dei carabinieri

Ma in ogni caso: a cosa serve tale riferimento, se non a volere insistere, poi, sulla sua personalità, riferendosi ai suoi hobby e ai suoi gusti erotici? E in che modo questa donna vuole collegare questo particolare che appartiene alla sua libertà di intimità erotica, ai fatti che deve accertare secondo legge? Perchè sottolinea che quel giorno egli era in compagnia di una giovane ragazza straniera ( n.d.r.  la quale era una sua partner, allora ed era sua ospite nell'appartamentino aggregato al suo studio professionale ). Dove vuole giungere questa Petruzzella invadendo abusivamente la vita privata del dott. Angileri? Per quali suoi personalissimi princìpi integralisti e radicali, che siano musulmani o cattolici poco importa, questa donna vorrebbe condannare su base morale un uomo e non su base di comportamento eventualmente illegale? 

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 7

A pag. 7, riferisce che la perizia dimostrò che nei computer si potevano andare a recuperare soltanto "files non allocati", cioè tutti quelli che erano stati cancellati dopo il loro momentaneo ingresso, ma che rimangono comunque, anche se non più normalmente fruibili, da qualche parte nel disco del pc. 

E in settima pagina ecco che comincia a fare anche riferimento alle foto personali, di famiglia, inserite nell'album fotografico che il dott. Angileri teneva memorizzato nel computer, cioè le famose foto di Susy.  

Dice testualmente Petruzzella: 

"...una bambina...nuda con i genitali scoperti ed in pose decisamente erotiche...".  

Questo riferimento è forse la cosa più grave che ha fatto questa donna e tutti coloro che sono stati preposti a fare il loro lavoro in questa vicenda, cioè il Pinna e i suoi colleghi della polizia postale. Costoro, Pinna, Petruzzella ecc.  hanno definito erotiche, pornografiche (!), delle normalissime foto di famiglia, che erano state digitalizzate dal dott. Angileri nel personale album fotografico del proprio computer, foto relative ad una vacanza di Natale a Berlino, fatta nel 2000 dal dott. Angileri, con una sua compagna di allora, presso una famiglia di amici. Le foto sono quelle qui pubblicate che potete tutti visionare, per stabilire ciascuno di voi in proprio cosa si sono permessi di fare questi inesperti rappresentanti dello Stato Italiano, di alcune normalissime foto di famiglia. 

Possiamo renderci  conto che Petruzzella confonde l' ESTETICA, che è da intendersi come configurazione oggettiva, con l' EROTISMO, che è invece la rappresentazione soggettiva dell'osservatore. In altre parole erotismo è una categoria soggettiva, mentre estetica è una categoria oggettiva. Estetica è generalizzabile secondo parametri condivisibili, mentre erotismo è una dimensione relativa, cioè relativa alle configurazioni psicologiche del soggetto che osserva. Questo significa che se Petruzzella "vede" erotismo nell'estetica delle foto di Susy, lei stessa possiede meccanismi perversi e distorti della rappresentazione dell'estetica di una bambina, attuando così pericolosissime proiezioni, ancor più gravi visto il lavoro che svolge. 

Sempre in settima pagina, non sapendo più come calcare la mano per "impressionare" il lettore delle sue elucubrazioni, Petruzzella comincia a descrivere con una quanto meno "sospetta" dovizia di particolari, i dettagli delle foto pornografiche che erano transitate nel computer, a causa delle modalità già descritte.  

Chiediamocelo: 

quale motivo c'è, in sede di motivazioni di una sentenza, di dettagliare le foto pedopornografiche di cui Internet è zeppo, eseguite e realizzate da orridi criminali, immesse in Rete da interessati maniaci o commercianti?  

Il fatto che alcune di queste foto siano temporaneamente transitate e subito dopo cancellate, nel computer, come conseguenza automatica, inevitabile e involontaria, della legalissima attività di consultazione internet, cosa ha a che fare con la descrizione maniacale della Petruzzella? Vorrebbe forse impressionare il lettore, quasi inducendolo a collegare,  in qualche modo, il dott. Angileri, con la responsabilità di chi queste foto le ha realizzate? Oppure continua a far finta di non aver capito che tutte le immagini pedopornografiche transitate nel computer, il dott. Angileri non le ha mai scelte, nè viste, nè selezionate, prima che entrassero? Egli, infatti, le ha sempre, alcune, viste dopo, per l'esclusivo scopo di individuarle, separarle dai testi e cancellarle in massa, in quanto il download massiccio avveniva sempre casualmente, nell'intento di reperire la maggior quantità possibile di materiale di testo. 

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 8

E' utile notare come Petruzzella esegue un arbitrio nel momento in cui alla settima e ottava pagina, dice: 

"... l'assiduità dell'imputato nella frequentazione di quei siti e il suo aver fatto parte di comunità informatiche di pedofili, in un reciproco sostegno comune e continuato".  

