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clicca qui se vuoi saltare la descrizione dei fatti e degli eventi e vuoi
leggere subito il testo integrale della sentenza di Petruzzella
Questa pagina è scritta e
viene pubblicata in Internet, con l'intento di far conoscere, a chiunque voglia
o debba, i dettagli di un
fatto giudiziario scandaloso, ancora all'esame della Corte di Appello di Palermo.
Il fatto giudiziario è una sentenza scritta e prodotta, in dicembre 2007, da
Marina Petruzzella, un funzionario statale con mansioni di gip.
I
FATTI CHE RIGUARDANO IL DOTT. SERGIO ANGILERI, PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA E LA
LORO INTERPRETAZIONE DA PARTE DI MARINA PETRUZZELLA,
I
FATTI
1.
Nel periodo di tempo attorno al 2000, il dott. Angileri decide di utilizzare
siti ed aree Internet, dedicati a pedofilia e pedopornografia, motivato da
molti casi che aveva in trattamento e intenzionato ad acquisire modalità e
strutture cognitive, per mezzo dei testi di persone che in quei siti chattavano, dialogavano in
mailing lists, partecipavano a newsgroups, pubblicavano a qualsiasi titolo
temi, argomenti e proclami. L'accesso a questi siti era possibile la maggior
parte delle volte, liberamente e a titolo gratuito. Altre volte, per alcuni,
era necessario pagare con carta di credito on-line per potere acquisire una
password che dava la possibilità di accesso. L'acquisizione di quei testi,
era destinata ad essere utilizzata dal dott. Angileri, per la verifica di sue
proprie ipotesi cliniche riguardanti la probabilità di un quadro
psicologico essenziale attinente la pedopornofilìa, indipendente dai
quadri clinici già noti nella nosologia. Da parte del dott. Angileri era
allora in corso l'elaborazione di una teoria,
riguardante questa probabile "nuova" sindrome, che egli constatava
in misura crescente in diversi casi da lui trattati. Il suo scopo era
raccogliere una quantità significativa di dati, da quei siti Internet, per
giungere a tutte le verifiche e conferme possibili, nell'ambito della sua
teoria e ricerca. Il fine ultimo, qualora si fosse in seguito potuta
sviluppare una significativa mole di dati, era poter migliorare le procedure
psicodiagnostiche, gli interventi preventivi e e le modalità terapeutiche. Per
una descrizione dettagliata e documentata, CLICCA
QUI.
2.
Nei siti e nelle aree internet, utilizzati dal dott. Angileri, erano
presenti, oltre tutti i dati testuali di cui sopra, anche notevoli quantità
di dati immagini pornografiche, coerenti con il tema.
3.
Per ragioni tecnologiche, tutte le volte che un utente accede ad un sito
internet, immediatamente ed automaticamente e indipendentemente dalla
volontà dell'utente, si scaricano nel suo computer TUTTI i dati ivi
presenti, anche quelli indesiderati, che tuttavia possono subito dopo essere
cancellati tramite il "cestino". Questa funzione di cancellazione
è presente in tutti i computer. Il dott. Angileri cancellava sempre e
immediatamente tutti i files di immagine che affluivano nel suo computer,
come indesiderabile effetto collaterale della ricerca che attuava in
internet.
4.
Per ragioni tecnologiche, per come è stato concepito Windows in
particolare, tuttavia ogni volta che si cancella qualcosa tramite il
"cestino", questo dato cancellato scompare dalla disponibilità
dell'utente, non è più visibile, nè normalmente recuperabile, tuttavia
rimane celato in una zona inaccessibile del disco del computer. In quella
posizione inaccessibile, questi dati vengono chiamati "files non
allocati".
5.
I "files non allocati", derivanti da tutto ciò che si è voluto
cancellare, tuttavia possono essere recuperati, per mezzo di procedure
tecniche esperte e per mezzo dell'utilizzo di sofisticati softwares preposti
a questo tipo di recupero. In questo modo i "files non allocati",
tutto ciò che si era cancellato, può essere "riportato in vita",
nel senso che può essere ripristinato in una zona di nuovo accessibile del
computer.
6.
Il dott. Angileri aveva scritto un breve articolo introduttivo sul tema
della sua ricerca. Questo articolo era stato dal dott. Angileri, dapprima
pubblicato in internet, entro il proprio sito professionale: www.psicoterapia-palermo.it
- In seguito, nel 2005, gli venne richiesta, da parte dell'editore,
l'autorizzazione a pubblicare tale articolo in una rivista specialistica. Il
dott. Angileri diede il consenso. Questo articolo fu molto apprezzato dalla
commissione editoriale, da molti lettori competenti e citato in diverse
altre pubblicazioni di altri autori.
7.
Il dott. Angileri possedeva in una sua cartella privata, nel proprio
computer, un album fotografico, dove erano foto familiari, di vacanza ecc.
Fra queste ve ne erano alcune dove comparivano egli stesso, la sua partner
di allora e una famiglia di amici. La figlia di questi amici, una bimba di
allora due anni a nome Susy, in alcune foto compariva nuda, in pose del
tutto decenti e normali, come spesso si usa fare con i propri figli, nipoti
ecc. Queste foto di nudo di Susy, erano state scattate da suo padre, in
occasione di festività natalizie trascorse dal dott. Angileri e la sua
partner, a Berlino, sede della famiglia tedesca, amici del dott. Angileri.
8.
Nel Codice Penale Italiano, esiste una legge specifica, art. 600-quater, che
proibisce di "consapevolmente procurarsi o detenere" pornografia
minorile,
cioè prodotta con minori di anni 18.
"Art. 600-quater
Detenzione di materiale pornografico
Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell'articolo 600-ter, consapevolmente
si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo
sfruttamento sessuale dei minori degli anni diciotto è punito con la
reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a lire tre milioni".
* vedi
la Legge nella sua interezza *
* art.
600-quater *
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*
Leggete,
adesso, il testo integrale della sentenza emessa da Marina Petruzzella
|
ECCO
IL TESTO INTEGRALE DELLE MOTIVAZIONI DI SENTENZA, ACCOMPAGNATE DAL COMMENTO
RAGIONATO, PER CIASCUNA PAGINA
PREMESSA
Invito
chi sta qui leggendo, a non dimenticare che il processo che ha condotto
Petruzzella a sentenziare nel modo inqualificabile che stiamo vedendo,
non è stato un processo voluto dall'apparato giudiziario, ma voluto dal dott.
Angileri stesso, il quale rifiutò la multa di euro 6971,00 che gli era
stata comminata nel 2004, volendo piena luce e verità, autorinviandosi,
coraggiosamente e con alto senso di dignità, ad un processo penale, per
ottenere giustizia, pur sapendo che con questa scelta sarebbe andato
incontro ad enormi spese e fatiche, economiche e psicologiche.
Occorre
infatti ricordare che, la faccenda era stata chiusa dai magistrati nel 2004,
infliggendogli una multa di alcune migliaia di euro,
ritenendolo comunque colpevole di avere utilizzato quei siti anche se
fosse stato solo per la ricerca psicologica. Ricordiamo che il dott.
Angileri volle rifiutare di accettare di pagare la multa, perchè non
poteva accettare di essere ritenuto colpevole di un "reato"
per avere voluto fare ricerca di dati leciti in Internet e per questo volle
un vero processo alla ricerca dell'archiviazione, ma sfortunatamente incappando in un individuo come
Petruzzella, la quale nel dicembre 2007, senza che
nulla di nuovo o diverso fosse emerso rispetto al 2004, è passata dalla
pena della multa a una condanna fantascientifica, addirittura
sconfinando dalla fattispecie, che era l'imputazione, e cominciando a
criticare il lavoro, la personalità, il pensiero e i sentimenti del
dott. Angileri. Allucinando, poi, su normalissime foto di famiglia,
definendole addirittura pornografiche!
Molti hanno detto al dott. Angileri di
avere fatto una grossa sciocchezza a rifiutare la multa e ad andarsi a
cacciare in un vero processo penale, infilandosi nelle maglie
dell'apparato giudiziario italiano, che altro non è che un ginepraio
burocratico, talvolta popolato da incompetenti e dove la
"Giustizia" è, spesso, l'ultima cosa che vi si trova ( questa sembra
essere l'opinione largamente diffusa in molti ). Ma il dott.
Angileri ha sempre ribadito di non essersi mai pentito della sua scelta,
anche dopo avere dovuto patire le conseguenze dello sventurato incontro
con Petruzzella. Anche così, anzi
ancora di più, il dott. Angileri è fiero della propria statura
personale, che cerca la verità delle cose e l'incontro sfortunato con una bassa
statura come Petruzzella, non lo ferisce in nessun modo, ma lo rinforza
per quanto continuerà a fare in seguito, non solo per riscattare se
stesso, ma anche come battaglia inesorabile
contro questi guasti interni al "sistema"!
