date: Thu, 22 Jan 2009 12:29:59 +0100
content-transfer-encoding: quoted-printable
content-location: mhtml:file://C:\Documents and Settings\UTENTE\Desktop\societa\pensiero\ragionamento_analisi.mht
x-mimeole: Produced By Microsoft MimeOLE V6.00.2900.5579
from: <Salvato da Windows Internet Explorer 7>
subject: =?iso-8859-1?Q?=A9_PSYCHOMEDIA_-_Luisa_Montecucco_-_Normativit=E0_e_descr?==?iso-8859-1?Q?ittivit=E0_nello_studio_del_ragionamento?=
content-type: text/html;
	charset="iso-8859-1"
mime-version: 1.0

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN">
<HTML><HEAD><TITLE>Analisi del Ragionamento</TITLE>
<META http-equiv=3DContent-Type content=3D"text/html; charset=3Dwindows-12=
52">
<META content=3D"MSHTML 6.00.6000.16788" name=3DGENERATOR></HEAD>
<BODY bgColor=3D#cccccc>
<P>
<CENTER>
<TABLE cellSpacing=3D0 cellPadding=3D10 width=3D"100%" border=3D0>
  <TBODY>
  <TR>
    <TD bgColor=3D#ffffff>
      <HR>

      <CENTER><FONT color=3D#ff0000 size=3D4>PM</FONT> <FONT size=3D1>--&g=
t; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/index1.htm">HOME PAGE ITALIANA</A>=
 --&gt;=20
      <A href=3D"http://www.psychomedia.it/pmindex/areas1.htm">ARGOMENTI E=
D=20
      AREE</A> --&gt; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm-news/news1.htm">NOVIT=C1</A> --=
&gt; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistndx1.htm">EPISTEMOLO=
GIA</A>=20
      </FONT></CENTER>
      <HR>

      <P>
      <CENTER>
      <TABLE cellSpacing=3D0 cellPadding=3D10 border=3D1>
        <TBODY>
        <TR>
          <TD>
            <CENTER><FONT color=3D#ff0000 size=3D5>PSYCHOMEDIA</FONT> </CE=
NTER></TD>
          <TD>
            <CENTER><FONT color=3D#0000ff size=3D4>SCIENZE E PENSIERO</FON=
T>=20
            <HR width=3D"70%">
            <FONT color=3D#ff0000 size=3D5>Epistemologia=20
        </FONT></CENTER></TD></TR></TBODY></TABLE></CENTER>
      <P>
      <HR>

      <H3 align=3Dcenter>Normativit=E0 e descrittivit=E0 nello studio del=
=20
      ragionamento<BR><BR><SMALL>Luisa Montecucco</SMALL> </H3>
      <P align=3Dcenter>Universita' di Genova - Dipartimento di Filosofia=
=20
      <P align=3Dcenter>
      <P>
      <HR>
      <BR>&nbsp; &nbsp;Il presente lavoro prende in considerazione le moda=
lit=E0=20
      attraverso le quali il ragionamento =E8 diventato oggetto di indagin=
e=20
      all'interno di diverse discipline. In particolare si chiede se la lo=
gica,=20
      rispondendo alla domanda 'come <I>dobbiamo</I> ragionare', abbia car=
attere=20
      esclusivamente normativo, e se la psicologia, rispondendo alla doman=
da=20
      '<I>come</I> ragioniamo', abbia carattere esclusivamente descrittivo=
. La=20
      risposta che viene qui data ad entrambe le domande =E8 negativa: nor=
mativit=E0=20
      e descrittivit=E0 <I>non</I> tracciano la linea di confine tra logic=
a e=20
      psicologia. Nella parte finale, si analizza brevemente il modo in cu=
i il=20
      ragionamento proposizionale viene trattato nella teoria dei modelli=
=20
      mentali. Lo scopo =E8 quello di evidenziare come il riferimento ad u=
na=20
      normativit=E0 di tipo logico nella ricerca psicologica sul ragioname=
nto di=20
      senso comune possa condurre ad esiti controintuitivi e forse addirit=
tura=20
      fuorvianti.=20
      <P>1. IL RAGIONAMENTO COME OGGETTO DI INDAGINE=20
      <P>&nbsp; &nbsp;Esistono teorie del ragionamento all'interno di disc=
ipline=20
      tanto diverse quanto la logica, la retorica, la psicologia, la filos=
ofia=20
      della scienza, l'intelligenza artificiale, in dipendenza dagli speci=
fici=20
      punti di vista che la complessit=E0 semantica del termine impone. Ne=
l=20
      linguaggio comune le espressioni 'ragionamento' e 'ragionare' sono d=
i uso=20
      frequente; come parziali sinonimi sono proponibili &nbsp;'argomentar=
e',=20
      'trarre conclusioni', 'spiegare' o anche, in contesti di discorso pi=
=F9=20
      specifici, 'dimostrare', 'derivare', 'inferire', 'dedurre', 'indurre=
'.=20
      Ogni termine quasi equivalente nel significato a 'ragionare' focaliz=
za=20
      aspetti particolari dell'attivit=E0 fondamentale dell' 'usare la rag=
ione',=20
      dell' 'avanzare ragioni' per sostenere qualcosa. Ad esempio, 'persua=
dere'=20
      ha a che fare con l'influenza esercitata da chi esegue un ragionamen=
to su=20
      un particolare destinatario in un determinato contesto comunicaziona=
le.=20
      <BR>&nbsp; &nbsp;Da un punto di vista molto generale, per=F2, 'ragio=
nare' -=20
      nella sua struttura semantica essenziale - appare corrispondere al=20
      comportamento manifestato (o manifestabile) linguisticamente=20
      <SMALL><SUP>&nbsp;<SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#1"=
=20
      name=3D1a>(1) </A></SMALL>&nbsp;</SUP></SMALL>attraverso il quale no=
n ci si=20
      limita a fare affermazioni, ma si danno 'ragioni' per giustificarle.=
 Lo=20
      schema di un ragionamento contiene quindi l'affermazione che si inte=
nde=20
      sostenere <I>(tesi)</I>, le<I> assunzioni </I>esplicitamente portate=
 a=20
      favore della tesi, una <I>base argomentativa</I> (insieme di assunzi=
oni=20
      implicite) lasciata sottintesa. Ragionare equivale quindi a concaten=
are=20
      proposizioni in modo tale che si possa trarre una conclusione (la te=
si)=20
      sulla loro base<SUP><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#2"=
=20
      name=3D2a> <SMALL>(2)</SMALL></A></SMALL></SUP>. <BR>&nbsp; &nbsp;Gi=
=E0 a=20
      questo livello di analisi, del tutto informale e introduttivo, emerg=
ono=20
      due aspetti essenziali dell'oggetto in esame: uno riguarda i tipi di=
=20
      vincoli che collegano tra di loro gli anelli dell'argomentazione per=
ch=E9=20
      possa dirsi tale, invece che un semplice insieme di proposizioni; l'=
altro=20
      ha a che fare il suo contenuto semantico e il riferimento a sistemi =
di=20
      conoscenze sul mondo attraverso la base argomentativa. Questi aspett=
i sono=20
      distinguibili nei diversi tipi di ragionamento utilizzati nel contes=
to=20
      generale del linguaggio di senso comune e nei linguaggi specialistic=
i=20
      delle scienze. <BR>&nbsp; &nbsp;Le teorie scientifiche sono struttur=
e=20
      argomentative complesse sulla cui base vengono giustificate determin=
ate=20
      ipotesi esplicative. Il <I>ragionamento scientifico</I> si presenta =
come=20
      una forma di dimostrazione, con differenze non trascurabili a second=
a che=20
      si tratti di elaborare un'ipotesi empirica, collegandola all'esecuzi=
one di=20
      esperimenti, come in fisica, oppure che si tratti di dimostrare un t=
eorema=20
      a partire dagli assiomi di una scienza formale, come in geometria.=20
      Nonostante il divario tra ricerca sperimentale e processo deduttivo,=
 il=20
      ragionamento scientifico ha alcune propriet=E0 costanti: mira al=20
      conseguimento della verit=E0 attraverso la <I>mediazione</I> di altr=
e=20
      proposizioni gi=E0 note come vere o comunque accettate; si rivolge a=
d un=20
      uditorio potenzialmente universale, cio=E8 a chiunque possa acquisir=
e la=20
      competenza di comprendere e giudicare il discorso della scienza; le =
sue=20
      basi argomentative sono proposizioni di carattere generale (ipotesi=
=20
      empiriche, leggi, assiomi) formulate in un linguaggio specialistico =
che=20
      tende ad eliminare ogni possibile ambiguit=E0. <BR>&nbsp; &nbsp;Dal=
=20
      ragionamento scientifico si distinguono le argomentazioni che, per l=
e=20
      caratteristiche intrinseche, per il contesto in cui vengono formulat=
e e=20
      per le finalit=E0 che intendono raggiungere, offrono minori garanzie=
 per=20
      quanto riguarda la loro portata veritativa. Costitutive dell'uso ord=
inario=20
      del linguaggio, ma presenti anche in contesti pi=F9 specifici, posso=
no=20
      essere considerate sotto l'aspetto cognitivo o sotto l'aspetto persu=
asivo,=20
      o addirittura essere idealmente suddivise in due gruppi, a seconda c=
he in=20
      esse siano dominanti gli elementi cognitivi oppure quelli persuasivi=
.=20