E' palese che poichè Petruzzella non adduce a supporto di quanto afferma nessuna prova diversa da quanto si è evinto dalle perizie e da quanto il dott. Angileri ha sempre dichiarato, sta grossolanamente deducendo arbitrariamente dall'elevato numero di files pedopornografici transitati, una equivalente numerosa assiduità di frequentazione e si inventa, senza prove, che egli avrebbe fatto parte di comunità di pedofili, attivista nel sostegno reciproco! Petruzzella continua a fare orecchio da mercante a quanto dimostrato: che cioè il download è avvenuto, per volontà del dott. Angileri, in modo fluente ed abbondante a mezzo di pochi, intervallati a distanza di tempo l'uno dall'altro, lunghi collegamenti con scaricamento automatico, totale e indiscriminato di intere aree parafiliche, pedofile, zoofile, feticistiche ecc., senza la sua presenza attiva al computer, con l'intento di attuare un download globale, massiccio e indiscriminato a priori. Cioè, intanto prendere tutto e poi scartare l'inutile, dopo, cestinandolo.

Ma intanto Petruzzella insiste inventandosi cose mai dette, sempre in ottava pagina: 

"...l'imputato fin dalla fase delle indagini ha ammesso che egli per anni dal 2000 al 2003, aveva partecipato a comunità virtuali di pedofili e zoofili.....e che da questi aveva ricevuto fiumi di materiale pedopornografico..."  

E' sconcertante tale falsità: in tutte le sue dichiarazioni, dimostrabili agli atti, il dott. Angileri ha sempre detto sin dall'inizio, di avere voluto tentare di acquisire, scaricando tutto globalmente dalle chats, forum, mailing lists, newsgroups ecc., tutto il materiale testuale possibile, programmando appositi programmi a download automatico, senza la sua partecipazione attiva e ha sempre detto che l'afflusso del materiale pornografico è avvenuto come inevitabile conseguenza del metodo di download da lui scelto, non come voluta, scelta e mirata ricerca da parte sua.  

vedi dichiarazione fatta al PM

Petruzzella, invece, rigira tutto ad arte e a sua discrezione, affermando che egli avrebbe partecipato attivamente a tali comunità e che avrebbe ricevuto in scambio personale e diretto, da persone fisiche, materiale pornografico. Afferma questo senza nemmeno lo straccio di una prova, mai emersa in questo senso dalle perizie e mai dal dott. Angileri asserita!  

Lasciare che un software adatto, scarichi da internet tutto il contenuto di un sito, non equivale affatto all'aver partecipato a comunità o all'avere interagito personalmente con qualcuno.

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 9

 Poi continua a insistere a pagina 9: 

"... ha in sostanza affermato che egli aveva interesse a colloquiare con i pedofili.....e questi gli mandavano le immagini pedopornografiche senza che lui lo volesse...."  

E' sconcertante come ancora una volta trasforma l'atto NON relazionale del download dei contenuti di un sito, come se fosse un atto relazionale di scambio fra persone in rapporto diretto fra loro! Infatti mai il dott. Angileri ha affermato di avere COLLOQUIATO con pedofili, mai ha affermato di avere avuto INVIATO immagini e mai una cosa del genere è emersa dalle loro indagini e perizie. 

Nonostante ciò Petruzzella si arroga la presunzione di poterlo affermare, senza che esistano le prove. 

Anche se poi nella stessa nona pagina si contraddice, quando scrive e dimostra di aver capito, che il dott. Angileri usava un newsreader per lo scaricamento automatico ( quindi niente colloqui, relazioni dirette e personali, nè tantomeno invii preordinati di alcunchè da parte di nessuno!!! ) di tutto il contenuto dei siti. 

Preciso: pianificare dei programmi con parole chiave per lo scaricamento automatico dei contenuti di aree internet, lanciarli in Rete e lasciarli effettuare il download per ore e ore in automatico, senza la presenza fisica dell'utente al computer, andare poi a constatare il contenuto scaricato nella cartella predisposta, selezionare ciò che interessava e cestinare, cancellare, tutto quello che non interessava, cosa ha a che fare con le descrizioni che fa Petruzzella, inventandosele? 

Petruzzella non ha tenuto conto dei fatti emersi dalle perizie, nè delle testimonianze rilasciate personalmente dai periti e nemmeno delle dichiarazioni del dott. Angileri. 

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 10

In decima pagina sottolinea che non è stato rintracciato il materiale di testo che aveva cercato il dott. Angileri. E' pietosa questa affermazione, che vorrebbe dimostrare che a lui non interessava nulla dei testi. Vediamo come non regge la sua congettura: 

Primo, i periti hanno cercato solo immagini e non testi, quindi non avendoli cercati non li hanno trovati.  

Secondo, comunque, quando il dott. Angileri cancellava tutta la pornografia, trasferiva i dati testuali in supporti esterni, come cd e floppy e altro. 

Terzo, credo che una certa quantità di questo materiale dovrebbe trovarsi proprio in alcuni cd fra quelli che hanno sequestrato. 

E ancora: si permette la fantasia che il dott. Angileri avrebbe scritto il suo articolo sulla rivista, per crearsi un elemento probatorio del suo interesse scientifico in tema. Definisce di nessun pregio, in modo sprezzante, quell' articolo! Questa persona, si permette pure di svalutare cosa, specialisti in materia come la commissione dell' editore della rivista e altri autori che lo hanno citato nelle bibliografie di loro opere, hanno prima di lei e certamente non con la sua ignoranza in campo clinico, valutato opportunamente. Dirà anche che i contenuti dell'articolo rappresentano un "manifesto ideologico a favore della pedofilia". Però sottolinierà anche che l'articolo fu pubblicato due anni dopo l'inizio di questa vicenda. Chiediamocelo: come può essere vero che dopo due anni che gli viene contestato un simile reato, il dott. Angileri scrive e pubblica un articolo a favore della pedofilia, come pretende di sostenere questa Petruzzella? 