( 17.03.2008 )
¶¶
INDICE
DELLA SENTENZA scritta da MARINA PETRUZZELLA
| Pag.
1 e 2 |
Presentazione
formale della sentenza
|
| Pag.
3 |
Descrizione
della situazione oggetto dell'accusa, che nell'anno 2000, portò a includere il
dott. Angileri fra coloro che erano indagati di aver potuto
violare l'art. 600quater ( vietato CONSAPEVOLMENTE, PROCURARSI,
DETENERE, pedopornografia )
|
| Pag.
4 |
Petruzzella
descrive che nel 2004, in seguito all'accertamento peritale
circa le consultazioni in Internet effettuate dal dott.Angileri
e in seguito all'accertamento del fatto che, in seguito alla
navigazione Internet in seno a siti ed aree dedicate a parafilie,
nel suo computer erano
transitate migliaia di immagini pedopornografiche,
al Dott. Angileri era stata
comminata una multa di € 6971, ritenendo che avesse, comunque,
violato
l'art. 600-quater, che il dott.Angileri
rifiutò, deciso a
condursi ad un vero processo penale, per far emergere la piena
verità.
|
| Pag.
5 |
Petruzzella
descrive come ha deciso di far ripetere altre due volte, dopo la
prima originaria che era già stata eseguita dalla polizia
postale di Palermo, la perizia informatica sui computer sequestrati
al dott. Angileri.- Petruzzella spiega di aver richiesto,
inoltre, una
perizia psichiatrica sul dott. Angileri,
a causa dei contenuti dell'articolo
scientifico scritto dallo stesso e pubblicato su rivista
specialistica.
|
| Pag.
6 |
Petruzzella descrive come si svolsero le procedure
della notifica e del sequestro dei computer, di cd,
videocassette ecc. il 15.04.2003 -
Si sofferma a voler
descrivere che fra le varie videocassette ( personali, di
lavoro, di vacanze, film vari anche erotici ), sequestrate ce n'era
una dove il dott. Angileri, nel pieno esercizio della propria
libertà nella vita privata, si era autoripreso mentre faceva
l'amore.
|
| Pag.
7 |
Petruzzella descrive che dalla prima perizia
informatica emerge il fatto che estraendo e recuperando
"files
non allocati" ( cioè i residui di ciò che era stato
cancellato ), si riscontrano molti files pedopornografici (
quelli che erano transitati nel computer ed erano stati
cancellati ) - Dice anche che
nell'album fotografico presente
nel computer, si riscontrano alcune foto dove compare una
bambina nuda - Petruzzella si dilunga, inspiegabilmente, a
descrivere dettagliatamente, in modo maniacale, i contenuti
delle immagini pedopornografiche presenti in Internet e che
erano temporaneamente transitate nel computer del dott. Angileri.
|
| Pag.
8 |
Petruzzella riporta parte delle dichiarazioni
fatte dal dott. Angileri, a spiegazione del perchè egli aveva
consultato siti a carattere parafilico, ai fini della ricerca e
dello sviluppo di uno studio in atto sul fenomeno della
pedopornofilia.
|
| Pag.
9 |
Petruzzella riporta ancora parte delle
spiegazioni
dichiarate dal dott. Angileri, a spiegazione della propria
attività di ricerca in internet.
|
| Pag.
10 |
Petruzzella qui insiste a sottolineare che,
eccetto l'articolo sulla pedopornofilia, non è stato rilevato
altro tipo di materiale di testo riguardante la ricerca.
In questa pagina
afferma che le foto di famiglia della bambina Susy, sono, secondo
lei, foto pedopornografiche scattate dal dott. Angileri !!!
|
| Pag. 11 |
In questa pagina Petruzzella afferma che la
gravità del suo giudizio e della sua sentenza contro il dott.
Angileri, si fonda sul fatto che lei è convinta che il dott.
Angileri abbia scattato a Susy ( bambina figlia di amici del
dott. Angileri ), delle foto pornografiche e sul fatto che lei
si è convinta che anche per questo il dott. Angileri è una
persona perversa, pericolosa e malata.
Da questa pagina
Petruzzella comincia a "scatenarsi" nel suo attacco
personale contro il dott. Angileri.
|
| Pag. 12 |
In questa pagina Petruzzella descrive quanto anche
dichiarato dal dott. Angileri e confermato dal perito
informatico La Bella,
cioè che il dott. Angileri volontariamente usava programmi
adatti allo scaricamento globale dei contenuti dei siti, una
volta pianificati ad andare a scaricare in quei determinati
siti, volta per volta.
|
| Pag. 13 |
Qui petruzzella si dilunga a descrivere quanto il
dott. Angileri aveva più volte dichiarato e confermato e cioè
che volontariamente egli si era più volte recato a ricercare in
internet documenti inerenti la pedofilia e altre parafilie, per
cui automaticamente erano anche affluite gran quantità di
immagini.
Quindi
qui continua a ribadire dettagli delle foto
fatte a Susy dai suoi genitori, continuando a definirle come
pornografiche.
|
| Pag. 14 |
Petruzzella riporta alcuni
particolari del
colloquio che il dott. Angileri ha volutamente accettato, con il
perito psichiatrico prof. Bongiorno.
|
| Pag. 15 |
Qui riporta altri particolari del colloquio con il
prof. Bongiorno. Quindi
comincia a sottolineare la mancanza, da
parte del dott. Angileri, di commenti etici-morali circa il
fenomeno pedofilo.
|
| Pag. 16 |
Qui, utilizzando cose dette dal prof.
Bongiorno,
Petruzzella cerca di dissertare, confondendosi, su argomenti che
riguardano teorizzazioni psicologiche e cliniche, facendolo con
lo scopo di cercare di dimostrare che le ipotesi di ricerca del
dott. Angileri, non sussistono.
|
| Pag. 17 |
In questa pagina Petruzzella si dilunga a
criticare l'articolo scritto e pubblicato dal dott. Angileri,
mostrando la sua confusione sull'argomento e mostrando di non
avere effettivamente capito nulla del contenuto di quell'articolo.
In questa pagina, tuttavia, Petruzzella conferma che decide di
dichiarare il dott. Angileri socialmente pericoloso,
esclusivamente sulla base delle ipotesi e delle idee esposte in
quell'articolo !!!
|
| Pag. 18 |
Qui continua,
insistendo con la critica confusa ai contenuti
dell'articolo e insiste sul fatto che il dott. Angileri non ha
palesemente mostrato alcun giudizio etico-morale sul fenomeno,
attenendosi con distacco all'analisi di ricerca scientifica.
|
| Pag. 19 |
Qui Petruzzella dichiara che pur essendo vero che
il dott. Angileri è stato dichiarato perfettamente a posto
dalla perizia psichiatrica, lei, travalicando la competenza dei
periti stessi, decide lo stesso di dichiarare pericoloso il
dott. Angileri, per propria convinzione!!!
|
| Pag. 20 |
Qui Petruzzella dichiara che il dott. Angileri è
da ritenere pericoloso, perchè, anche se non ha mai commesso
atti degni di questa definizione, potrebbe però commetterli in
un qualche futuro!!!...e ciò, secondo Petruzzella, è desumibile dalle sue ipotesi di
studio esposte nel suo articolo scientifico e dal fatto che,
secondo Petruzzella, le foto di Susy sono foto pornografiche
scattate dal dott. Angileri!....
|
| Pag. 21 |
Ragionamento della Petruzzella per spiegare come
giunge alla sua decisione di gravissima sentenza contro il dott.
Angileri.
|
| Pag.
22-25 |
In questa e nelle pagine che seguono, fino alla
fine, Petruzzella spiega il suo ragionamento alla base della sua
decisione, insistendo sul fatto di ritenere volontaria
acquisizione di pedopornografia, il fatto che questa è affluita
invece automaticamente nel computer durante l'attività di
ricerca dei testi
e sul fatto di ritenere pericoloso il dott.
Angileri appunto perchè secondo lei ha voluto consapevolmente acquisire quella
pedopornografia e poco importa se è stata tutta cancellata
e
ancora pericoloso perchè ha sostenuto le sue ipotesi di ricerca
scientifica nel suo articolo pubblicato
ed anche perchè,
( sempre secondo la sua distorta convinzione! ) "ha prodotto foto pornografiche" ( le foto di Susy!! )
e infine perchè, secondo la Petruzzella, il dott. Angileri le
appare uomo insensibile, perverso e intenzionato a divulgare
argomenti a difesa della pedofilia!!!