      L'<I>argomentazione cognitiva</I> mira ancora a raggiungere conoscen=
ze=20
      vere o almeno plausibili e ragionevoli; si rivolge ad un uditorio il=
 pi=F9=20
      ampio possibile; le sue basi argomentative possono consistere=20
      nell'osservazione di fatti come in generalizzazioni anche collegate =
a=20
      scelte di valori, sulle quali si suppone o si ricerca il consenso.=20
      L'<I>argomentazione persuasiva </I>mira appunto alla persuasione; si=
=20
      rivolge ad un uditorio particolare, in una data situazione di spazio=
 e di=20
      tempo, con lo scopo di influire sulla sfera affettiva ed emotiva dei=
=20
      singoli; le conoscenze generali che eventualmente intervengono nelle=
 sue=20
      basi argomentative sono subordinate al fine del persuadere. <BR>&nbs=
p;=20
      &nbsp;La tipologia introdotta si basa su distinzioni tanto antiche q=
uanto=20
      il pensiero aristotelico e apre uno spiraglio su temi legati al diff=
icile=20
      rapporto tra logica e retorica <SMALL><SUP><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#3"=
=20
      name=3D3a>(3) </A></SMALL></SUP></SMALL>. Corrisponde per=F2 a ideal=
izzazioni=20
      operate sull'effettivo uso linguistico dell'argomentare tanto nella=
=20
      scienza come al di fuori di essa. Non sempre, ad esempio,=20
      un'argomentazione pu=F2 essere detta solo cognitiva o solo persuasiv=
a e=20
      anche per quel che riguarda il ragionamento scientifico non sono da=
=20
      escludere casi in cui emergono aspetti dell'argomentazione persuasiv=
a.=20
      Inoltre la persuasione costituisce una componente motivazionale che=
=20
      accompagna l'argomentare in diversi contesti, anche in quello privat=
issimo=20
      del soliloquio. <BR>&nbsp; &nbsp;Al di sotto tuttavia delle=20
      caratteristiche proprie di ciascun tipo, cos=EC come =E8 stato qui i=
dealmente=20
      e schematicamente identificato, permangono comuni la struttura=20
      inferenziale e la funzione probatoria: ragionamento scientifico e=20
      dimostrazione, argomentazione cognitiva e persuasiva sono strumenti=
=20
      linguistici per <I>garantire a diversi livelli l'accettazione razion=
ale di=20
      una tesi mediante il collegamento con altre proposizioni gi=E0 condi=
vise=20
      </I>(perch=E9 accertate come vere o verosimili o comunque avanzate c=
ome=20
      condivisibili). <BR>&nbsp; &nbsp;Da un punto di vista molto generale=
, una=20
      teoria del ragionamento dovrebbe individuarne schemi validi e schemi=
=20
      fallaci, per permettere una valutazione degli argomenti usati nei co=
ntesti=20
      pi=F9 diversi. Quali sono dunque i criteri di valutazione o, comunqu=
e, che=20
      cosa occorre valutare? In base alle considerazioni precedenti, risul=
ta=20
      possibile distinguere tra: <BR>&nbsp; &nbsp;a) un punto di vista che=
 tiene=20
      conto della correttezza dei legami tra gli anelli argomentativi risp=
etto=20
      ad un sistema di regole; <BR>&nbsp; &nbsp;b) un punto di vista che v=
aluta=20
      i contenuti dell'argomentazione e la sua portata veritativa; <BR>&nb=
sp;=20
      &nbsp;c) un punto di vista che privilegia la forza persuasiva in rap=
porto=20
      ad un fine da raggiungere <SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#4"=
=20
      name=3D4a><SMALL><SUP>(4)</SUP></SMALL></A></SMALL>. <BR>&nbsp; &nbs=
p;In=20
      altre parole, sono in gioco la dimensione formale, quella conoscitiv=
a e=20
      quella dialettica del ragionamento, la cui interrelazione =E8 gi=E0 =
stata=20
      sottolineata. Con gli <I>Analitici Primi</I>, gli <I>Analitici Secon=
di</I>=20
      e i <I>Topici</I>, oltre che con la <I>Retorica</I>, Aristotele intr=
aprese=20
      un'indagine disgiunta di queste tre dimensioni. Gi=E0 nelle prime ri=
ghe dei=20
      <I>Topici </I><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#5"=
=20
      name=3D5a><SUP><SMALL>(5)</SMALL></SUP></A></SMALL>, che sembrano=20
      appartenere ad un periodo iniziale dell'opera aristotelica, si defin=
isce=20
      l'<I>argomentazione </I>come "un discorso nel quale, poste alcune co=
se,=20
      qualcosa di diverso da ci=F2 che =E8 posto risulta necessariamente m=
ediante=20
      ci=F2 che =E8 posto", con riferimento quindi al particolare nesso in=
ferenziale=20
      che verr=E0 esplorato negli <I>Analitici Primi</I> dando luogo alla=
=20
      <I>teoria del sillogismo</I>. Si parla subito dopo di=20
      <I>dimostrazione</I>, "quando l'argomentazione risulta da asserzioni=
 vere=20
      e primitive, oppure da asserzioni tali che hanno il fondamento della=
=20
      conoscenza, ad esse relativa, mediante alcune asserzioni vere e=20
      primitive", tema di indagine degli <I>Analitici Secondi</I>. Infine,=
 al=20
      metodo per costruire, per ogni problema che possa essere proposto,=20
      un'<I>argomentazione dialettica</I>, "che argomenta muovendo da opin=
ioni=20
      notevoli", quelle cio=E8 generalmente accettate, sono dedicati appun=
to i=20
      <I>Topici</I>. <BR>&nbsp; &nbsp;Il percorso ideale che collega la te=
oria=20
      delle inferenze valide (analitica o sillogistica) alla teoria=20
      dell'argomentazione dimostrativa (apodittica), a quella=20
      dell'argomentazione probabile (dialettica), e a quella dell'argoment=
azione=20
      persuasiva (retorica), potrebbe essere interpretato come un progress=
ivo=20
      allontanamento dal tipo di argomentazione ideale, la cui validit=E0 =
=E8=20
      controllabile mediante schemi formali, fino ad arrivare alle fallaci=
e=20
      dell'argomentazione eristica considerate nelle <I>Confutazioni=20
      sofistiche</I>. Una valutazione di segno opposto vedrebbe invece in =
tale=20
      processo un graduale ampliamento dell'ambito di indagine, per includ=
ervi=20
      quegli aspetti del 'ragionare' non catturati dal punto di vista che =
mette=20
      a fuoco la correttezza delle strutture inferenziali, e cio=E8 il pun=
to di=20
      vista propriamente logico. Sar=E0 questa la prospettiva privilegiata=
 nel=20
      corso del presente lavoro.=20
      <P>2. LA LOGICA =C8 SOLO NORMATIVA?=20
      <P>&nbsp; &nbsp;Da Aristotele in poi, la logica - come =E8 stata den=
ominata=20
      la disciplina che corrisponde alla sua 'analitica' e alla 'dialettic=
a'=20
      degli Stoici - ha mantenuto un' anima formale, espressa per la prima=
 volta=20
      nella teoria del sillogismo. Suo oggetto sono dunque le forme del=20
      ragionamento corretto, del quale studia le regole, indipendentemente=
 da=20
      considerazioni di contenuto semantico e di verit=E0 o falsit=E0 dell=
e=20
      proposizioni concatenate. Suo compito non =E8 infatti fornire i mezz=
i per=20
      individuare <I>quali </I>proposizioni siano vere, ma dare dei criter=
i per=20
      garantire la verit=E0 di certe proposizioni se altre da cui dipendon=
o sono=20
      vere. Il che corrisponde in sostanza alla definizione aristotelica p=
osta=20
      all'inizio sia dei <I>Topici </I>che degli <I>Analitici Primi</I>. Q=
uindi=20
      la logica <SUP><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#6"=
=20
      name=3D6a>(6)</A></SMALL> </SUP>produce degli schemi, delle struttur=
e=20
      linguistiche o in generale simboliche, in cui sono rese esplicite tu=
tte le=20
      concatenazioni inferenziali. Uno <I>schema valido</I> <SUP><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#7"=
=20
      name=3D7a><SMALL>(7)</SMALL></A><SMALL> </SMALL></SUP>rappresenta lo=
=20
      scheletro logico di un'intera classe potenzialmente infinita di=20
      argomentazioni corrette, linguisticamente espresse. Garantisce quind=
i che=20
      in esse le conclusioni raggiunte rispettando determinati vincoli=20
      sintattici conseguono effettivamente dalle premesse: se queste sono =
vere,=20
      la conclusione sar=E0 necessariamente vera. Se queste sono false,=20
      l'argomento =E8 ancora valido, perch=E9 <I>se</I> le sue premesse fo=
ssero vere=20
      la sua conclusione <I>dovrebbe</I> essere vera. Questa complessa rel=
azione=20
      tra verit=E0 e validit=E0 conduce anche a qualificare come invalidi =