In realtà l'articolo in questione nasceva verso il 1999/2000 come bozza indicativa di alcune delle ipotesi per la ricerca, senza nessuna pretesa di pubblicazione. Poi, invece, questa bozza fu dal dott. Angileri pubblicata in internet  negli anni 2001 o 2002, fra i tanti documenti pubblicati nel suo sito professionale www.psicoterapia-palermo.it . Fu letto e apprezzato da molti, fra i quali il Dott. Massimiliano Fanni Canelles, medico-chirurgo, che è anche giornalista e direttore dei periodici "SocialNews". Egli, ignaro intanto delle tribolazioni che lo Stato Italiano stava facendo passare dal 2003 al dott. Angileri a causa della sua iniziativa di ricerca su pedopornografia, gli scrisse spontaneamente una e-mail, il 25.06.2005, per chiedergli il consenso a pubblicare in una sua rivista scientifica il suo articolo sulla pedopornofilia ed il dott. ngileri glielo diede. [ vedi le email scambiate allora ]. Ciò dimostra che la pubblicazione su carta stampata non fu ricercata e voluta dal dott. Angileri, ma gli fu richiesta e dimostra che l'articolo era esistente da tempo e antecedente la data di pubblicazione e non preparato ad arte come vorrebbe fare intendere la Petruzzella. Vedere inoltre come lo stesso articolo è citato nelle bibliografie di altri autori, con evidente apprezzamento di molti competenti....esclusa la "dottissima" Petruzzella, ovviamente! [ vedi citazione in un portale di informazione giuridica ]. [ ripreso anche da Avv. Pavone in Altalex ]

Sempre in decima pagina, riferendosi di nuovo alle foto Susy, scrive: 

"... fotografie pornografiche scattate da Angileri ad una bambina tedesca di due anni, figlia di amici.....valgono soprattutto come prova di concretissimi elementi di fatto univocamente indicativi delle attitudini di pedofilo dell'imputato".  

Ancora una volta si riferisce alle normalissime foto di famiglia, in pratica scattate dal padre di Susy, ( quindi se chi ha scattato quelle foto è pedofilo, Petruzzella definisce pedofilo il padre di Susy!!!.... mio dio, se lo sapesse! ) permettendosi, questa donna, di squalificarle come pedopornografiche ( mi chiedo quale ricaduta devastante avrebbe avuto l'iniziativa di questa "gente-tritacarne" preposta a fare polizia e magistratura, se il dott. Angileri non avesse finora protetto la famiglia dei suoi amici dal fare loro sapere di questo squallore tutto italiano! ). Petruzzella procede affermando per sua fantasia che invece le avrebbe scattate il dott. Angileri e per di più con intenti di fare foto, che lei abusivamente si permette di definire pornografiche e deducendo da queste sue insinuazioni, andando contro gli esiti di perizie e contro le prove della qualità dei 61 anni di vita del dott. Angileri, si permette di asserire che egli possiede attitudini di pedofilo! 

Ma mi chiedo e chiedo, allora, a questa Petruzzella, chiedendole la coerenza e l'assunzione delle sue responsabilità:

"Perchè allora, egregia Marina Petruzzella, visto ciò che pensa a proposito delle foto di Susy, non ha aperto un fascicolo e non ha ufficialmente contestato al dott. Angileri, in base alla Legge anzichè sulla base delle sue emotive impressioni, un reato a proposito di queste foto, magari incriminandolo ai sensi dell'art. 600-ter che punisce i produttori di pedopornografia? 

Perchè allora non ha avviato un'indagine e non ha incriminato le altre persone che erano presenti nel momento in cui queste foto, che lei ritiene illegali, si facevano? 

Perchè non lo fa adesso, settembre 2008, prima che si celebri l'Appello a febbraio 2009, aprendo un fascicolo, avviando indagini specifiche, assumendo ufficialmente la parte dell'accusa, faccia a faccia contro il Dott. Angileri, chiara ed esplicita, che riguardi le foto di Susy, infilandosi in prima persona nell'inferno di un'accusa del genere, che coinvolgerebbe la famiglia di Susy, altre persone, la stampa? Ha forse paura, sapendo che ne verrebbe fuori a pezzi, ridicolizzata e fischiata da tutti, oltre che definitivamente perdente?

E perchè non sostiene a viso aperto l'accusa che l'articolo del Dott. Angileri è "un manifesto ideologico a favore della pedofilia"? Ha forse paura di dovere sostenere poi il confronto anche dell'editore della rivista e della commissione editoriale che scelsero quell'articolo? 

Perchè non ha incriminato i genitori di Susy? Ha idea di quante di queste foto della loro bambina nuda, in queste e altre pose che lei, con mente distorta, ritiene pornografiche, posseggono quei genitori, che adorano la loro figlia? Perchè non ha deciso di denunciarli, questi genitori, così, egregia Petruzzella, sarebbe finita in modo ridicolo alla ribalta della cronaca internazionale, a causa della sua distorsione nella valutazione della realtà oggettiva?