Chiaramente, dunque, tutto l'impianto di questa sentenza si
fonda su :
INTERPRETAZIONE DI
INTENZIONI, circa il comportamento della consultazione
Internet.
INTERPRETAZIONE
DISTORTE DI QUANTO SCRITTO IN UN ARTICOLO
INTERPRETAZIONI
E INSINUAZIONI , CIRCA LE FOTO DELLA BAMBINA SUSY
!!!
ABUSIVE,
GRATUITE E INCOMPETENTI INTERPRETAZIONI
PERSONALI CIRCA L'ANIMA, I SENTIMENTI, LE EMOZIONI E LE
INTENZIONI DEL DOTT. ANGILERI, CONVINTA, LA PETRUZZELLA, CHE
QUESTI ABBIA DEDICATO ENERGIA E TEMPO A
"GUARDARE" FOTO PORNOGRAFICHE
MINORILI.
Nessun altro FATTO o AZIONE contro qualcuno o qualcosa, che
possa giustificare così enorme accanimento e gravità!......
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Commento
della PAG.
3
A
pagina 3, Petruzzella descrive lo scenario generale delle
indagini che la Procura di Forlì aveva avviato, negli anni 2000/2002,
per ragioni a me ignote, su moltissime persone che a vario titolo
avevano effettuato accesso a pagamento, in Internet, in aree a contenuto
pedopornografico e poichè anche il dott. Angileri, nel 2000, aveva effettuato pagamento
online con carta di credito, per acquisire le password che gli davano il
diritto di accesso in quei siti, fu incluso nelle indagini.
TORNA ALL'INDICE DELLA SENTENZA |
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Commento
della PAG.
4
A
pagina 4, descrivendo l'iter di questa vicenda, Petruzzella comincia
a riferirsi ai "files pedopornografici", quelli dal
dott. Angileri tutti
cancellati e poi "recuperati" dai periti
dalla "memoria non allocata" e che lei invece
definisce come "rinvenuti" nei computer e li enumera
definendoli a migliaia o numerosissimi.
Precisazione: i dati
"presenti e rinvenuti" in un computer, sono quelli regolarmente salvati
nella memoria attiva, cioè quelli immediatamente accessibili,
volutamente memorizzati in cartelle e directory, per potere essere anche
quotidianamente utilizzabili.
Quelli invece
"recuperati" dai
tecnici, sono dati tutti cancellati e che quindi si autoarchiviano, per
ragioni tecniche e non per volontà dell'utente, in zone "non
allocate" dell' hard-disk. Questi files, dunque, non equivalgono a
quelli che normalmente si salvano nel computer, per farne uso. L'utente,
dopo che ha voluto cancellarli, li ha proprio eliminati dalla propria
disponibilità.
Sempre
a pag. 4, Petruzzella enfatizza il contenuto di quelle
immagini, come se l'utente del computer ne avesse la responsabilità,
come se quei contenuti li avesse prodotti lui e non si cura di sottolineare
che questi files NON sono stati trovati nei
computer come salvati, memorizzati
o volutamente conservati, ma sono quelli "recuperati" dalla struttura del computer, in
quanto erano stati tutti cancellati.
Petruzzella, invece, li definisce con un
linguaggio che tende a far credere che siano stati ritrovati migliaia di
files regolarmente salvati, conservati e memorizzati, il che è
non vero.
Ripeto: è utile notare come accentua l'enfasi sui contenuti delle
immagini,
transitate nei computer, immagini che erano state tutte cancellate e dai tecnici recuperate, come se fra quei contenuti e
l'utente,
potesse esserci una qualsiasi relazione di responsabilità, nella loro
realizzazione.
vedi l'esito
di ben TRE perizie informatiche
TORNA ALL'INDICE DELLA
SENTENZA |
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Commento
della PAG.
5
Nella quinta pagina delle sue motivazioni, descrive con quanta
dedizione non ha lasciato assolutamente nulla al caso e come per questo
dispose ben altre due perizie informatiche sui computer, oltre la prima
che era stata fatta dalla polizia postale di Palermo: di conseguenza,
dato che grazie a lei disponiamo non di una, ma di ben tre
perizie, non
possono esservi dubbi sui risultati tutti, che dimostrano sempre e
soltanto il TRANSITO delle immagini pornografiche, la loro immediata
cancellazione da parte del dott. Angileri e quindi la sua evidente volontà di non
volersele procurare
e non volerle detenere, quindi, di non trasgredire le legge. Questi sono
FATTI innegabili, dimostrati dalle perizie anche qui allegate e le
interpretazioni di Petruzzella restano a livello
"filosofico", di fronte a ciò che è evidente.
Poi, sempre in 5a
pagina si vede come Petruzzella già mostra comunque il
suo disinteresse per la condotta riferita a quanto la legge art.
600-quater proibisce e si
interessa invece molto di più alle argomentazioni di ricerca e
speculazioni professionali sul tema di pedofilia e pedopornofilia, pubblicate in
un articolo su una rivista dal dott. Angileri ( vedi
), enunciando una sua grossolana, oltre che incompetente, interpretazione che dimostra due
cose possibili: la malafede oppure l' incapacità di capire.
Guardate,
adesso, a pag. 5 con quali motivazioni giustifica perchè ha richiesto la
perizia psichiatrica.
La Petruzzella scrive:
"
...il giudice...ravvisando in quell'articolo ripetute affermazioni
palesemente giustificative della pedofilia e della pedopornografia,
indicative di una sua precisa presa di posizione ideologica e ritenendo
quindi assolutamente indispensabile un accertamento volto a stabilire
l'influenza in Angileri di tratti della personalità tali da incidere
significativamente sulla sfera della sua comprensione e volizione (
circa il significato autentico del senso della pedofilia e la capacità
della comprensione delle sofferenze e delle conseguenze per le vittime
), ha di conseguenza disposto una perizia psichiatrica all'udienza del 6
luglio 2007, nominando il Dott. Bongiorno."
La
Petruzzella, quindi, dispone una
perizia psichiatrica ritenendo sostanzialmente pericolose e da
accertare, quelle che lei definisce "convinzioni",
dedotte, secondo lei, da quello che è riuscita a capire ( o meglio a
non capire ), leggendo l'articolo pubblicato su una rivista
scientifica.
L'articolo
può essere letto da chiunque ( vedi
) ed è da notare che esso fu richiesto, al dott. Angileri, dal direttore della
collana di riviste specifiche e ovviamente prima della pubblicazione era
stato valutato da persone altamente qualificate e competenti. La rivista
dove fu pubblicato, inoltre, è a carattere umanitario, cattolico e
nettamente antipedofilico. Nello stesso numero dove fu pubblicato,
erano pubblicati altri notissimi specialisti e personalità pubbliche
molto note.
Petruzzella
evidentemente fraintende le impostazioni ipotetiche sul tema,
scambiandole per ideologiche.
TORNA ALL'INDICE DELLA
SENTENZA |
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Commento
della PAG.
6
Nella
sesta pagina la Petruzzella mostra un altro particolare del suo
integralismo etico-morale autoreferenziale, da lei assunto a parametro di
valutazione dell'imputato, quando riportando che fra il materiale
sequestratogli il 15.04.2003, c'erano anche delle videocassette pornografiche del tipo
consentito. Sottolinea che in alcune scene amatoriali egli si era
autoripreso in amplessi con sue amanti. Ma il linguaggio adoperato dalla
Petruzzella è volutamente fazioso: infatti
non dice che fra le tante videocassette ( a contenuto familiare, di lavoro ecc. )
sequestrate, solo alcune erano pornografiche e solo in una ci sono scene
dove egli si era autoripreso. Il suo linguaggio farebbe
intendere che tutte le videocassette erano pornografiche e che in
tutte egli era l'attore!
(
vedi relazione dei cc sul materiale sequestrato )
vedi
documento del sequestro e relazione dei carabinieri
Ma in ogni caso: a cosa serve tale riferimento,
se non a volere insistere, poi, sulla sua personalità, riferendosi ai
suoi hobby e ai suoi gusti erotici? E in che modo questa donna vuole
collegare questo particolare che appartiene alla sua libertà di
intimità erotica, ai fatti che deve accertare secondo legge? Perchè
sottolinea che quel giorno egli era in compagnia di una giovane ragazza
straniera ( n.d.r. la quale era una sua partner, allora ed era sua
ospite nell'appartamentino aggregato al suo studio professionale ). Dove
vuole giungere questa Petruzzella invadendo abusivamente la vita privata
del dott. Angileri? Per quali suoi personalissimi princìpi
integralisti e radicali, che siano musulmani o cattolici poco importa,
questa donna vorrebbe condannare su base morale un uomo e non su base di
comportamento eventualmente illegale?