argomenti=20
      in cui premesse e conclusione sono vere, ma la conclusione potrebbe=
=20
      diventare falsa rimanendo vere le premesse. Manca quindi in essi la=
=20
      particolare connessione formale tra premesse e conclusione che garan=
tisce=20
      la trasmissione della verit=E0. Come dunque la sillogistica aristote=
lica=20
      intendeva distinguere tra sillogismi validi e sillogismi invalidi, i=
l=20
      problema centrale della logica (classica, deduttiva) =E8 la distinzi=
one tra=20
      ragionamenti validi e ragionamenti invalidi o fallaci. E, generalizz=
ando=20
      ancora, il problema centrale di una logica comunque specificata =E8 =
la=20
      distinzione tra ragionamenti corretti e ragionamenti scorretti. <BR>=
&nbsp;=20
      &nbsp;Che rapporto si pu=F2 porre tra il punto di vista logico, quin=
di=20
      formale, della correttezza delle argomentazioni e le argomentazioni=
=20
      effettive, caricate di un contenuto semantico, di una portata verita=
tiva,=20
      di una particolare funzione in un contesto comunicazionale specifico=
? Se=20
      la logica =E8 una teoria delle forme valide del ragionamento, che ri=
mangono=20
      invarianti rispetto alle loro possibili assegnazioni di contenuto=20
      semantico, allora pu=F2 presentarsi come un calcolo astratto, che no=
n rende=20
      per=F2 conto della complessit=E0 e della ricchezza dei ragionamenti =
condotti=20
      ai livelli di senso comune e anche di discorso scientifico, soprattu=
tto=20
      quando si tratta delle scienze 'non esatte'. <BR>&nbsp; &nbsp;Nel su=
o=20
      sviluppo storico fino all'epoca contemporanea, la logica ha percorso=
 un=20
      cammino che l'ha allontanata progressivamente dalla retorica e avvic=
inata=20
      piuttosto alla matematica, grazie all'emergere di analogie tra=20
      ragionamento logico e ragionamento aritmetico-algebrico, favorito=20
      dall'espandersi della matematica formale. I nomi di Hobbes, di Leibn=
iz, di=20
      Boole, di Frege rappresentano momenti fondamentali dell'imporsi dell=
'idea=20
      di <I>calcolo logico</I>. Attualmente, la crescente astrattezza, i=20
      tecnicismi, la natura controintuitiva delle indagini in essa condott=
e=20
      hanno contribuito a far avanzare la logica, o meglio il modo in cui =
la=20
      logica viene intesa, nella seguente direzione: <BR>&nbsp; &nbsp;1. l=
a=20
      logica ha carattere puramente normativo rispetto al ragionare: essa=
=20
      individua <I>come si dovrebbe ragionare </I>per ragionare correttame=
nte;=20
      <BR>&nbsp; &nbsp;2. la logica non si occupa affatto dei ragionamenti=
 di=20
      senso comune, ma solo di dimostrazioni; <BR>&nbsp; &nbsp;3. la logic=
a =E8 lo=20
      studio del ragionamento matematico; <BR>&nbsp; &nbsp;4. la logica =
=E8 una=20
      disciplina matematica astratta e il rapporto tra i suoi calcoli e i=
=20
      ragionamenti si allenta fino a vanificarsi. <BR>&nbsp; &nbsp;Una=20
      chiarificazione sui problemi e anche sui fraintendimenti derivanti d=
a=20
      queste posizioni, nell'ordine imposto dal crescente incrinarsi=20
      dell'equilibrio classico tra il fine della coerenza formale e quello=
 della=20
      corrispondenza alla 'logica naturale', viene dalle riflessioni di Ev=
andro=20
      Agazzi sia nell'ambito organico del suo testo sulla logica simbolica=
 che=20
      in numerosi contributi specialistici <SUP><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#8"=
=20
      name=3D8a>(8)</A></SMALL></SUP>. <BR>Quanto dunque alla normativit=
=E0 della=20
      logica , se viene accettata come suo tratto distintivo, escludente a=
spetti=20
      descrittivi, conduce ad un tipo di contrapposizione come quella espr=
essa=20
      da Kant nella sua "Introduzione" alla <I>Logica</I> <SUP><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#9"=
=20
      name=3D9a>(9)</A></SMALL></SUP>. La logica artificiale o scientifica=
, unica=20
      per Kant ad essere correttamente denominata logica, =E8 <BR><SMALL>.=
..una=20
      scienza del retto uso, in generale, dell'intelletto e della ragione,=
 ma=20
      non in senso soggettivo, cio=E8 non secondo principi empirici (psico=
logici)=20
      del modo in cui l'intelletto pensa, bens=EC in senso oggettivo, cio=
=E8 secondo=20
      principi a priori del modo in cui esso <I>deve </I><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#10=
"=20
      name=3D10a>(10) </A></SMALL>pensare.</SMALL><BR>&nbsp; &nbsp;Da essa=
 viene=20
      tenuta distinta "...la logica naturale o logica della ragione comune=
=20
      (<I>sensus communis</I>)", considerata piuttosto una scienza=20
      antropologica: "...essa ha solo principi empirici, in quanto tratta =
delle=20
      regole dell'uso naturale dell'intelletto e della ragione...". <BR>&n=
bsp;=20
      &nbsp;Prescindendo da quanto, nelle espressioni precedenti, rimanda=
=20
      all'impianto concettuale kantiano, possiamo interpretare in termini=
=20
      attuali tale contrapposizione: la logica in quanto tale risponderebb=
e alla=20
      domanda "come <I>dobbiamo</I> ragionare se intendiamo ragionare=20
      correttamente?", mentre sul "come ragioniamo?" interverrebbe la "log=
ica=20
      della ragione comune", i cui compiti rientrano oggi nella psicologia=
 del=20
      pensiero. La logica si qualificherebbe dunque come normativa e la=20
      psicologia come descrittiva. Il quadro concettuale =E8 per=F2 molto =
diverso se=20
      si ritiene - oppure no - di poter rispondere alla prima domanda=20
      indipendentemente da una risposta alla seconda <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#11=
"=20
      name=3D11a><SUP><SMALL>(11)</SMALL></SUP></A>. Se la risposta =E8 ne=
gativa, lo=20
      studio del ragionamento corretto rimanda allo studio del ragionament=
o cos=EC=20
      come viene effettivamente condotto; la spiegazione di tipo logico si=
=20
      fonderebbe allora sulla spiegazione di tipo psicologico. Se la rispo=
sta =E8=20
      affermativa, l'indagine di tipo normativo della logica non ha niente=
 a che=20
      fare con l'indagine di tipo descrittivo della psicologia. <BR>&nbsp;=
=20
      &nbsp;Nel primo caso, si procede verso uno snaturamento della logica=
 come=20
      scienza formale, fino a trasformarla nella scienza antropologica di =
cui=20
      parlava Kant. Nel secondo caso, si favorisce un'interpretazione dell=
a=20
      logica come sistema di calcoli, svincolati dal rapporto con i modi i=
n cui=20
      sono condotti i ragionamenti a livello di senso comune. Questa netta=
=20
      contrapposizione sembra insoddisfacente: isolare la 'pura normativit=
=E0'=20
      rispetto ad una 'pura descrittivit=E0' negli studi sul ragionamento =
non=20
      sembra realizzabile, come emerge da considerazioni di natura molto=20
      generale. Da dove infatti vengono le indicazioni circa le norme del=
=20
      ragionar corretto, se non dal ragionare, in qualche modo corretto, t=
ramite=20
      il quale tra l'altro costruiamo la logica stessa? E come possiamo=20
      descrivere i ragionamenti se non utilizzando norme implicite che ci=
=20
      permettono di individuarli come tali?=20
      <P><I>2.1 Normativit=E0 logica e senso comune</I>=20
      <P>Una via di uscita =E8 lucidamente indicata da Agazzi &nbsp;<A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#12=
"=20
      name=3D12a><SUP><SMALL>(12) </SMALL></SUP></A>attraverso il riconosc=
imento=20
      dell'interrelazione essenziale tra normativit=E0 e descrittivit=E0 e=
 quindi=20
      della presenza di aspetti normativi <I>e </I>descrittivi in logica.=
=20
      Seguiamo dunque le linee della sua argomentazione a sostegno della t=
esi=20
      che il senso comune, considerato sotto l'aspetto cognitivo, "... for=
nisce=20
      il quadro imprescindibile entro il quale si pu=F2 ricercare un fonda=
mento=20
      normativo per la logica...". Invece di optare per normativit=E0 o pe=
r=20
      descrittivit=E0 a proposito della logica, cadendo in circoli viziosi=
,=20
      occorre ripensare la stessa nozione di <I>norma</I>: liberata dagli=
=20