Perchè non ha disposto un doveroso intervento per "proteggere" la bambina Susy dai "mostri" che la circondavano? 

Evidentemente lei, egregia Petruzzella, non lo ha fatto perchè sapeva di esagerare ad arte su quelle foto! Lei  per prima sapeva già trattarsi di innocue foto familiari! Però le serviva enfatizzare su queste foto, per giungere al suo unico scopo: quello di denigrare, diffamare, distruggere il dott. Angileri, come persona e come professionista, a causa di qualcosa di irrisolto che abita dentro di lei!  E le serviva poterlo fare, senza però assumersi la responsabilità di avviare un vero procedimento, una vera indagine, per quelle foto. Molto coraggiosa, davvero! Molto coerente con i princìpi costituzionali del Diritto! Complimenti, dottoressa Marina Petruzzella! Io penso che i motivi di questo riprovevole comportamento, quello cioè di denigrare e diffamare una persona rimanendo nascosta dietro lo scudo lobbistico del suo ruolo, risiedono nella sua anima, nella sua coscienza e anche all'interno della gerarchia del suo luogo di lavoro, come lei ben sa! E complimenti anche per la velocità adottata a far comparire sulla stampa e su Internet, inguattata coraggiosamente dietro le quinte della sua cancelleria e della sua "Presidenza", la notizia amplificata e distorta della sua già mostruosa decisione di sentenza contro il dott. Angileri!

Ma è davvero infame, da un lato non avviare una contestazione formale assumendosene la responsabilità e dando così all'imputato la possibilità di contestarla, dandogli così diritto alla difesa su queste foto, però dall'altro continuare a riferirsi a queste foto, strumentalizzandole solo per dare a se stessa la possibilità di insinuare e farneticare impunemente, diffamando, calunniando il dott. Angileri e tentando di danneggiarlo... Questo scorretto comportamento, è inqualificabile! Lei si è fondata su queste foto e sull'articolo scritto dal dott. Angileri, per scrivere un atto pubblico, sentenziare come ha fatto e per provocare conseguenze di vilipendio sulla stampa nazionale, contro il dott. Angileri, facendolo comparire come un orrido criminale, dove gli unici fatti concreti sono sempre e soltanto stati, quelli della consultazione di siti dedicate a pedofilia, senza che mai il dott. Angileri abbia conservato foto illegali! Niente altro Petruzzella, niente altro! Niente atti in nessun modo lesivi per chiunque, nè bambini nè adulti. Niente atti a fini di lucro. Niente commercio, scambi o contatti con nessuno. Niente interessi collegati in qualsiasi modo alla pedofilia e alla pedopornografia, se non quelli della curiosità scientifica e professionale riportabile ad ipotesi e teorie legittimate dalla professione del Dott. Angileri. Nel suo linguaggio "giuridichese", Petruzzella, come potrebbe definire il "bene" offeso in questo caso? Lei sa bene che l'unico "bene" che si offende, per queste cose, è la gabbia etica-morale nella quale lei e gente come lei, siete prigionieri  e angosciati, incapaci di aprire la mente e il cuore a ipotesi evolutive. Lei ha usato il pretesto della Legge, per difendere la gabbietta dove si è rifugiata, lei, la sua famiglia e la lobby cui appartiene. 

Visto che lei non ha mai formalmente contestato le foto Susy, avrebbe dovuto almeno avere il buon senso di nemmeno più nominarle! Nominandole così, invece, lei e i suoi "collaboratori", avete voi rischiato di sporcare il candore di quella bambina e la serenità di quella famiglia!...VERGOGNA!!!".

Lei ha fatto di quelle foto, come così dell'articolo scritto dal dott. Angileri, il perno centrale delle sue motivazioni di sentenza, così rendendo invalidata la sentenza stessa.

Spero che lei legga quanto qui detto e possa rendersi al più presto conto della "rimproverabilità di tale condotta". ( ndr, citato da Petruzzella, senza violare il "diritto di autore".....leggere, infatti, la parte conclusiva delle motivazioni di Petruzzella, alla pag. 24, dove Petruzzella si erge sino all'Olimpo, atteggiandosi a saggia educatrice degli uomini, indicando loro la strada per ravvedersi ! ).

 

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 11

In 11a pagina dice che addirittura per le foto Susy si dovrebbe procedere contro il dott. Angileri con maggiore gravità, ( però, come già detto, non ha avuto l'ardire di aprire un nuovo fascicolo contro di lui per questo ), considerandolo sostanzialmente un "produttore di pedopornografia!!!". Quindi, si va in vacanza natalizia da amici, i genitori fotografano la figlia, il dott. Angileri possiede delle copie di molte di quelle foto normalissime, ricordi di quel Natale a Berlino e una donna come questa delirante, lo definisce per questo un pedofilo. Lo definisce, però, ripeto, non glielo contesta formalmente. Perchè?

Dice ancora in undicesima pagina: "....la produzione di questo materiale....va presa in considerazione ai fini della valutazione della personalità dell'imputato..." . Dunque, queste foto di famiglia, fatte dai genitori di Susy, i quali hanno album interi di foto della loro bambina che adorano, sarebbero secondo lei una "produzione di materiale illecito", tali da indicare qualcosa sulla "personalità pedofila", però non sono tali da costituire un reato!?....Tale sconclusionato modo di ragionare conferma che si è costruita una immagine del dott. Angileri tutta nella sua testa, a partire da sue impressioni e interpretazioni incompetenti leggendo i suoi articoli e dalle sue suggestioni e convinzioni circa le foto di Susy. Tutto, costei fa, tranne che attenersi ai fatti e alla legge. 