TORNA ALL'INDICE DELLA
SENTENZA |
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Commento
della PAG.
7
A
pag. 7, riferisce che la perizia dimostrò che nei computer si potevano andare a
recuperare soltanto "files non allocati", cioè tutti quelli
che erano stati cancellati dopo il loro momentaneo ingresso, ma che rimangono comunque, anche se non più
normalmente fruibili, da qualche parte nel disco del pc.
E in
settima pagina ecco che comincia a fare anche riferimento alle foto personali, di
famiglia, inserite nell'album fotografico che il dott. Angileri teneva memorizzato nel
computer, cioè le famose
foto di
Susy.
Dice
testualmente Petruzzella:
"...una
bambina...nuda con i genitali scoperti ed in pose decisamente
erotiche...".
Questo
riferimento è forse la cosa più grave che ha fatto questa donna e
tutti coloro che sono stati preposti a fare il loro lavoro in questa
vicenda, cioè il Pinna e i suoi colleghi della polizia postale.
Costoro, Pinna,
Petruzzella ecc. hanno definito erotiche, pornografiche (!), delle normalissime foto di
famiglia, che erano state digitalizzate dal dott.
Angileri nel personale album fotografico del proprio computer, foto
relative ad una vacanza di Natale a Berlino, fatta nel 2000 dal dott.
Angileri, con una sua compagna di allora, presso una famiglia di amici. Le
foto sono quelle qui pubblicate che potete tutti visionare,
per stabilire ciascuno di voi in proprio cosa si sono permessi di fare
questi inesperti rappresentanti dello Stato Italiano, di alcune
normalissime foto di famiglia.
Possiamo
renderci conto che Petruzzella confonde l' ESTETICA, che è da
intendersi come configurazione oggettiva, con l' EROTISMO, che è invece
la rappresentazione soggettiva dell'osservatore. In altre parole
erotismo è una categoria soggettiva, mentre estetica è una categoria
oggettiva. Estetica è generalizzabile secondo parametri condivisibili,
mentre erotismo è una dimensione relativa, cioè relativa alle
configurazioni psicologiche del soggetto che osserva. Questo significa che se
Petruzzella "vede" erotismo nell'estetica delle foto di Susy,
lei stessa possiede meccanismi perversi e distorti della rappresentazione
dell'estetica di una bambina, attuando così pericolosissime proiezioni, ancor più
gravi visto il lavoro che svolge.
Sempre
in settima pagina, non sapendo più come calcare la mano per
"impressionare" il lettore delle sue elucubrazioni,
Petruzzella comincia a
descrivere con una quanto meno "sospetta" dovizia di particolari, i dettagli delle foto pornografiche che erano
transitate nel computer, a causa delle modalità già descritte.
Chiediamocelo:
quale motivo c'è, in sede di motivazioni di una sentenza, di
dettagliare le foto pedopornografiche di cui Internet è zeppo, eseguite
e realizzate da orridi criminali, immesse in Rete da interessati maniaci
o commercianti?
Il fatto che alcune di queste foto siano
temporaneamente transitate e subito dopo cancellate, nel computer, come
conseguenza automatica, inevitabile e involontaria, della legalissima
attività di consultazione internet, cosa ha a che fare con la descrizione
maniacale della Petruzzella? Vorrebbe forse impressionare il lettore,
quasi inducendolo a collegare, in qualche modo, il dott. Angileri,
con la responsabilità di
chi queste foto le ha realizzate? Oppure continua a far finta di non
aver capito che tutte le immagini pedopornografiche transitate nel computer,
il dott. Angileri non le ha mai scelte, nè viste, nè selezionate, prima che
entrassero? Egli, infatti, le ha sempre, alcune, viste dopo, per l'esclusivo scopo di
individuarle, separarle dai testi e cancellarle in massa, in quanto il
download massiccio avveniva sempre casualmente, nell'intento di reperire
la maggior quantità possibile di materiale di testo.
TORNA ALL'INDICE DELLA
SENTENZA |
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Commento
della PAG.
8
E'
utile notare come Petruzzella esegue un arbitrio nel momento in cui alla
settima e ottava pagina, dice:
"...
l'assiduità dell'imputato nella frequentazione di quei siti e il suo
aver fatto parte di comunità informatiche di pedofili, in un reciproco
sostegno comune e continuato".
E'
palese che poichè Petruzzella
non adduce a supporto di quanto afferma nessuna
prova diversa da quanto si è evinto dalle perizie e da quanto il dott.
Angileri ha
sempre dichiarato, sta grossolanamente
deducendo arbitrariamente
dall'elevato numero di files pedopornografici transitati, una
equivalente numerosa assiduità di frequentazione e si inventa, senza
prove, che egli avrebbe fatto parte di comunità di pedofili,
attivista nel sostegno reciproco! Petruzzella continua a fare
orecchio da mercante a quanto dimostrato: che cioè il download è
avvenuto, per volontà del dott. Angileri, in modo fluente ed abbondante a mezzo di pochi, intervallati
a distanza di tempo l'uno dall'altro, lunghi collegamenti con
scaricamento automatico, totale e indiscriminato di intere aree
parafiliche, pedofile, zoofile, feticistiche ecc., senza la sua presenza attiva al computer, con
l'intento di attuare un download globale, massiccio e
indiscriminato a priori. Cioè, intanto prendere tutto e poi
scartare l'inutile, dopo, cestinandolo.
Ma intanto Petruzzella insiste
inventandosi cose mai dette, sempre in ottava pagina:
"...l'imputato fin dalla fase delle indagini ha
ammesso che egli per anni dal 2000 al 2003, aveva partecipato a comunità
virtuali di pedofili e zoofili.....e che da questi aveva ricevuto fiumi di
materiale pedopornografico..."
E'
sconcertante tale falsità: in tutte le sue dichiarazioni, dimostrabili
agli atti, il dott. Angileri ha sempre detto sin dall'inizio, di avere voluto tentare di
acquisire, scaricando tutto globalmente dalle chats, forum, mailing lists, newsgroups ecc.,
tutto il materiale testuale possibile, programmando appositi programmi a
download automatico, senza la sua partecipazione attiva e ha sempre
detto che l'afflusso del materiale pornografico è avvenuto come
inevitabile conseguenza del metodo di download da lui scelto, non come
voluta, scelta e mirata ricerca da parte sua.
vedi
dichiarazione fatta al PM
Petruzzella,
invece, rigira tutto ad arte e a sua
discrezione, affermando che egli avrebbe partecipato attivamente a tali
comunità e che avrebbe ricevuto in scambio personale e diretto, da
persone fisiche, materiale pornografico.
Afferma questo senza nemmeno lo straccio di una prova, mai emersa in
questo senso dalle perizie e mai dal dott. Angileri asserita!
Lasciare
che un software adatto, scarichi da internet tutto il contenuto di un
sito, non equivale affatto all'aver partecipato a comunità o all'avere
interagito personalmente con qualcuno.
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SENTENZA |
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Commento
della PAG.
9
Poi
continua a insistere a pagina 9:
"... ha in sostanza affermato che egli aveva
interesse a colloquiare con i pedofili.....e questi gli mandavano le immagini
pedopornografiche senza che lui lo volesse...."
E'
sconcertante come ancora una volta trasforma
l'atto NON relazionale del download dei contenuti di un sito,
come se
fosse un atto relazionale di scambio fra persone in rapporto diretto fra
loro! Infatti mai il
dott. Angileri ha
affermato di avere COLLOQUIATO con pedofili, mai ha affermato di avere
avuto INVIATO immagini e mai una cosa del genere è emersa dalle loro
indagini e perizie.
Nonostante
ciò Petruzzella si arroga la presunzione di poterlo affermare, senza
che esistano le prove.
Anche se poi nella stessa nona pagina si contraddice,
quando scrive e dimostra di aver capito, che il dott. Angileri usava un newsreader per lo
scaricamento automatico (
quindi niente colloqui, relazioni dirette e personali, nè tantomeno
invii preordinati di alcunchè da parte di nessuno!!! ) di tutto il contenuto dei siti.
Preciso: pianificare dei programmi con
parole chiave per lo scaricamento automatico dei contenuti di aree internet,
lanciarli in Rete e lasciarli effettuare il download per ore e ore in
automatico, senza
la presenza fisica dell'utente al computer, andare poi a constatare il contenuto
scaricato nella cartella predisposta, selezionare ciò che interessava e cestinare, cancellare, tutto quello che non
interessava, cosa ha a che fare con le descrizioni che fa Petruzzella, inventandosele?