      ambigui connotati di "imperativo" e intesa invece in senso cognitivo=
, si=20
      rivela equiparabile ad una <I>definizione</I> <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#13=
"=20
      name=3D13a><SMALL><SUP>(13) </SUP></SMALL></A>. Come tale, permette =
infatti=20
      di determinare una classe di oggetti (tutti e soli quelli che la=20
      soddisfano); nel caso delle norme logiche, gli oggetti sono appunto =
i=20
      ragionamenti corretti. L'aspetto descrittivo entra invece in gioco q=
uando=20
      si tratta di pervenire alla definizione, e poi di valutarne=20
      l'<I>adeguatezza</I>, a proposito degli oggetti che la nostra 'intui=
zione'=20
      ritiene siano da includere o da escludere nella classe da essa=20
      determinata. Si tratta tuttavia di una descrittivit=E0 non 'pura', i=
n quanto=20
      deve inglobare un certo grado di normativit=E0, in corrispondenza co=
n quanto=20
      gi=E0 sappiamo sugli oggetti da definire e sulle caratteristiche che=
 essi=20
      <I>devono </I>avere. <BR><SMALL>..la descrizione (reale) gi=E0 conti=
ene una=20
      certa normativit=E0 implicita, e a sua volta la normativit=E0 esplic=
ita della=20
      definizione deve continuamente fare i conti con la descrizione e ada=
ttarsi=20
      ad essa. </SMALL><BR>&nbsp; &nbsp;Si stringe dunque il rapporto tra =
norma=20
      logica e senso comune, che in molti sviluppi della logica contempora=
nea, o=20
      nelle loro interpretazioni, sembrava essersi perduta. Se la logica=20
      codifica in modo esplicito i processi argomentativi che sottendono i=
l=20
      ragionamento di senso comune, tra senso comune e logica non c'=E8 so=
lo un=20
      ordine genetico, ma un legame che corrisponde ad un criterio di=20
      fondazione: "...il senso comune rimane l'ultima istanza in base alla=
 quale=20
      <I>giudicare </I>della adeguatezza delle stesse regole logiche..." <=
BR>
      <P><I>2.2 Conseguenza logica e senso comune</I>=20
      <P>&nbsp; &nbsp;A questo punto la natura convenzionale dei calcoli l=
ogici,=20
      nei quali si ricavano le conseguenze di un numero limitato di assiom=
i=20
      tramite un numero limitato di regole di derivazione, non =E8 pi=F9=20
      sostenibile: se il loro ruolo =E8 appunto quello di definizioni real=
i,=20
      devono soddisfare dei requisiti di adeguatezza. <I>Non qualunque cal=
colo =E8=20
      un calcolo logico</I> (non lo =E8 ad esempio un gioco, che pure si p=
resenta=20
      come un sistema coerente di regole). <BR>&nbsp; &nbsp;A <I>livello=20
      metateorico</I>, si richiede infatti che un calcolo logico sia <I>co=
rretto=20
      </I>(dimostrando quindi per esso un teorema di correttezza): qualora=
 cio=E8=20
      le sue regole vengano interpretate per esprimere proposizioni, il ca=
lcolo=20
      deve consentire di ricavare <I>soltanto </I>le conseguenze logiche d=
i un=20
      insieme di proposizioni assunte come premesse. Mentre questa condizi=
one ha=20
      da essere obbligatoriamente soddisfatta perch=E9 il calcolo sia=20
      qualificabile come 'logico', una seconda condizione - in base alla q=
uale=20
      il calcolo =E8 anche <I>completo</I>, se consente di ricavare <I>tut=
te=20
      </I>le conseguenze logiche di un certo insieme di premesse - non pu=
=F2=20
      essere soddisfatta (come la logica matematica moderna ha scoperto) a=
l di=20
      sopra di un certo grado di complessit=E0 del calcolo stesso. <BR>&nb=
sp;=20
      &nbsp;A <I>livello di senso comune</I>, la base descrittiva alla qua=
le=20
      sono collegati i calcoli logici =E8 la nozione intuitiva di consegue=
nza=20
      logica, che rende possibile il nostro ragionare concatenando proposi=
zioni=20
      in modi giudicati corretti. Se=20
      <P><BR><SMALL>...l'argomentare =E8 concepito in seno al senso comune=
 come=20
      uno strumento in <I>forza </I>del quale si pu=F2 affermare la verit=
=E0 di una=20
      proposizione, anche quando questa non risulti <I>immediatamente.</I>=
..,=20
      </SMALL>
      <P><BR>allora un calcolo logico =E8 normativo nei confronti di quel=
=20
      particolare tipo di nesso proposizionale che consente di "...rimaner=
e=20
      dentro la <I>verit=E0 </I>anche quando ci si allontani dalla sua pre=
senza."=20
      Questo passaggio - e la sua giustificazione - dalla verit=E0 immedia=
ta, per=20
      cui certi oggetti sono presenti <I>intenzionalmente</I> al pensiero,=
 alla=20
      verit=E0 mediata rappresenta il problema proprio della logica tradiz=
ionale=20
      (o classica) per questo chiamata <I>aletica</I>, o 'della verit=E0'.=
=20
      <BR>&nbsp; &nbsp;Quanto si =E8 venuto finora indagando a proposito d=
ello=20
      studio del ragionamento ha isolato proprio questa componente=20
      dell'argomentare, quella cio=E8 che ha a che fare con relazioni di v=
erit=E0.=20
      L'argomentare che coinvolge nozioni come quelle di necessit=E0 e di=
=20
      possibilit=E0, di dovere e proibizione, di credenza e di conoscenza,=
 viene=20
      invece 'catturato' dalle logiche non classiche, come le logiche moda=
li,=20
      deontiche o epistemiche: per quanto riguarda il loro rapporto con il=
 senso=20
      comune, valgono considerazioni analoghe a quelle qui rivolte alla lo=
gica=20
      classica.=20
      <P><I>2.3 Idealizzazione logica e senso comune</I>=20
      <P>&nbsp; &nbsp;Pu=F2 sorprendere che la nozione sofisticata e compl=
essa di=20
      conseguenza logica, che viene trattata tecnicamente in logica in=20
      riferimento a schemi artificiali di formule o a schemi di frasi usua=
li di=20
      cui comunque si considera la forma, venga individuata a livello di s=
enso=20
      comune. Sembra anzi appartenere propriamente solo alla matematica <A=
=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#14=
"=20
      name=3D14a><SMALL><SUP>(14) </SUP></SMALL></A>, che davvero prescind=
e da=20
      contenuti semantici e le cui formule ammettono diverse interpretazio=
ni.=20
      Infatti la relazione di conseguenza logica sussiste per definizione,=
 come=20
      =E8 stato pi=F9 volte evidenziato, tra premesse e conclusione quando=
 questa=20
      risulta vera ogni volta che le premesse sono vere. Occorre quindi=20
      ammettere la possibilit=E0 di diverse interpretazioni per le formule=
 del=20
      calcolo logico, che di per s=E8 non ne hanno alcuna, mentre nel ling=
uaggio=20
      naturale le frasi, se non sono ambigue, hanno una sola interpretazio=
ne.=20
      <BR>&nbsp; &nbsp;Da una parte, dunque, si =E8 lentamente imposto in =
logica=20
      "il riconoscimento della centralit=E0 del ruolo della conseguenza lo=
gica",=20
      come sottolinea Palladino <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#15=
"=20
      name=3D15a><SMALL><SUP>(15)</SUP></SMALL></A>, che indica come momen=
to=20
      decisivo la dimostrazione del teorema di completezza da parte di G=
=F6del=20
      (1930). Dall'altra, la natura formale di tale relazione la renderebb=
e=20
      applicabile solo al ragionamento matematico, anzi definibile in rapp=
orto=20
      ad esso, contribuendo a stringere i rapporti tra logica e matematica=
.=20
      <BR>&nbsp; &nbsp;A questo proposito, Agazzi interviene riconoscendo,=
 come=20
      si =E8 visto, che la nozione di conseguenza logica =E8 prima di tutt=
o una=20
      nozione appartenente al senso comune (un senso comune sottoposto a=20
      riflessione),=20
      <P><SMALL>...in quanto sorregge la nostra abitudine a 'ragionare', c=
io=E8 a=20
      concatenare proposizioni e a <I>giudicare</I> quali concatenazioni s=
ono=20
      corrette e quali scorrette.</SMALL>=20
      <P>&nbsp; &nbsp;Ovviamente =E8 qui in gioco una particolare concezio=
ne di=20
      senso comune, che consente di attribuire ad esso le funzioni di <I>b=
ase=20
      descrittiva</I> e <I>fonte normativa </I>per la logica. Invece di=20
      caratterizzarlo come un "<I>deposito </I>di credenze", pi=F9 o meno =
fondate,=20
      al quale si attinge al di fuori di ogni competenza specifica, Agazzi=
 lo=20
      intende piuttosto come un "<I>orizzonte</I> di evidenze fenomenologi=
che=20