Guardate ora, in un crescendo di delirio di onnipotenza, come insiste in undicesima pagina, a descriverlo come un mostro, convinta di conoscerlo, presuntuosamente, nel profondo della sua anima, avendolo invece visto forse due volte, in un'aula di tribunale:

"... il giudice...deve valutare la personalità del reo....questi accertamenti delle condotte dell'imputato.....espressioni evidenti di una personalità distorta e pericolosa, che non ha sviluppato capacità di sentimenti altruistici e di considerazione degli altri.....non è necessaria (da parte del giudice) in altri termini, una specifica competenza in materie di psichiatria o psicologia, ma è bensì sufficiente una capacità di interpretazione della realtà e delle condotte umane corrispondente ad un livello di conoscenze e culturale che da un giudice può pretendersi, per concludere....che evidentemente è andato alla ricerca di forti suggestioni sessuali e senza che sia prevalso mai in lui un sentimento di pietà o di responsabilità per le piccole vittime...noncurante degli irreparabili danni di simili abusi subìti da un bambino, corrisponda una personalità malata e gravemente irresponsabile."

Dio mio! Petruzzella è davvero convinta! "Il giudice deve valutare la personalità del reo", dice lei. "Non è necessaria la competenza psicologica...mi basta la mia capacità di interpretazione della realtà".  Ma con quali strumenti crede che un laureato in giurisprudenza, impiegato dello Stato, possa fare valutazioni che psichiatri e psicologi con pluridecennale esperienza, prudentemente azzardano e modestamente cercano di definire, nella piena consapevolezza della loro fallibilità? E costei, solo perchè ha vinto un concorso in magistratura, si autoattribuisce onnipotenti abilità psicodiagnostiche?!

E guardate adesso, sempre in undicesima pagina, come continua, dichiarando apertamente che vede nella mente del dott. Angileri, un nemico da bloccare, perchè ciò che in lui è pericoloso è la sua stessa mente: "...una personalità ancor più insidiosa ove se ne consideri la professione di psicologo, la volontà di indottrinamento e di ideologizzazione...".

Evidentemente questa qui odia psicologi e psichiatri!

A questo punto non vi sono dubbi che Petruzzella non ha valutato il reato di condotta "detenzione di pedopornografia", ma si è trasferita di tutto punto nel Medioevo e si è creduta fra le più crudeli figure dell'Inquisizione, impiantando un processo morale, anzichè di diritto! Il suo è un attacco frontale alla mente del dott. Angileri, alla sua libertà di studiare, ipotizzare, ricercare, scrivere, a causa della sua non condivisione o, forse, incapacità reale di capire. Facendo questo, ha sostanzialmente smesso di esercitare il suo lavoro di magistrato e ha voluto incarnare, abusivamente, un altro indefinibile personaggio, certamente al servizio di se stessa, dei propri livori contro "chi e cosa" contiene, per cause a me ignote, nel fondo della sua mente. Quel che è gravissimo è stato comunque, che lei ha proiettato tutto ciò sul dott. Angileri e ha "visto" in lui il "buco nero" della sua mente.

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 12

A pag. 12 descrive il funzionamento dei programmi utilizzati dal dott. Angileri per il download.

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 13

 

Ancora una volta Petruzzella, a pag. 13, torna a insistere, ossessionata, dalle foto di Susy, che compare in alcune foto di quella festa di Natale a Berlino.

Poi si dilunga a dettagliare morbosamente un'immagine pedopornografica, che per qualche ragione deve essere sfuggita alla cancellazione, come regolarmente fatto per tutte le tantissime altre, per insinuare che il dott. Angileri la avrebbe conservata per usarla come immagine di sfondo nel desktop. Ora, con un pò di buon senso, come può essere pensabile, anche se fosse vero che egli sia stato un "guardone maniaco online", che in computer utilizzati in studio per lavoro, accessibili alla segretaria, ad altri, che potrebbero essere visti da pazienti, un professionista come lui si va a mettere come sfondo nel desktop una tale immagine? Come può reggere un'idiozia del genere? E poi, dato che nel desktop del computer del dott. Angileri non c'era nulla del genere, non è anche questa una abusiva forzatura della verità, un'intenzione estrema di processare intenzioni e non fatti? Cioè trattare il fatto che una sola immagine, sfuggita involontariamente alla cancellazione, solo perchè presente, già costituisce volontà di utilizzo.

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 14

Poi a pag. 14 Petruzzella va in contraddizione con se stessa. Infatti, prima dispone perizie psichiatriche e psicologiche e poi, considerando gli esiti delle perizie psichiatrica e psicologica a favore del dott. Angileri ( quindi non come evidentemente sperava lei, scatenata pregiudizialmente contro di lui ), scrive: 

"...i risultati non sono affidabili a causa delle competenze dell'imputato in ambito psicologico...".

Chiediamoci: 

e cosa ne sarebbe stata della competenza psicologica del dott. Angileri, se i risultati della perizia fossero stati quelli che lei si aspettava, cioè a sfavore del dott. Angileri? In questo caso sarebbero stati ancora non affidabili? 