Petruzzella
non ha tenuto
conto dei fatti emersi dalle perizie, nè delle testimonianze rilasciate
personalmente dai periti e nemmeno delle dichiarazioni del dott.
Angileri.
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SENTENZA |
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Commento
della PAG.
10
In
decima pagina sottolinea che non è stato rintracciato il materiale di
testo che aveva cercato il dott. Angileri. E' pietosa questa affermazione, che vorrebbe
dimostrare che a lui non interessava nulla dei testi.
Vediamo come non regge la sua congettura:
Primo,
i periti hanno cercato solo immagini e
non testi, quindi non avendoli cercati non li hanno trovati.
Secondo, comunque, quando il dott. Angileri cancellava tutta la pornografia,
trasferiva
i dati testuali in supporti esterni, come cd e floppy e altro.
Terzo,
credo che una certa quantità di questo materiale dovrebbe trovarsi
proprio in alcuni cd fra quelli che hanno sequestrato.
E
ancora: si permette la fantasia che
il dott. Angileri avrebbe scritto il suo articolo
sulla rivista, per crearsi un elemento probatorio del suo interesse
scientifico in tema. Definisce di nessun pregio, in modo
sprezzante, quell' articolo! Questa persona, si permette pure di
svalutare cosa, specialisti in materia come la commissione dell' editore della rivista
e altri autori che lo hanno citato nelle bibliografie di loro opere,
hanno prima di lei e certamente non con la sua ignoranza in campo
clinico, valutato opportunamente. Dirà anche che i contenuti
dell'articolo rappresentano un "manifesto ideologico a favore della
pedofilia". Però sottolinierà anche che l'articolo fu pubblicato
due anni dopo l'inizio di questa vicenda. Chiediamocelo: come può
essere vero che dopo due anni che gli viene contestato un simile reato,
il dott. Angileri scrive e pubblica un articolo a favore della
pedofilia, come pretende di sostenere questa Petruzzella?
In
realtà l'articolo in questione nasceva verso il 1999/2000 come bozza
indicativa di alcune delle ipotesi per la ricerca, senza nessuna
pretesa di pubblicazione. Poi, invece, questa bozza fu dal dott.
Angileri pubblicata in internet negli anni
2001 o 2002, fra i tanti documenti pubblicati nel suo sito professionale
www.psicoterapia-palermo.it
. Fu letto e apprezzato da
molti, fra i quali il Dott. Massimiliano Fanni Canelles, medico-chirurgo,
che è anche giornalista e direttore dei periodici "SocialNews".
Egli, ignaro intanto delle tribolazioni che lo Stato Italiano stava
facendo passare dal 2003 al dott. Angileri a causa della sua iniziativa di ricerca su
pedopornografia, gli scrisse spontaneamente una e-mail, il 25.06.2005, per
chiedergli
il consenso a pubblicare in una sua rivista scientifica il suo articolo
sulla pedopornofilia ed il dott. ngileri glielo diede. [
vedi le email scambiate allora ]. Ciò dimostra che la pubblicazione su
carta stampata non fu ricercata e voluta dal dott. Angileri, ma gli fu richiesta e
dimostra che l'articolo era esistente da tempo e antecedente la data di
pubblicazione e non preparato ad arte come vorrebbe fare intendere la
Petruzzella. Vedere inoltre come lo stesso articolo è citato nelle
bibliografie di altri autori, con evidente apprezzamento di molti
competenti....esclusa la "dottissima" Petruzzella, ovviamente! [
vedi
citazione in un portale di informazione giuridica ]. [ ripreso
anche da Avv. Pavone in Altalex ]
Sempre
in decima pagina, riferendosi di nuovo alle foto
Susy, scrive:
"...
fotografie pornografiche scattate da Angileri ad una bambina tedesca di
due anni, figlia di amici.....valgono soprattutto come prova di
concretissimi elementi di fatto univocamente indicativi delle attitudini
di pedofilo dell'imputato".
Ancora
una volta si riferisce alle normalissime foto di famiglia, in pratica
scattate dal padre di Susy, ( quindi se chi ha scattato quelle foto è
pedofilo, Petruzzella definisce pedofilo il padre di Susy!!!.... mio
dio, se lo sapesse! ) permettendosi, questa donna, di
squalificarle come pedopornografiche ( mi chiedo quale ricaduta
devastante avrebbe avuto l'iniziativa di questa
"gente-tritacarne" preposta a fare polizia e magistratura, se
il dott. Angileri non avesse finora protetto la famiglia dei suoi amici dal fare loro
sapere di questo squallore tutto italiano! ). Petruzzella procede affermando per sua fantasia che invece le
avrebbe scattate il dott. Angileri e per di più con intenti di fare foto, che
lei abusivamente si permette di definire pornografiche e deducendo da
queste sue insinuazioni, andando contro gli esiti di perizie e contro le
prove della qualità dei 61 anni di vita del dott. Angileri, si permette di asserire che
egli possiede attitudini di
pedofilo!
Ma mi chiedo e chiedo,
allora, a questa Petruzzella, chiedendole la coerenza e l'assunzione
delle sue responsabilità:
"Perchè allora,
egregia Marina Petruzzella, visto ciò che pensa a proposito delle foto di Susy, non
ha aperto un fascicolo e non ha ufficialmente contestato al dott.
Angileri, in base alla Legge anzichè sulla base delle sue emotive
impressioni, un reato a proposito
di queste foto, magari incriminandolo ai sensi
dell'art. 600-ter che punisce i produttori di pedopornografia?
Perchè
allora non ha avviato un'indagine e non ha incriminato le altre
persone che erano presenti nel momento in cui queste foto, che lei
ritiene illegali, si facevano?
Perchè
non lo fa adesso, settembre 2008, prima che si celebri l'Appello a
febbraio 2009, aprendo un fascicolo, avviando indagini specifiche,
assumendo ufficialmente la parte dell'accusa, faccia a faccia contro il
Dott. Angileri, chiara ed esplicita, che riguardi le foto di Susy,
infilandosi in prima persona nell'inferno di un'accusa del genere, che
coinvolgerebbe la famiglia di Susy, altre persone, la stampa? Ha forse
paura, sapendo che ne verrebbe fuori a pezzi, ridicolizzata e fischiata
da tutti, oltre che definitivamente perdente?
E
perchè non sostiene a viso aperto l'accusa che l'articolo del Dott.
Angileri è "un manifesto ideologico a favore della
pedofilia"? Ha forse paura di dovere sostenere poi il confronto
anche dell'editore della rivista e della commissione editoriale che
scelsero quell'articolo?
Perchè non
ha incriminato
i genitori di Susy? Ha idea di quante di queste foto della loro bambina
nuda, in queste e altre pose che lei, con mente distorta, ritiene
pornografiche, posseggono quei genitori, che adorano la loro figlia?
Perchè non ha deciso di denunciarli, questi genitori, così, egregia
Petruzzella, sarebbe finita in modo ridicolo alla
ribalta della cronaca internazionale, a causa della sua distorsione
nella valutazione della realtà oggettiva?
Perchè non ha disposto un doveroso intervento per
"proteggere" la bambina Susy dai "mostri" che la
circondavano?
Evidentemente
lei, egregia Petruzzella, non lo ha fatto perchè sapeva di esagerare ad arte su quelle
foto! Lei per prima sapeva già trattarsi di innocue foto familiari!
Però le serviva enfatizzare su queste foto, per giungere al suo unico
scopo: quello di denigrare, diffamare, distruggere il dott. Angileri,
come persona e come professionista, a causa di qualcosa di irrisolto che
abita dentro di lei! E
le serviva poterlo fare, senza però assumersi la responsabilità di
avviare un vero procedimento, una vera indagine, per quelle foto. Molto
coraggiosa, davvero! Molto coerente con i princìpi costituzionali del
Diritto! Complimenti, dottoressa Marina Petruzzella! Io penso che i motivi di
questo riprovevole comportamento, quello cioè di denigrare e diffamare
una persona rimanendo nascosta dietro lo scudo lobbistico del suo ruolo,
risiedono nella sua anima, nella sua coscienza e
anche all'interno della gerarchia del suo luogo di lavoro, come lei ben
sa! E complimenti anche per la velocità adottata a far comparire sulla
stampa e su Internet, inguattata coraggiosamente dietro le quinte della
sua cancelleria e della sua "Presidenza", la notizia amplificata e distorta della sua già
mostruosa decisione di sentenza contro il dott. Angileri!