      che devono essere analizzate, comprese ed esplicitate". Questo proce=
sso=20
      coincide con l'elaborazione di <I>concetti</I>, il cui ruolo =E8 sia=
=20
      descrittivo rispetto a certi oggetti individuali che li esemplifican=
o=20
      (siano essi gatti o ragionamenti di senso comune), sia=20
      normativo-classificatorio. Quale rapporto sussiste sotto quest'ottic=
a tra=20
      calcoli logici e ragionamenti di senso comune? Agazzi argomenta che =
i=20
      calcoli logici=20
      <P><SMALL>...non <I>descrivono</I> niente in un senso <I>empirico</I=
>,=20
      anche se descrivono qualcosa in un senso assai pi=F9 profondo, ossia=
=20
      descrivono il modo in cui il pensiero umano si muove e scava dentro=
=20
      l'orizzonte della <I>verit=E0.</I></SMALL>=20
      <P>&nbsp; &nbsp;La base descrittiva di un calcolo logico, che ne=20
      giustifica la normativit=E0, =E8 infatti la nozione di conseguenza l=
ogica,=20
      <I>non </I>il ragionamento di senso comune. <I>La logica opera una=20
      idealizzazione del ragionamento di senso comune</I>, nel senso che d=
i=20
      esso, attraverso un processo astrattivo, costruisce una rappresentaz=
ione=20
      idealizzata in cui il nesso di conseguenza logica viene fedelmente=20
      riprodotto. I ragionamenti che vengono posti in atto in diversi cont=
esti=20
      semantici e comunicazionali <I>esemplificano</I>, entro certi limiti=
, la=20
      struttura ideale dei ragionamenti logicamenti corretti. <BR>&nbsp;=20
      &nbsp;Logiche diverse idealizzano forme diverse dell'argomentare, in=
 un=20
      "...continuo <I>adeguarsi </I>a codificare e normare il ragionamento=
 di=20
      senso comune." La <I>logica rilevante</I>, ad esempio, che mantiene=
=20
      l'obiettivo della logica classica di esplicitare la relazione di=20
      conseguenza logica, opera una idealizzazione di diverso tipo, per te=
ner=20
      conto di quelle connessioni di significato tra premesse e conclusion=
e che=20
      l'intuizione di senso comune avverte come essenziali.=20
      <P>3. LA PSICOLOGIA =C8 SOLO DESCRITTIVA?=20
      <P>&nbsp; &nbsp;Le riflessioni fin qui condotte, in modo necessariam=
ente=20
      schematico rispetto alla complessit=E0 della prospettiva di Agazzi, =
hanno=20
      messo in luce come la normativit=E0 della logica non equivalga a=20
      convenzionalit=E0. Le varie logiche ricavano infatti dei <I>tipi ide=
ali=20
      </I>dalle argomentazioni concretamente poste in atto, che a loro vol=
ta=20
      esemplificano diverse idealizzazioni, cos=EC come qualunque oggetto=
=20
      individuale esemplifica diversi concetti, per loro natura rappresent=
azioni=20
      idealizzate. La logica matematica, se intesa come logica del ragiona=
mento=20
      matematico <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#16=
"=20
      name=3D16a><SUP><SMALL>(16) </SMALL></SUP></A>, non esaurisce dunque=
=20
      l'orizzonte della logica: si potrebbe anzi dire che ne =E8 solo un c=
apitolo,=20
      dato che l'ambito dell'argomentare corretto sopravanza quello=20
      dell'argomentare matematico. <BR>&nbsp;&nbsp; Si tratta ora di veder=
e se e=20
      come le nozioni fin qui analizzate di normativit=E0 e di idealizzazi=
one, in=20
      rapporto al nesso di conseguenza logica, hanno a che fare con lo stu=
dio=20
      del ragionamento dal punto di vista psicologico. Come si =E8 visto, =
questo=20
      viene qualificato come descrittivo, in quanto cerca di rispondere a=
=20
      domande sul "<I>come </I>ragioniamo?", quotidianamente, in contesti=
=20
      diversissimi di significato e di comunicazione, al di fuori da ogni=
=20
      competenza specifica. Nello stesso tempo, per=F2, la psicologia del =
pensiero=20
      - una delle aree in cui si =E8 suddivisa la ricerca cognitiva contem=
poranea=20
      - concentrandosi inizialmente sul ragionamento deduttivo ha dovuto f=
are i=20
      conti con il quadro concettuale elaborato dalla millenaria tradizion=
e=20
      logica. Ne =E8 derivata l'assunzione in ambito psicologico delle nor=
me del=20
      ragionare logicamente corretto, dalle quali viene studiata la devian=
za,=20
      generando -pi=F9 che una psicologia del ragionamento quotidiano - un=
a=20
      psicologia dell'errore rispetto ad una supposta (come innata o in qu=
alche=20
      modo appresa) competenza logica ideale <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#17=
"=20
      name=3D17a><SMALL><SUP>(17)</SUP></SMALL></A>. <BR>&nbsp; &nbsp;Nell=
a=20
      rimanente parte di questo lavoro, si cercher=E0 dunque di riflettere=
 sulle=20
      possibili distorsioni dell'interazione tra una normativit=E0 di tipo=
 logico=20
      e lo studio psicologico del ragionamento di senso comune. Proseguend=
o=20
      l'analisi della nozione di normativit=E0 e in accordo con quanto gi=
=E0 detto,=20
      risulta evidente che <I>qualunque scienza opera un certo tipo di=20
      idealizzazione sulla realt=E0</I>, nel momento stesso in cui procede=
 a=20
      descriverla attraverso un processo di astrazione che ne filtra alcun=
i=20
      aspetti e rende possibile la costruzione di concetti. Senza voler al=
ludere=20
      ad una prospettiva platonizzante, <I>il concetto =E8 un costrutto=20
      ideale</I>, le cui caratteristiche definitorie vengono solo parzialm=
ente=20
      realizzate dagli oggetti concretamente esistenti che lo esemplifican=
o ( e=20
      che, come si =E8 detto, esemplificano anche altri concetti). L'<I>as=
petto=20
      normativo</I> corrisponde alla esplicitazione delle propriet=E0 che =
gli=20
      oggetti <I>debbono</I> soddisfare per rientrare nella classe=20
      corrispondente all'estensione del concetto. <BR>&nbsp; &nbsp;Tornand=
o alla=20
      psicologia del pensiero, risulta impossibile descrivere il ragioname=
nto di=20
      senso comune senza che la nostra descrizione abbia implicazioni norm=
ative.=20
      E' infatti per idealizzazione che attribuiamo ragionamenti e li=20
      riconosciamo come tali, prescindendo dai possibili errori e anche da=
 una=20
      ricerca accurata degli stessi, ma non da una caratterizzazione pi=F9=
 o meno=20
      implicita del ragionare rispetto allo 'sragionare'. Quando isoliamo =
il=20
      'patologico' rispetto al 'normale', ci poniamo gi=E0 sotto un'ottica=
=20
      idealizzante. Una psicologia descrittiva, che non fosse anche normat=
iva e=20
      valutativa, non assolverebbe la funzione propria di ogni disciplina=
=20
      scientifica di avanzare spiegazioni e previsioni a proposito di un c=
erto=20
      universo di oggetti (normativamente) definiti attraverso gli strumen=
ti=20
      concettuali e operativi ad essa inerenti. Come Agazzi ha pi=F9 volte=
=20
      chiarito, le 'cose' della realt=E0 quotidiana diventano infatti 'ogg=
etti' di=20
      una particolare scienza attraverso modalit=E0 specifiche di idealizz=
azione=20
      che agiscono come <I>norme costitutive </I>degli oggetti stessi <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#18=
"=20
      name=3D18a><SUP><SMALL>(18)</SMALL></SUP></A>. <BR>&nbsp; &nbsp;Se o=
gni=20
      scienza si occupa dunque delle cose sotto un certo punto di vista, a=
=20
      partire dal processo fondativo di precisare i propri metodi di indag=
ine e=20
      contemporaneamente individuare i propri oggetti, ogni nozione scient=
ifica=20
      viene relativizzata ad un contesto, cio=E8 rispetto al suo universo =
di=20
      oggetti. Questo significa anche che i criteri di idealizzazione=20
      costitutivi dei concetti fondamentali della logica hanno inerenze=20
      normative interne alla disciplina stessa e relative ai suoi propri=20
      oggetti. Da una psicologia del ragionamento ci si aspetterebbero for=
me di=20
      normativit=E0 appropriate a descrivere e a spiegare non tanto e non =
solo la=20
      consequenzialit=E0 logica dell'argomentare di senso comune o le sue=
=20
      fallacie, ma le complesse strategie attraverso le quali le argomenta=
zioni=20
      concrete vengono concluse, si rivelano pertinenti ad un contesto e=20
      persuasive, svolgono comunque un ruolo cognitivo. <BR>&nbsp; &nbsp;U=