E inoltre: 

se sapeva già da prima delle sue competenze, perchè ha sprecato il denaro pubblico richiedendo una perizia psichiatrica già invalidata, secondo lei, in partenza?  

Non è forse evidentissima la malafede e il pregiudizio di questa donna, scatenata nell'attacco personale contro il dott. Angileri? Non è forse ovvio che ha richiesto la perizia psichiatrica con due possibili scopi e in caso contrario l'avrebbe ritenuta non valida? 

Eccoli:

1- prima di tutto, richiedendo la perizia, pensava e sperava che il dott. Angileri, affermato psicoterapeuta, si sarebbe rifiutato di sottoporsi alla perizia psichiatrica, dato che aveva il diritto di scegliere, perchè magari ferito nell'orgoglio e così lei avrebbe usato tale rifiuto come strumento per infierire nelle sue presunzioni diagnostiche  pseudo-psichiatriche contro di lui. Le sarebbe venuto più facile, se egli avesse rifiutato, certamente.

2- qualora invece avesse accettato, sperava in un qualche errore o "suggestione" del prof. Bongiorno, che avrebbe potuto concludere la perizia contro di lui, così offrendole in un piatto d'oro l'opportunità di scagliarsi in pieno contro il dott. Angileri, supportata, in quel caso, da un esito "affidabile", per il semplice fatto che sarebbe stato a lei conveniente.

Ma purtroppo per Petruzzella, non aveva a che fare con un pivellino e il dott. Angileri ha accettato di sottoporsi alla perizia psichiatrica, sicuro del proprio equilibrio psichico, fiducioso della competenza del perito e sapendo che così avrebbe ottenuto dati a suo favore e sapendo che in seguito all'esito favorevole della perizia, lei sarebbe stata costretta ad acrobazie per continuare a sostenere i suoi pregiudizi.  Ma sono proprio le acrobazie eccentriche delle sue sconclusionate motivazioni di sentenza, che rendono debole tutto il suo impianto. Così il dott. Angileri voleva, e così facendo, suo malgrado, Petruzzella ha reso un servizio al dott. Angileri, alla verità e alla "giustizia", cosa, quest'ultima, che a lei interessava molto poco.

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 15

A pag 15, ancora insiste, ossessionata, dalle foto Susy!

Poi torna ad attaccarlo di nuovo sull'articolo da lui scritto, criticandolo in vari modi. A pag 15 entra nel merito dei contenuti che non riesce evidentemente a capire, però critica. Poi attacca da un'altra parte, sottolineando da parte del dott. Angileri assenza di commenti etici e morali e criticando la freddezza e il distacco da lui mantenuto nello scrivere.  Mostra così  di ignorare il fatto che, normalmente, chi scrive di cose cliniche, non si esprime mai in termini normativi o di parte, mantenendosi neutrale rispetto alle categorie etiche e morali.

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 16

A pag. 16, facendo riferimento ad alcuni commenti del prof. Bongiorno sull' articolo, continua la sua incompetente disamina, mostrando di non avere capito la differenza che c'è fra l'esposizione di ipotesi da verificare e l'affermazione di nuove scoperte. Lei continua a far finta di non aver capito ( o davvero non ha capito niente! ) e sottolinea dicendo che quanto il dott. Angileri asserisce nell'articolo, non esiste nella realtà clinica. 

E brava la Petruzzella! Certo che non esiste ancora nella categorizzazione della clinica: è per questo che infatti nell'articolo sono presentate delle proposte ipotetiche da verificare con ricerca metodologica e non certamente delle descrizioni di categorie, come se fossero confermate, cosa che il dott. Angileri avrebbe voluto sviluppare fino in fondo. Il fatto che anche il prof. Bongiorno, perito psichiatrico da lei designato, sembra asserire qualcosa di simile, non sposta di una virgola i fatti e cioè che nell'articolo sono esposte delle ipotesi e degli accenni di teoria, oggetto di ulteriore ricerca e approfondimento e non sono esposte affermazioni descrittive su nuove inesistenti categorie nosologiche.

Ma comunque continuiamo a chiedercelo: ma tutto questo, che cosa ha a che fare con ciò che la Petruzzella aveva il dovere di fare? Cioè valutare ai sensi dell'art. 600-quater la condotta di applicazione di quel metodo in internet e giungere ad una valutazione di applicazione di sanzione o meno? Cosa c'entrano le idee scientifiche, cliniche, o anche del tutto personali, quando in quanto tali, non configurano un reato?

Il dott. Angileri se la vedrà con il proprio Ordine Professionale, per discutere eventualmente sulla proprietà e correttezza, o meno, dei metodi da lui scelti per fare ricerca di dati. E così anche per dissertare, se sarà il caso, sulla proprietà o meno delle proprie teorie di riferimento. Questi sono elementi interni alla categoria professionale e non riguardano certo procedimenti giudiziari. 

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 17

A pag. 17 continua con le sue impressionanti ripercussioni emotive che evidentemente la hanno scossa leggendo e ascoltando il dott. Angileri. 