Ma è davvero
infame, da un lato non avviare una
contestazione formale assumendosene la responsabilità e dando così
all'imputato la
possibilità di contestarla, dandogli così diritto alla difesa su queste
foto, però dall'altro
continuare a riferirsi a queste foto, strumentalizzandole solo per dare
a se stessa la possibilità di
insinuare e farneticare impunemente, diffamando, calunniando il dott.
Angileri e tentando di danneggiarlo... Questo scorretto comportamento, è inqualificabile! Lei
si è fondata su queste foto e sull'articolo scritto dal dott. Angileri,
per scrivere un atto pubblico, sentenziare come ha fatto e per provocare
conseguenze di vilipendio sulla stampa nazionale, contro il dott. Angileri, facendolo comparire come un orrido criminale, dove
gli unici fatti concreti sono sempre e soltanto stati, quelli della
consultazione di siti dedicate a pedofilia, senza che mai il dott.
Angileri abbia conservato foto illegali! Niente altro Petruzzella,
niente altro! Niente atti in nessun modo lesivi per chiunque, nè
bambini nè adulti. Niente atti a fini di lucro. Niente commercio,
scambi o contatti con nessuno. Niente interessi collegati in qualsiasi
modo alla pedofilia e alla pedopornografia, se non quelli della
curiosità scientifica e professionale riportabile ad ipotesi e teorie
legittimate dalla professione del Dott. Angileri. Nel suo linguaggio
"giuridichese", Petruzzella, come potrebbe definire il
"bene" offeso in questo caso? Lei sa bene che l'unico
"bene" che si offende, per queste cose, è la gabbia
etica-morale nella quale lei e gente come lei, siete prigionieri e
angosciati, incapaci di aprire la mente e il cuore a ipotesi evolutive.
Lei ha usato il pretesto della Legge, per difendere la gabbietta dove si
è rifugiata, lei, la sua famiglia e la lobby cui appartiene.
Visto
che lei non ha mai formalmente contestato le foto Susy, avrebbe dovuto almeno
avere il buon senso di nemmeno più nominarle! Nominandole così,
invece, lei e i suoi "collaboratori", avete voi rischiato di sporcare il candore di quella
bambina e la serenità di quella famiglia!...VERGOGNA!!!".
Lei
ha fatto di quelle foto, come così dell'articolo scritto dal dott.
Angileri, il perno centrale delle sue motivazioni di sentenza, così
rendendo invalidata la sentenza stessa.
Spero
che lei legga quanto qui detto e possa rendersi al più presto conto della "rimproverabilità di tale
condotta". ( ndr, citato da Petruzzella, senza violare il
"diritto di autore".....leggere, infatti, la parte conclusiva
delle motivazioni di Petruzzella, alla pag. 24, dove Petruzzella si erge
sino all'Olimpo, atteggiandosi a saggia educatrice degli uomini,
indicando loro la strada per ravvedersi ! ).
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SENTENZA |
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Commento della PAG. 11
In 11a pagina dice che addirittura per le foto
Susy si dovrebbe procedere contro il dott. Angileri con maggiore gravità, ( però,
come già detto, non ha avuto l'ardire di aprire un nuovo fascicolo contro di
lui per
questo ), considerandolo sostanzialmente un "produttore di pedopornografia!!!".
Quindi, si va in vacanza natalizia da amici, i genitori fotografano la
figlia, il dott. Angileri possiede delle copie di molte di quelle foto normalissime,
ricordi di quel Natale a Berlino e una donna come questa delirante, lo definisce per questo un pedofilo.
Lo definisce, però, ripeto, non glielo contesta formalmente. Perchè?
Dice
ancora in undicesima pagina: "....la
produzione di questo materiale....va presa in considerazione ai fini
della valutazione della personalità dell'imputato..." .
Dunque, queste foto di famiglia, fatte dai genitori di Susy, i quali
hanno album interi di foto della loro bambina che adorano, sarebbero secondo lei una
"produzione di
materiale illecito", tali da indicare qualcosa
sulla "personalità pedofila", però non sono tali da
costituire un reato!?....Tale sconclusionato modo di ragionare conferma che si è costruita una immagine
del dott. Angileri tutta nella sua
testa, a partire da sue impressioni e interpretazioni incompetenti
leggendo i suoi articoli e dalle sue suggestioni e convinzioni circa le
foto di Susy. Tutto, costei fa, tranne che attenersi ai fatti e
alla legge.
Guardate
ora, in un crescendo di delirio di onnipotenza, come insiste in
undicesima pagina, a descriverlo come un mostro, convinta di conoscerlo,
presuntuosamente, nel profondo della sua anima, avendolo invece visto
forse due volte, in un'aula di tribunale:
"...
il giudice...deve valutare la personalità del reo....questi
accertamenti delle condotte dell'imputato.....espressioni evidenti di
una personalità distorta e pericolosa, che non ha sviluppato capacità
di sentimenti altruistici e di considerazione degli altri.....non è
necessaria (da parte del giudice) in altri termini, una specifica
competenza in materie di psichiatria o psicologia, ma è bensì
sufficiente una capacità di interpretazione della realtà e delle
condotte umane corrispondente ad un livello di conoscenze e culturale
che da un giudice può pretendersi, per concludere....che evidentemente
è andato alla ricerca di forti suggestioni sessuali e senza che sia
prevalso mai in lui un sentimento di pietà o di responsabilità per le
piccole vittime...noncurante degli irreparabili danni di simili abusi
subìti da un bambino, corrisponda una personalità malata e gravemente
irresponsabile."
Dio mio! Petruzzella è
davvero convinta! "Il giudice deve valutare la personalità del
reo", dice lei. "Non è necessaria la competenza
psicologica...mi basta la mia capacità di interpretazione della
realtà". Ma con
quali strumenti crede che un laureato in giurisprudenza, impiegato dello
Stato, possa fare valutazioni che psichiatri e psicologi con
pluridecennale esperienza, prudentemente azzardano e modestamente
cercano di definire, nella piena consapevolezza della loro fallibilità?
E costei, solo perchè ha vinto un concorso in magistratura, si
autoattribuisce onnipotenti abilità psicodiagnostiche?!
E
guardate adesso, sempre in undicesima pagina, come continua, dichiarando
apertamente che vede nella mente del dott. Angileri, un nemico da bloccare, perchè ciò
che in lui è pericoloso è la sua stessa mente: "...una
personalità ancor più insidiosa ove se ne consideri la professione di
psicologo, la volontà di indottrinamento e di ideologizzazione...".
Evidentemente questa qui odia
psicologi e psichiatri!
A
questo punto non vi sono dubbi che Petruzzella non ha valutato il reato
di condotta "detenzione di pedopornografia", ma si è
trasferita di tutto punto nel Medioevo e si è creduta fra le più
crudeli figure dell'Inquisizione, impiantando un processo morale,
anzichè di diritto! Il
suo è un attacco frontale alla mente del dott. Angileri, alla sua libertà di
studiare, ipotizzare, ricercare, scrivere, a causa della sua non
condivisione o, forse, incapacità reale di capire. Facendo questo,
ha sostanzialmente smesso di esercitare il suo lavoro di magistrato e ha
voluto incarnare, abusivamente, un altro indefinibile personaggio,
certamente al servizio di se stessa, dei propri livori contro "chi
e cosa" contiene, per cause a me ignote, nel fondo della sua mente.
Quel che è gravissimo è stato comunque, che lei ha proiettato tutto
ciò sul dott. Angileri e ha "visto" in lui il "buco nero"
della sua mente.
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Commento della PAG. 12
A pag. 12 descrive il
funzionamento dei programmi utilizzati dal dott. Angileri per il download.
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SENTENZA |
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Commento della PAG. 13
Ancora
una volta Petruzzella, a pag. 13, torna a insistere, ossessionata, dalle
foto di Susy, che compare in alcune foto di
quella festa di Natale a Berlino.
Poi
si dilunga a dettagliare morbosamente
un'immagine pedopornografica, che per qualche ragione deve essere
sfuggita alla cancellazione, come regolarmente fatto per tutte le
tantissime altre, per insinuare che il dott. Angileri la avrebbe conservata per usarla
come immagine di sfondo nel desktop. Ora, con un pò di buon senso, come
può essere pensabile, anche se fosse vero che egli sia stato un
"guardone maniaco online", che in computer utilizzati in studio per lavoro,
accessibili alla segretaria, ad altri, che potrebbero essere visti da
pazienti, un professionista come lui si va a mettere come sfondo nel
desktop una tale immagine? Come può reggere un'idiozia del genere? E
poi, dato che nel desktop del computer del dott. Angileri non c'era
nulla del genere, non è anche questa una abusiva forzatura della
verità, un'intenzione estrema di processare intenzioni e non fatti?