na=20
      difficolt=E0 propria della psicologia deriva dal suo essere inevitab=
ilmente=20
      autoriflessiva: da una parte "il soggetto studiato viene sempre in q=
ualche=20
      misura <I>riconosciuto cooperatore </I>nella ricerca" <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#19=
"=20
      name=3D19a><SUP><SMALL>(19)</SMALL></SUP></A>, dall'altra le spiegaz=
ioni=20
      dello psicologo dovrebbero idealmente anche rendere conto della sua=
=20
      attivit=E0 in quanto psicologo. Due diversi livelli di norme entrano=
 cos=EC in=20
      gioco, dato che alla normativit=E0 propria dell'idealizzazione psico=
logica=20
      (che definisce o dovrebbe definire, ad esempio, che cosa =E8 un=20
      'ragionamento di senso comune') corrisponde l'insieme di presupposiz=
ioni=20
      (norme implicite) in base alle quali il soggetto non solo ragiona, o=
=20
      sragiona, ma anche riconosce e attribuisce ragionamenti e 'sragionam=
enti'.=20
      Il rischio diventa quello di confondere i due livelli, attribuendo a=
l=20
      comune soggetto raziocinante una competenza argomentativa ideale, ch=
e=20
      impone il problema di giustificarne l'origine e conduce a situazioni=
=20
      sperimentali controintuitive. Un altro rischio =E8 quello per cui lo=
=20
      psicologo attribuisce a se stesso un punto di vista assoluto di "pur=
o=20
      soggetto conoscente", come se il discorso scientifico sul senso comu=
ne=20
      fosse estraneo al senso comune stesso, invece che uno specifico svil=
uppo=20
      delle potenzialit=E0 di autotrascendenza delle persone, gi=E0 a live=
llo del=20
      senso comune <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#20=
"=20
      name=3D20a><SUP><SMALL>(20)</SMALL></SUP></A>. <BR>&nbsp; A sostegno=
 delle=20
      riflessioni e delle critiche portate avanti fino a questo punto, pre=
ndiamo=20
      in considerazione come caso esemplare il trattamento dei connettivi=
=20
      proposizionali all'interno della <I>teoria dei modelli mentali </I>(=
TMM)=20
      di Johnson-Laird <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#21=
"=20
      name=3D21a><SUP><SMALL>(21)</SMALL></SUP></A>. Questa teoria computa=
zionale=20
      del ragionamento, che ha dato luogo ad un complesso insieme di ricer=
che=20
      sperimentali sulla cui base si =E8 andato ampliando il suo ambito di=
=20
      applicazione, si propone di spiegare quali sono le caratteristiche d=
ella=20
      normale competenza inferenziale e in che modo, anche sistematico, si=
=20
      determinino gli errori. Punto di partenza =E8 la tesi che il ragiona=
mento=20
      "...non =E8 un processo sintattico e formale; esso richiede invece c=
he i=20
      significati vengano compresi e le loro rappresentazioni mentali=20
      manipolate." <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#22=
"=20
      name=3D22a><SUP><SMALL>(22) </SMALL></SUP></A>: La comprensione del =
discorso=20
      produce infatti un <I>modello mentale</I>, la cui struttura corrispo=
nde=20
      alla struttura della situazione descritta; potrebbe dunque essere de=
finito=20
      come una <I>rappresentazione mentale semianalogica di uno specifico =
stato=20
      di cose</I>. <BR>&nbsp; &nbsp;La TMM intende porsi in alternativa al=
le=20
      teorie che ipotizzano l'esistenza di una logica mentale, secondo le =
quali=20
      il ragionamento consisterebbe nell'applicazione di regole di inferen=
za=20
      mentali alle premesse e alla conclusione di un argomento: tali=20
      dimostrazioni implicite (nel caso del ragionamento deduttivo) sarebb=
ero=20
      analoghe alle dimostrazioni esplicite della logica elementare. I mod=
elli=20
      mentali sono invece strutture semantiche, che non contengono variabi=
li; in=20
      essi =E8 anche possibile integrare l'informazione contenuta nelle pr=
emesse=20
      utilizzando la conoscenza generale del mondo disponibile al soggetto=
. La=20
      TMM prevede infatti che le persone facciano assunzioni arbitrarie al=
lo=20
      scopo di costruire un modello, quando la comprensione e il ragioname=
nto si=20
      svolgano con dati incompleti. Dato che il modello mentale =E8 modifi=
cabile=20
      in presenza di nuove informazioni, la teoria =E8 in grado di spiegar=
e la=20
      'non-monotonicit=E0' del ragionamento di senso comune: l'acquisizion=
e di=20
      nuove informazioni pu=F2 indurre cio=E8 a ritrattare una conclusione=
 (in=20
      contrasto quindi con la propriet=E0 di 'monotonicit=E0' di un calcol=
o logico=20
      classico). <BR>&nbsp; &nbsp;Per la TMM il <I>ragionamento=20
      proposizionale</I>, in cui vengono usati connettivi come 'e', 'oppur=
e',=20
      'se...allora', consiste dunque nella costruzione e valutazione di mo=
delli=20
      mentali piuttosto che nella estrazione e manipolazione di forme logi=
che.=20
      Il significato dei connettivi proposizionali potrebbe essere definit=
o=20
      attraverso tavole di verit=E0, come avviene in logica, ma risulta=20
      improbabile che soggetti senza preparazione logica specifica impiegh=
ino=20
      tavole di verit=E0. Secondo Johnson-Laird, ci=F2 che serve =E8 una t=
eoria che=20
      "...riconcilii la semantica delle tavole di verit=E0 con i vincoli=20
      dell'elaborazione mentale, in modo da spiegare la <I>performance</I>=
=20
      umana." &nbsp;<A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#23=
"=20
      name=3D23a><SUP><SMALL>(23)</SMALL></SUP></A>&nbsp; L'obiettivo =E8 =
dunque di=20
      chiarire i processi inferenziali - compreso l'uso dei connettivi - n=
el=20
      ragionamento ordinario, arrivando ad una teoria dell'esecuzione. Que=
llo=20
      che succede, invece, =E8 che la struttura dei possibili modelli=20
      corrispondenti ad una proposizione composta, ad esempio del tipo '<I=
>se p=20
      allora q</I>', viene costruita operando una evidente astrazione da=20
      contenuti particolari e ricorrendo alle propriet=E0 verofunzionali d=
el=20
      connettivo '<I>se...allora</I>'. La manipolazione corretta dei model=
li di=20
      <I>p</I> e di <I>q</I> per costruire il modello della proposizione 
      composta equivarrebbe dunque all'esibizione di una ideale competenza=
=20
      logica. <BR>&nbsp; &nbsp;Se di teoria dell'esecuzione si tratta, la =
TMM,=20
      contrariamente ai suoi intendimenti iniziali, diventa allora una teo=
ria=20
      dell'esecuzione per un ragionatore ideale, in possesso di regole ast=
ratte.=20
      L'esito =E8 contraddittorio, perch=E8 da un lato si sostiene che il=
=20
      ragionamento =E8 un processo semantico, coinvolgente i contenuti del=
le=20
      premesse e il riferimento ad una generale conoscenza del mondo, ment=
re=20
      dall'altro il tipo di razionalit=E0 delineata coincide con la logici=
t=E0, cio=E8=20
      con la capacit=E0 di effettuare deduzioni valide. Sembrerebbe allora=
=20
      necessario ridefinire il concetto di competenza inferenziale normale=
, al=20
      di fuori dei criteri normativi della logica. <BR>&nbsp;=20
      &nbsp;Considerazioni analoghe si potrebbero fare per il modo in cui =
la=20
      teoria interpreta il ragionamento sillogistico: anche in questo caso=
,=20
      l'esecuzione viene giudicata corretta in riferimento ad un insieme d=
i=20
      regole del tipo della sillogistica artistotelica. E' questa una stru=
ttura=20
      fortemente idealizzata, che permette di controllare la correttezza d=
ei=20
      ragionamenti di senso comune solo una volta che siano costretti dent=
ro i=20
      suoi schemi e privati di quelle caratteristiche semantiche e=20
      conversazionali di essi costitutive. Sembrerebbe quindi che la TMM s=
i=20
      proponga non tanto di rispondere alla domanda '<I>come</I> ragioniam=
o?',=20
      ma alla domanda 'ragioniamo come <I>dovremmo</I> ragionare?'.=20
      <P>Concludendo, se per la psicologia del ragionamento si vuole evita=
re il=20
      ruolo limitativo di proporre teorie dell'errore, definito rispetto=20
      all'attribuzione di una competenza logica ideale, occorre che questa=
=20
      disciplina precisi i criteri propri di idealizzazione al fine di=20