Leggete: "....cosa...che appare al giudice di una particolare gravità e fortemente significativa della pericolosità sociale delle convinzioni di Angileri e della sua attitudine a divulgarle....nello stesso articolo l'imputato afferma la normalità della attrazione estetica, sessuale ed erotica per i minori, da desumersi dal dato statistico....che bisogna guardare alla cosa senza scandalizzarsi e senza inorridire, senza farsi condizionare da preconvinzioni etiche poco scientifiche." 

vedi articolo pubblicato su rivista specialistica

Invito tutti a leggere con attenzione l' articolo e capirlo. La normalità alla quale si riferisce il dott. Angileri è quella statistica, che nella sua significatività deve indurre gli studiosi ad approfondire, ricercare, capire, come è loro diritto e dovere. Inoltre, da nessuna parte egli ha mai detto o scritto, di approvare come normale la sessualità con pre-adolescenti.

Sempre a pag. 17 Petruzzella mostra di non avere capito niente di quello che ha letto nell' articolo e ad un certo punto, stravolgendolo, scrive: 

"... Angileri propone, come in un manifesto ideologico della necessità di conoscenza di tutti i recessi reconditi della coscienza, buoni e cattivi, la necessità, camuffata da esigenze di conoscenza, di divulgazione delle immagini, per dare la possibilità a tutti di apprezzare la normalità di simili fenomeni della mente umana, liberi da condizionamenti etici....".

Ma da dove ha tirato fuori una simile cantonata!? Ma dove mai il dott. Angileri avrebbe scritto o detto una simile cosa? Quando mai si sarebbe permesso di affermare la necessità di divulgare immagini pedopornografiche? Per verificarlo, tutti possono leggere con attenzione l'articolo e gli atti, qui resi disponibili allegati alla presente pagina. In ogni caso continuiamo a non perdere di vista che non stiamo leggendo una critica scientifica o letteraria da parte di Petruzzella, ma delle motivazioni di sentenza! Petruzzella sembra invece avere dimenticato che fa il magistrato, come lavoro.

Dove il dott. Angileri scrive che il fenomeno va studiato con freddo distacco scientifico e non trattato con pregiudizio, Petruzzella vede, invece, addirittura un "manifesto ideologico" a favore della pedofilia!

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

Commento della PAG. 18

Guardate ora come a pag. 18 ritorna a stupirsi di come negli scritti del dott. Angileri vi sia assenza di giudizi morali, assenza di sentimenti di disapprovazione.  

Il dott. Angileri ha spiegato personalmente a questa Petruzzella, che evidentemente è sorda da questo orecchio, che uno psicoterapeuta che lavora normalmente con il dolore e sta ricercando e scrivendo su questa forma specifica di "dolore", non fa nè il giudice, nè il prete. Lavora e studia con capacità di distacco necessario, senza esprimere ciò che pensa e sente nel suo profondo. Questa neutralità, è una delle caratteristiche fondamentali di ogni psicoterapeuta e di ogni studioso clinico. ( Capacità, questa, che a mio parere sarebbe indispensabile acquisire anche da parte dei magistrati ).

Petruzzella è rimasta sconvolta dai concetti proposti dal dott. Angileri a premessa della sua ricerca e cioè quelli riguardanti il fatto che può esistere in natura umana una "piattaforma erotica indifferenziata" che può produrre, nel corso dell'evoluzione ontologica, libido e pulsioni verso qualunque oggetto, nessuno escluso, a causa dell'interazione con le variabili ambientali. Partendo da ciò, dice il dott. Angileri, dovremmo vedere che cosa e in che modo, poi, nelle esperienze della vita soggettiva, si configurino i vari epifenomeni erotico- sessuali, anche quelli che riteniamo anomali o perversi. Il dott. Angileri sosteneva e sostiene, che ciò è particolarmente utile e necessario, per la pedofilia e la pedopornofilia, vista l'enorme diffusione del fenomeno, riscontrabile su scala mondiale. E ciò va fatto, a suo parere, da studiosi competenti ma anche capaci di trattare tutto ciò freddamente, con apertura mentale, senza nulla escludere a priori, perchè condizionati dalle comuni categorie etiche e morali.

Questo è il concetto accennato nell'articolo "incriminato" da Petruzzella, oggetto della ricerca che il dott. Angileri voleva sviluppare per cui si servì di quanto Internet poteva offrirgli e che la Petruzzella ha mostrato di non essere in grado di capire. Non si pretende certo che un semplice funzionario statale con laurea in giurisprudenza capisca il senso clinico ed epistemologico del concetto, ma ci si attende che ricoprendo un posto di responsabilità rilevante, possegga l'equilibrio e la saggezza propria di chi sa ammettere, umilmente, la propria ignoranza e non decida quindi in proprio cose di cui non capisce nemmeno l'alfabeto, solo perchè da qualche parte qualcuno ha inventato l'obbrobrio contenuto nell'affermazione narcisistica giurisprudenziale: "iudex peritus peritorum" o cose come "libero convincimento del giudice" e così via cantando.

 TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

 

Commento della PAG. 19

A pag. 19, Petruzzella, non sazia dell'attacco allo psicoterapeuta dott. Angileri, attacca lo psichiatra Prof. Bongiorno, perito psichiatrico da lei stessa nominato, pretendendo, dopo avere presuntuosamente "letto" la mente del dott. Angileri, di poter "leggere" anche la mente del prof. Bongiorno. Ci chiediamo come possa il Prof. Bongiorno non sentirsi profondamente offeso dall'arroganza di questa donna, evidentemente convinta dell'impunità che le garantisce il "Sistema" e come possa ora non pretendere scuse e risarcimento!  