Cioè trattare il fatto che una sola immagine, sfuggita
involontariamente alla cancellazione, solo perchè presente, già
costituisce volontà di utilizzo.
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SENTENZA |
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Commento della PAG. 14
Poi
a pag. 14 Petruzzella va in contraddizione con se stessa. Infatti, prima
dispone perizie psichiatriche e psicologiche e poi, considerando gli
esiti delle perizie psichiatrica e psicologica a favore del dott.
Angileri ( quindi non
come evidentemente sperava lei, scatenata pregiudizialmente contro di
lui ), scrive:
"...i
risultati non sono affidabili a causa delle competenze dell'imputato in
ambito psicologico...".
Chiediamoci:
e cosa ne sarebbe stata della competenza psicologica del dott. Angileri, se i risultati della
perizia fossero stati quelli che lei si aspettava, cioè a sfavore del
dott. Angileri?
In questo caso sarebbero stati ancora non affidabili?
E
inoltre:
se sapeva già da prima delle
sue competenze, perchè ha sprecato
il denaro pubblico richiedendo una perizia psichiatrica già invalidata,
secondo lei, in partenza?
Non è forse evidentissima la malafede e il pregiudizio di
questa donna, scatenata nell'attacco personale contro il dott. Angileri? Non è
forse ovvio che ha richiesto la perizia psichiatrica con due possibili
scopi e in caso contrario l'avrebbe ritenuta non valida?
Eccoli:
1-
prima di tutto, richiedendo la perizia, pensava e sperava che il dott. Angileri, affermato
psicoterapeuta, si sarebbe rifiutato di sottoporsi alla perizia
psichiatrica, dato che aveva il diritto di scegliere, perchè magari ferito
nell'orgoglio e così lei avrebbe usato tale rifiuto come
strumento per infierire nelle sue presunzioni diagnostiche
pseudo-psichiatriche contro di lui. Le sarebbe venuto più
facile, se egli avesse rifiutato, certamente.
2-
qualora invece avesse accettato, sperava in un qualche errore o "suggestione" del prof.
Bongiorno, che avrebbe potuto concludere la perizia contro di
lui, così offrendole in un piatto d'oro l'opportunità di
scagliarsi in pieno contro il dott. Angileri, supportata, in quel caso, da
un esito "affidabile", per il semplice fatto che
sarebbe stato a lei conveniente.
Ma
purtroppo per Petruzzella, non aveva a che fare con un pivellino
e il dott. Angileri ha accettato di sottoporsi alla perizia psichiatrica, sicuro
del proprio equilibrio psichico, fiducioso della competenza del
perito e sapendo che così avrebbe ottenuto dati a suo favore e sapendo che in
seguito all'esito favorevole della perizia, lei sarebbe stata costretta ad acrobazie per
continuare a sostenere i
suoi pregiudizi. Ma sono proprio le acrobazie
eccentriche delle sue sconclusionate motivazioni di sentenza, che rendono
debole tutto il suo impianto. Così il dott. Angileri voleva, e così facendo, suo
malgrado, Petruzzella ha reso un servizio al dott. Angileri, alla verità e alla
"giustizia", cosa, quest'ultima, che a lei interessava
molto poco.
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SENTENZA |
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Commento della PAG. 15
A pag 15, ancora insiste,
ossessionata, dalle foto Susy!
Poi
torna ad attaccarlo di nuovo sull'articolo da lui scritto, criticandolo
in vari modi. A pag 15 entra nel merito dei contenuti che non riesce
evidentemente a capire, però critica. Poi attacca da un'altra parte,
sottolineando da parte del dott. Angileri assenza di commenti etici e morali e
criticando la freddezza e il distacco da lui mantenuto nello scrivere.
Mostra così di ignorare il fatto che,
normalmente, chi scrive di cose cliniche, non si esprime mai in termini
normativi o di parte, mantenendosi neutrale rispetto alle categorie
etiche e morali.
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SENTENZA |
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Commento della PAG. 16
A
pag. 16, facendo riferimento ad alcuni commenti del prof. Bongiorno sull'
articolo, continua la sua incompetente disamina, mostrando di non
avere capito la differenza che c'è fra l'esposizione di ipotesi da
verificare e l'affermazione di nuove scoperte. Lei continua a far
finta di non aver capito ( o davvero non ha capito niente! ) e sottolinea
dicendo che quanto il dott. Angileri asserisce nell'articolo, non esiste nella realtà
clinica.
E
brava la Petruzzella! Certo che non esiste ancora nella categorizzazione
della clinica: è per questo che infatti nell'articolo
sono presentate delle proposte ipotetiche da verificare con ricerca
metodologica e non certamente delle descrizioni di categorie, come se
fossero confermate, cosa che il dott. Angileri avrebbe voluto sviluppare fino in fondo. Il
fatto che anche il prof. Bongiorno, perito psichiatrico da lei
designato, sembra asserire qualcosa di simile, non sposta di una virgola
i fatti e cioè che nell'articolo sono esposte delle ipotesi e degli
accenni di teoria, oggetto di ulteriore ricerca e approfondimento e non
sono esposte affermazioni descrittive su nuove inesistenti categorie
nosologiche.
Ma
comunque continuiamo a chiedercelo: ma tutto questo, che cosa ha a che
fare con ciò che la Petruzzella aveva il dovere di fare? Cioè valutare
ai sensi dell'art. 600-quater la condotta di applicazione di quel
metodo in internet e giungere ad una valutazione di applicazione di
sanzione o meno? Cosa c'entrano le idee scientifiche, cliniche, o
anche del tutto personali, quando in quanto tali, non configurano un
reato?
Il
dott. Angileri se la vedrà con il proprio Ordine Professionale, per
discutere eventualmente sulla proprietà e correttezza, o meno, dei
metodi da lui scelti per fare ricerca di dati. E così anche per
dissertare, se sarà il caso, sulla proprietà o meno delle proprie
teorie di riferimento. Questi sono elementi interni alla categoria
professionale e non riguardano certo procedimenti giudiziari.
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SENTENZA |
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Commento della PAG. 17
A
pag. 17 continua con le sue impressionanti ripercussioni emotive che
evidentemente la hanno scossa leggendo e ascoltando il dott. Angileri.
Leggete: "....cosa...che
appare al giudice di una particolare gravità e fortemente significativa
della pericolosità sociale delle convinzioni di Angileri e della sua
attitudine a divulgarle....nello stesso articolo l'imputato afferma la
normalità della attrazione estetica, sessuale ed erotica per i minori,
da desumersi dal dato statistico....che bisogna guardare alla cosa senza
scandalizzarsi e senza inorridire, senza farsi condizionare da
preconvinzioni etiche poco scientifiche."
vedi
articolo pubblicato su rivista specialistica
Invito
tutti a leggere con attenzione l' articolo e capirlo. La normalità
alla quale si riferisce il dott. Angileri è quella statistica, che nella sua
significatività deve indurre gli studiosi ad approfondire, ricercare,
capire, come è loro diritto e dovere. Inoltre, da nessuna parte egli ha mai
detto o scritto, di approvare come normale la sessualità con
pre-adolescenti.
Sempre
a pag. 17 Petruzzella mostra di non avere capito niente di quello che ha
letto nell' articolo e ad un certo
punto, stravolgendolo, scrive:
"...
Angileri propone, come in un manifesto ideologico della necessità di
conoscenza di tutti i recessi reconditi della coscienza, buoni e
cattivi, la necessità, camuffata da esigenze di conoscenza, di
divulgazione delle immagini, per dare la possibilità a tutti di
apprezzare la normalità di simili fenomeni della mente umana, liberi da
condizionamenti etici....".
Ma
da dove ha tirato fuori una simile cantonata!? Ma dove mai il dott.
Angileri avrebbe
scritto o detto una simile cosa? Quando mai si sarebbe permesso di
affermare la necessità di divulgare immagini pedopornografiche? Per
verificarlo, tutti possono leggere con attenzione l'articolo e gli atti,
qui resi disponibili allegati alla presente pagina. In ogni caso continuiamo a
non perdere di vista che non stiamo leggendo una critica scientifica o
letteraria da parte di Petruzzella, ma delle motivazioni di sentenza!
Petruzzella sembra invece avere dimenticato che fa il magistrato, come
lavoro.
Dove
il dott. Angileri scrive che il fenomeno va studiato con freddo distacco scientifico e
non trattato con pregiudizio, Petruzzella vede, invece, addirittura un
"manifesto ideologico" a favore della pedofilia!
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Commento
della PAG.