      salvaguardare la specificit=E0 dei suoi oggetti. Questa ricerca diff=
icile di=20
      autoidentificazione, che dovrebbe stabilire l'originalit=E0 del disc=
orso=20
      della psicologia rispetto ai pericoli di riduzionismo ad altre scien=
ze,=20
      sembra attraversare tutto l'orizzonte delle diverse teorie psicologi=
che.=20
      <P><B>NOTE</B>=20
      <P><SMALL><A name=3D1>(1)</A> </SMALL>Con questa precisazione, colle=
gata=20
      agli scopi e ai limiti di questo lavoro, si intende circoscrivere l'=
ambito=20
      dell'indagine al <I>piano del linguaggio</I>. Non vengono quindi=20
      affrontati problemi specifici del rapporto pensiero-linguaggio, anch=
e se=20
      si pu=F2 dire che il ragionare abbia un versante mentale e un versan=
te=20
      comportamentale. Inoltre il versante comportamentale si esprime non =
solo=20
      attraverso il linguaggio, ma anche sul piano dell'azione, come quand=
o=20
      ragioniamo, o meglio "mostriamo di ragionare", utilizzando correttam=
ente=20
      uno strumento. Anche questo tema, che porta molto lontano, fino ad=20
      esplorare le 'ragioni' in base alle quali agiscono gli animali, vien=
e qui=20
      accantonato. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#1a=
">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SMALL><A name=3D2>(2)</A> </SMALL>Si considera il ragionamento c=
ome=20
      linguisticamente espresso e concluso, sotto l'aspetto quindi della s=
ua=20
      <I>funzione dimostrativa</I>, distinta dalla <I>funzione euristica <=
/I>che=20
      esso assume quando, partendo da premesse assunte come vere o verosim=
ili o=20
      comunque accettate, si ricerca quali siano le conclusioni teoriche o=
=20
      pratiche che =E8 possibile trarne <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#2a=
">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SMALL><A name=3D3>(3) </A></SMALL>Perelman (1981) preferisce chi=
amare=20
      'ragionamento argomentativo' ci=F2 che Aristotele aveva denominato=20
      'ragionamento dialettico'. La sua <I>teoria dell'argomentazione</I>,=
=20
      elaborata negli anni '50 insieme a Olbrechts-Tyteca, recupera l'idea=
=20
      aristotelica di retorica con lo scopo di rivalutare l'uso pratico de=
lla=20
      ragione. Nel corso del presente lavoro, tuttavia, 'ragionamento' ed=
=20
      'argomentazione' (anche 'argomento') sono utilizzati come=20
      interscambiabili, a meno che non siano specificatamente qualificati.=
=20
      <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#3a=
">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SMALL><A name=3D4>(4) </A></SMALL>I tre punti di vista qui consi=
derati=20
      sono in ovvia corrispondenza con la tripartizione=20
      sintassi-semantica-pragmatica introdotta da Morris per lo studio gen=
erale=20
      dei segni. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#4a=
">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SMALL><A name=3D5>(5) </A></SMALL>Cf. Aristotele, <I>I Topici</I=
>, trad.=20
      introd. comm. a cura di A. Zadro, Luigi Loffredo Editore, Napoli, 19=
74 (I,=20
      100 a 25-29). Le opere di Aristotele vengono citate senza alcun=20
      riferimento all'effettivo ordine cronologico di composizione, cos=EC=
 come=20
      risulta dalle ancora controverse indagini filologiche. <SMALL><SMALL=
><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#5a=
">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SMALL><A name=3D6>(6) </A></SMALL>Viene qui sottolineato l'aspet=
to pi=F9=20
      applicativo della ricerca logica, rispetto a quello pi=F9 teorico ri=
volto=20
      allo studio dei sistemi formali e alla ricerca delle leggi logiche.=
=20
      <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#6a=
">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SMALL><A name=3D7>(7) </A></SMALL>Vale la pena di ricordare, a q=
uesto=20
      punto, che in logica i termini 'valido'/'invalido' oppure=20
      'corretto'/'scorretto' qualificano gli argomenti deduttivi, i quali=
=20
      garantiscono in modo assoluto - se validi (corretti)- la verit=E0 de=
lla=20
      conclusione quando le premesse sono vere. Verit=E0 e falsit=E0 posso=
no invece=20
      essere predicati solo di proposizioni, mai di argomenti. <SMALL><SMA=
LL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#7a=
">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SMALL><SUP><A name=3D8>(8) </A></SUP></SMALL>Oltre ad Agazzi (19=
64,=20
      1989), si tiene qui presente soprattutto Agazzi (1986) e il recentis=
simo=20
      Agazzi (1998) in via di pubblicazione. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#8a=
">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D9><SUP><SMALL>(9) </SMALL></SUP></A>Per le citazioni se=
guenti=20
      cf. Kant I., Logica, a cura di L. Amoroso, Laterza, 1984, pp. 10-11.=
=20
      <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#9a=
">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D10><SUP><SMALL>(10) </SMALL></SUP></A>Corsivo nostro.=20
      <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#10=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D11><SUP><SMALL>(11) </SMALL></SUP></A>Cfr. Vassallo (19=
97), che=20
      considera anche il rapporto con una terza domanda collegata alle pri=
me due=20
      - "ragioniamo come dovremmo ragionare?" - nel contesto della tradizi=
one=20
      filosofica inglese in cui =E8 inquadrabile il pensiero di Boole e in=
=20
      riferimento al suo supposto psicologismo. Il complesso tema dello=20
      psicologismo, secondo il quale le leggi logiche sono espressione di =
leggi=20
      psichiche, non viene invece affrontato qui, in quanto l'indagine ver=
te=20
      sulle caratteristiche proprie del punto di vista logico e di quello=
=20
      psicologico, invece che sulle possibili interrelazioni tra i rispett=
ivi=20
      risultati <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#11=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D12><SUP><SMALL>(12) </SMALL></SUP></A>Cfr. Agazzi (1998=
), da=20
      cui sono tratte tutte le citazioni seguenti, a meno che non sia altr=
imenti=20
      indicato. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#12=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SUP><A name=3D13><SMALL>(13)</SMALL></A><SMALL> </SMALL></SUP>Si=
 intende=20
      qui riferirsi alle definizioni 'reali', strumenti concettuali con cu=
i=20
      viene resa esplicita la nostra catalogazione di diversi tipi di real=
t=E0,=20
      contrapposte alle cosiddette definizioni 'nominali', n=E9 vere n=E9 =
false in=20
      quanto stipulazioni linguistiche. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#13=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SUP><A name=3D14><SMALL>(14)</SMALL></A><SMALL> </SMALL></SUP>Pe=
r la=20
      giustificazione di questa prospettiva, diversa da quella qui assunta=
, cfr.=20
      Lolli (1996), in particolare il capitolo su "Il ragionamento".=20
      <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#14=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D15><SUP><SMALL>(15) </SMALL></SUP></A>Cfr. Palladino (1=
998), in=20
      via di pubblicazione, che approfondisce appunto gli stretti legami t=
ra la=20
      matematica e quel settore dell'indagine logica che oggi =E8 denomina=
to=20
      'logica matematica'. Per una riflessione accurata sui due sensi=20
      fondamentali che si possono attribuire a tale denominazione ('logica=
=20
      costruita matematicamente' <I>vs </I>'logica della matematica'), cfr=
.=20
      Agazzi (1986). <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#15=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D16><SUP><SMALL>(16) </SMALL></SUP></A>Se si intende inv=
ece come=20
      'logica costruita matematicamente', allora si tratta della trattazio=
ne=20
      matematica di un settore della logica per cui la preliminare analisi=
=20
      filosofica ha raggiunto un sufficiente grado di esattezza. La logica=
=20
      matematica offre di conseguenza strumenti sofisticati e pertinenti p=