Scrive: 

".....le sue conclusioni, tradiscono la volontà del perito stesso di non assumersi la responsabilità del giudizio di pericolosità sociale, lasciando questo compito al giudice...".

Come dire: il Prof. Bongiorno ha fatto una perizia che non vale niente, anzi peggio, ha dichiarato il falso, perchè lui non ha dichiarato pericoloso l'imputato, non perchè non lo pensasse, ma perchè non aveva la capacità di assumersene la responsabilità e voleva lasciare al giudice, "creatura più coraggiosa e superiore", "l'onore" di farlo al posto suo e così ha fatto Petruzzella: si è preso l'onore di dichiarare il dott. Angileri mostruosamente pericoloso, alla faccia di tutte le le perizie e di tutte le prove contrarie e alla faccia del fatto che in tutta la sua vita il dott. Angileri non ha mai nuociuto nemmeno ad una mosca. 

vedi le conclusioni del prof. Bongiorno nella perizia psichiatrica richiesta da Petruzzella

Così a pag. 20 esplode di nuovo nel suo delirio di grandezza dove insiste con le sue parole: 

"...terreno lasciato alle esclusive valutazioni generali del giudice sulla personalità del reo..."  

Come dire: da un lato consultiamo i periti, tanto poi decido io secondo i miei fumi personali!  ( Notare che i magistrati da sempre si sono autodefiniti " iudex peritus peritorum ", con ciò autoeleggendosi al di sopra di qualunque perizia! ).

A nessuno sfugga la gravità: 

Petruzzella nominò due ulteriori perizie informatiche che dimostrano soltanto il transito e la cancellazione della pornografia e non ne tiene conto; nominò il perito psichiatrico che assolve il dott. Angileri da ogni sospetto di perversione, anomalia ecc. e non ne tiene conto; Petruzzella sfugge dall'analisi del comportamento e si interessa peculiarmente delle idee e degli scritti del lavoro scientifico del dott. Angileri; Petruzzella vuole dimostrare che tutti hanno torto, tranne se stessa. 

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

 

 

Commento della PAG. 20

A pag. 20 si ripete sempre esaltando le stesse cose.

Dice sostanzialmente: un soggetto anche se non ha mai dimostrato di essere pericoloso in 61 anni di vita e anche se non risulta pericoloso dalle perizie, può essere lo stesso ritenuto da me pericoloso, se soltanto io me ne convinco, osservandolo e leggendo i suoi scritti, sulla base della sua mente, che io non condivido!

Questa Petruzzella, come potete leggere a pag. 20, definisce la presunta pericolosità del dott. Angileri, una probabilità non fondata su fatti pregressi, accaduti oppure su perizie, ma fondata sulle sue personali impressioni! Sentenzia che egli è pericoloso socialmente, non per cose che ha fatto o sta facendo, ma lo è per quelle che FARA', nel futuro. Petruzzella, così, è anche convinta di sue proprietà paranormali, capace di preveggenza.

Tornando a quanto ha detto il prof. Bongiorno in udienza, Petruzzella lo riporta deformandolo: 

il prof. Bongiorno, nella sua deposizione, disse che chi colleziona e cataloga pedopornografia può essere considerato potenzialmente affetto da parafilia e parlava in generale. Invece Petruzzella  a pag. 20 aggiunge, arbitrariamente: "come Angileri". Mentre tutte le perizie informatiche hanno dimostrato che il dott. Angileri non ha conservato, collezionato e catalogato un bel niente, ma tutto cancellato. E poi ancora dice: "le aberranti convinzioni di Angileri scritte nel suo articolo, a difesa delle sue tendenze sessuali...può reiterare le sue pericolose condotte. Quali, in ogni caso sarebbero le pericolose condotte? Se pure fosse vero, sarebbero quello di guardare foto pornografiche on line? E questa, in ogni caso, pure se fosse proibita ( ma non lo è! ) da una legge, sarebbe una condotta pericolosa? E per chi o cosa lo sarebbe? Qual'è il BENE protetto dalla Legge, in questo caso? Ma in quale mondo pazzo stiamo vivendo?

E continua a dire: "anche se finora non lo ha mai fatto, potrebbe farlo in futuro....e poi ha realizzato foto erotiche ad una bambina!...potrebbe passare alle vie di fatto!...- 

Ecco cosa stabilisce Petruzzella: 

Anche se Angileri non ha mai fatto niente di male a nessuno, i suoi 61 anni di vita onesta non valgono a niente, perchè IO, Petruzzella, reputo che potrebbe farlo in futuro, quindi questo è un uomo pericoloso per quello che potrebbe fare e per quello che propone come ipotesi di studio e la sua pericolosità è vera, perchè IO stabilisco che è così! Punto.

TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA

 

Commento della PAG. 21

Da pag. 21 in poi espone le sue conclusioni che ribadiscono quanto detto prima, esaltandolo. 

Evidentemente, come potete leggere, non stabilisce sanzioni sul piano del mero comportamento previsto dalla legge a proposito del procurarsi e detenere pedopornografia, ma stabilisce la gravità della sua decisione sulla base delle sue incompe