18
Guardate
ora come a pag. 18 ritorna a stupirsi di come
negli scritti del dott. Angileri vi sia
assenza di giudizi morali, assenza di sentimenti di disapprovazione.
Il
dott. Angileri ha spiegato personalmente a questa Petruzzella, che evidentemente è
sorda da questo orecchio, che uno psicoterapeuta che lavora normalmente
con il dolore e sta ricercando e scrivendo su questa forma specifica di
"dolore", non fa nè il giudice, nè il prete. Lavora e studia
con capacità di distacco necessario, senza esprimere ciò che pensa e
sente nel suo profondo. Questa neutralità, è una delle caratteristiche
fondamentali di ogni psicoterapeuta e di ogni studioso clinico. (
Capacità, questa, che a mio parere sarebbe indispensabile acquisire
anche da parte dei magistrati ).
Petruzzella
è rimasta sconvolta dai concetti proposti dal dott. Angileri a premessa della
sua ricerca e cioè quelli riguardanti il fatto che può esistere in natura
umana una "piattaforma erotica indifferenziata" che può produrre,
nel corso dell'evoluzione ontologica, libido e
pulsioni verso qualunque oggetto, nessuno escluso, a causa
dell'interazione con le variabili ambientali. Partendo da ciò,
dice il dott. Angileri, dovremmo vedere che cosa e in che
modo, poi, nelle esperienze della vita soggettiva, si configurino i vari
epifenomeni erotico- sessuali, anche quelli che riteniamo anomali o
perversi. Il dott. Angileri sosteneva e sostiene, che ciò è particolarmente utile e
necessario, per la pedofilia e la pedopornofilia, vista l'enorme
diffusione del fenomeno, riscontrabile su scala mondiale. E ciò va fatto, a
suo parere,
da studiosi competenti ma anche capaci di trattare tutto ciò
freddamente, con apertura mentale, senza nulla escludere a priori,
perchè condizionati dalle comuni categorie etiche e morali.
Questo
è il concetto accennato nell'articolo "incriminato" da
Petruzzella, oggetto della ricerca che il dott. Angileri voleva
sviluppare per cui si servì di quanto Internet poteva offrirgli e che
la Petruzzella ha mostrato di non essere in grado di capire. Non si
pretende certo che un semplice funzionario statale con laurea in
giurisprudenza capisca il senso clinico ed epistemologico del concetto,
ma ci si attende che ricoprendo un posto di responsabilità rilevante,
possegga l'equilibrio e la saggezza propria di chi sa ammettere,
umilmente, la propria ignoranza e non decida quindi in proprio cose di
cui non capisce nemmeno l'alfabeto, solo perchè da qualche parte
qualcuno ha inventato l'obbrobrio contenuto nell'affermazione
narcisistica giurisprudenziale: "iudex peritus peritorum" o
cose come "libero convincimento del giudice" e così via
cantando.
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Commento della PAG. 19
A
pag. 19, Petruzzella, non sazia dell'attacco allo psicoterapeuta dott.
Angileri, attacca lo psichiatra Prof. Bongiorno, perito psichiatrico da lei stessa
nominato, pretendendo, dopo avere presuntuosamente "letto" la
mente del dott. Angileri, di poter "leggere" anche la mente del prof.
Bongiorno. Ci chiediamo come possa il Prof. Bongiorno non sentirsi
profondamente offeso dall'arroganza di questa donna, evidentemente
convinta dell'impunità che le garantisce il "Sistema" e come
possa ora non pretendere scuse e risarcimento!
Scrive:
".....le
sue conclusioni, tradiscono la volontà del perito stesso di non
assumersi la responsabilità del giudizio di pericolosità sociale,
lasciando questo compito al giudice...".
Come
dire: il Prof. Bongiorno ha fatto una perizia che non vale niente, anzi
peggio, ha dichiarato il falso, perchè lui non ha dichiarato pericoloso
l'imputato, non perchè non lo pensasse, ma perchè non aveva la
capacità di assumersene la responsabilità e voleva lasciare al giudice,
"creatura più coraggiosa e superiore", "l'onore" di farlo al posto suo e così ha fatto
Petruzzella:
si è preso l'onore di dichiarare il dott. Angileri mostruosamente pericoloso, alla
faccia di tutte le le perizie e di tutte le prove contrarie e alla
faccia del fatto che in tutta la sua vita il dott. Angileri non ha mai
nuociuto nemmeno ad una mosca.
vedi
le conclusioni del prof. Bongiorno nella perizia psichiatrica richiesta
da Petruzzella
Così
a pag. 20 esplode di nuovo nel suo delirio di grandezza dove insiste con
le sue parole:
"...terreno
lasciato alle esclusive valutazioni generali del giudice sulla
personalità del reo..."
Come
dire: da un lato consultiamo i periti, tanto poi decido io secondo i
miei fumi personali! ( Notare che i magistrati da sempre si sono
autodefiniti " iudex peritus peritorum ", con ciò
autoeleggendosi al di sopra di qualunque perizia! ).
A
nessuno sfugga la gravità:
Petruzzella nominò due ulteriori perizie
informatiche che dimostrano soltanto il transito e la cancellazione
della pornografia e non ne tiene conto; nominò il perito psichiatrico
che assolve il dott. Angileri da ogni sospetto di perversione, anomalia ecc. e non ne
tiene conto; Petruzzella sfugge dall'analisi del comportamento e si
interessa peculiarmente delle idee e degli scritti del lavoro
scientifico del dott. Angileri; Petruzzella vuole dimostrare che tutti hanno torto,
tranne se stessa.
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Commento
della PAG.
20
A
pag. 20 si ripete sempre esaltando le stesse cose.
Dice
sostanzialmente: un soggetto anche se non ha mai dimostrato di essere
pericoloso in 61 anni di vita e anche se non risulta pericoloso dalle
perizie, può essere lo stesso ritenuto da me pericoloso, se soltanto io
me ne convinco, osservandolo e leggendo i suoi scritti, sulla base della
sua mente, che io non condivido!
Questa
Petruzzella, come potete leggere a pag. 20, definisce la
presunta pericolosità del dott. Angileri, una probabilità
non fondata su fatti pregressi, accaduti oppure su perizie, ma fondata
sulle sue personali impressioni! Sentenzia che
egli è pericoloso
socialmente, non per cose che ha fatto o sta facendo, ma lo è per quelle che
FARA', nel futuro. Petruzzella, così, è anche
convinta di sue proprietà paranormali, capace di preveggenza.
Tornando
a quanto ha detto il prof. Bongiorno in udienza, Petruzzella lo riporta
deformandolo:
il prof. Bongiorno,
nella sua deposizione, disse che chi colleziona e cataloga
pedopornografia può essere considerato potenzialmente affetto da
parafilia e parlava in generale. Invece Petruzzella a pag. 20
aggiunge, arbitrariamente: "come Angileri". Mentre tutte le perizie
informatiche hanno dimostrato che il dott. Angileri non ha conservato, collezionato e
catalogato un bel niente, ma tutto cancellato. E poi ancora dice:
"le aberranti convinzioni di Angileri scritte nel suo articolo, a
difesa delle sue tendenze sessuali...può reiterare le sue pericolose
condotte. Quali, in ogni caso sarebbero le pericolose condotte? Se pure
fosse vero, sarebbero quello di guardare foto pornografiche on line? E questa, in
ogni caso, pure se fosse proibita ( ma non lo è! ) da una legge, sarebbe una condotta pericolosa? E per chi o cosa lo sarebbe?
Qual'è il BENE protetto dalla Legge, in questo caso? Ma in quale
mondo pazzo stiamo vivendo?
E continua a dire:
"anche se finora
non lo ha mai fatto, potrebbe farlo in futuro....e poi ha realizzato
foto erotiche ad una bambina!...potrebbe passare alle vie di
fatto!...-
Ecco
cosa stabilisce Petruzzella:
Anche se Angileri non ha mai fatto niente di male a
nessuno, i suoi 61 anni di vita onesta non valgono a niente, perchè IO,
Petruzzella, reputo che potrebbe farlo in futuro, quindi questo è un
uomo pericoloso per quello che potrebbe fare e per quello che propone
come ipotesi di studio e la sua pericolosità è vera, perchè IO
stabilisco che è così! Punto.
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Commento
della PAG.
21
Da
pag. 21 in poi espone le sue conclusioni che ribadiscono quanto detto
prima, esaltandolo.
Evidentemente, come potete leggere, non stabilisce
sanzioni sul piano del mero comportamento previsto dalla legge a
proposito del procurarsi e detenere pedopornografia, ma stabilisce la
gravità della sua decisione sulla base delle sue incompe | |