er=20
      trattare problemi logici, come viene chiarito in Agazzi (1986).=20
      <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#16=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SUP><A name=3D17><SMALL>(17)</SMALL></A><SMALL> </SMALL></SUP>Cf=
r.=20
      Mosconi (1990) e (1998), per una analisi dei fraintendimenti derivan=
ti=20
      dall'assumere in psicologia norme della logica e della teoria della=
=20
      probabilit=E0: invece di mettere in evidenza le regole discorsive pr=
oprie=20
      dell'argomentare, le ricerche psicologiche sul ragionamento hanno sp=
esso=20
      dato luogo ad esperimenti organizzati come esercizi logici espressi =
in=20
      linguaggio comune. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#17=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SUP><A name=3D18><SMALL>(18)</SMALL></A><SMALL> </SMALL></SUP>Al=
=20
      rapporto tra 'cosa' e 'oggetto', fondamentale nell'epistemologia di=
=20
      Agazzi, fanno specifico riferimento soprattutto i saggi contenuti ne=
lla=20
      terza parte di questo volume. Cfr. Agazzi (1981), invece, per una=20
      distinzione tra norme costitutive, che identificano oggetti, e norme=
=20
      prescrittive, che corrispondono a imperativi morali e giuridici.=20
      <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#18=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D19><SUP><SMALL>(19) </SMALL></SUP></A>Cfr. Muzi (1981),=
 pag.=20
      117. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#19=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D20><SUP><SMALL>(20)</SMALL></SUP> </A>Questa osservazio=
ne =E8=20
      inquadrabile nella prospettiva generale secondo cui <I>l'evoluzione =
del=20
      senso comune produce la scienza</I>, come anche le riflessioni sulla=
=20
      logica nella sezione precedente hanno indicato. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#20=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D21><SUP><SMALL>(21) </SMALL></SUP></A>Cfr. Johnson-Lair=
d=20
      (1983), (1993) e Johnson-Laird, Byrne(1993). <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#21=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><SUP><A name=3D22><SMALL>(22)</SMALL></A><SMALL> </SMALL></SUP>Cf=
r.=20
      Johnson -Laird (1993), pag.20. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#22=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P><A name=3D23><SUP><SMALL>(23) </SMALL></SUP></A>Cfr. Johnson-Lair=
d,=20
      Byrne(1993), pag. 43. <SMALL><SMALL><A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistem/montecucco.htm#23=
a">(Torna=20
      al testo)</A></SMALL></SMALL>=20
      <P>
      <P><B>BIBLIOGRAFIA</B>=20
      <P>Agazzi E. (1964, 1989), La logica simbolica, La Scuola, Brescia.=
=20
      <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;(1976), "Criteri epistemologici=20
      fondamentali delle discipline <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp;=
=20
      &nbsp;psicologiche", in Siri G. (1976), pp. 3 -71. <BR>&nbsp; &nbsp;=
&nbsp;=20
      &nbsp;&nbsp;(1981), "Il problema della caratterizzazione conoscitiva=
 della=20
      normalit=E0 e <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;della devi=
anza",=20
      in Siciliani O., Muzi P. G., Bianca M. (1981), pp. 19 - 38. <BR>&nbs=
p;=20
      &nbsp; &nbsp; &nbsp;(1986), "La logique et le probl=E8me de la rigue=
ur",=20
      M=E9rites et limites des <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; m=E9=
thodes=20
      logiques en philosophie, Librairie Philosophique J. Vrin, Paris,=20
      <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; pp. 17 - 47. <BR>&nbsp; &nbsp=
;=20
      &nbsp; &nbsp;(1986), "Logica matematica e logica filosofica",=20
      Epistemologia IX, <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; pp. 281-308=
.=20
      <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;(1998), "Normativit=E0 logica e ragio=
namento=20
      di senso comune", in Castellani <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbs=
p; F.,=20
      Montecucco L. (1998).=20
      <P>Agazzi E., Cellucci C. (1981), Logiche moderne, Istituto della=20
      Enciclopedia <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Italiana, Roma, 2=
 voll.=20

      <P>Castellani F. , Montecucco L. (1998), a cura di, Normativit=E0 lo=
gica e=20
      <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;ragionamento di senso comune, =
Il=20
      Mulino, Bologna, 1999.=20
      <P>Girotto V. (1994), Il ragionamento, Il Mulino, Bologna.=20
      <P>Cattani A. (1990), Forme dell'argomentare. Il ragionamento tra lo=
gica e=20
      retorica,<BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Ed. GB, Padova.=20
      <P>Johnson-Laird P. N. (1983), Mental Models, Cambridge Univ. Press,=
=20
      Cambridge.<BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Tr. it. (1988), Mode=
lli=20
      mentali, Il Mulino, Bologna. <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;(1993), =
Human=20
      and Machine Thinking, Erlbaum, Hillsdale, NJ. Tr. it. (1994), <BR>&n=
bsp;=20
      &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Deduzione Induzione Creativit=E0. Pensier=
o umano=20
      e pensiero meccanico, <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Il Mulin=
o,=20
      Bologna.=20
      <P>Johnson-Laird P. N., Byrne R. M. J. (1991), Deduction, LEA, Hills=
dale.=20
      <P>Lolli G. (1996a), Capire la matematica, Il Mulino, Bologna. <BR>&=
nbsp;=20
      &nbsp; &nbsp; &nbsp;(1996b), "Algoritmi e pensieri. I difficili fond=
amenti=20
      della scienza cognitiva", <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Sis=
temi=20
      Intelligenti, VIII, n. 1, pp.7 - 33.=20
      <P>Mosconi G. (1990), Il pensiero discorsivo, Il Mulino, Bologna.=20
      <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;(1998), "Norma logica e regole discor=
sive=20
      nella ricerca sul ragionamento", <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbs=
p;=20
      &nbsp;in Castellani F., Montecucco L. (1998).=20
      <P>Muzi P. G. (1981), "Inerenze normative nella struttura logica del=
=20
      discorso <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; psicologico e=20
      psicopatologico" in Siciliani O., Muzi P. G., Bianca M. <BR>&nbsp; &=
nbsp;=20
      &nbsp; &nbsp; &nbsp; (1981), pp.95 - 130.=20
      <P>Palladino D. (1998), "Ragionamento, logica e dimostrazioni=20
      matematiche", in <BR>&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; Castell=
ani=20
      F., Montecucco L. (1998).=20
      <P>Perelman C. e Olbrechts-Tyteca L. (1958), Trait=E9 de l'argumenta=
tion. La=20
      nouvelle <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; rh=E9torique, Tr. it=
.=20
      (1968), Trattato dell'argomentazione. La nuova retorica, <BR>&nbsp; =
&nbsp;=20
      &nbsp; &nbsp; &nbsp; Torino, Einaudi, 1968.=20
      <P>Perelman C. (1981), "Logica e retorica" in Agazzi E., Cellucci C.=
=20
      (1981).=20
      <P>Siciliani O., Muzi P. G., Bianca M. (1981), a cura di, Normalit=
=E0 e=20
      devianza. <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Analisi epistemologi=
che e=20
      fondazionali in psicopatologia, Franco Angeli Ed., <BR>&nbsp; &nbsp;=
=20
      &nbsp; &nbsp; &nbsp;Milano.=20
      <P>Siri G. (1976), a cura di, Problemi epistemologici della psicolog=
ia,=20
      Vita e Pensiero, <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Milano.=20
      <P>Vassallo N. (1997), "Analysis versus Laws: Boole's Explanatory=20
      Psychologism <BR>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;versus His Explan=
atory=20
      Anti-Psychologism", in via di pubblicazione in History <BR>&nbsp; &n=
bsp;=20
      &nbsp; &nbsp; &nbsp;and Philosophy of Logic, vol. 18, n. 4.=20
      <P>
      <HR>

      <P>Il presente lavoro =E8 pubblicato in: Montecucco L. (a cura di), =
Contesti=20
      Filosofici della&nbsp;Scienza, Brescia: Ed.La Scuola, 1997. Viene qu=
i=20
      riprodotto per cortese concessione dell'Editore.&nbsp;=20
      <P>
      <HR>

      <CENTER><FONT color=3D#ff0000 size=3D4>PM</FONT> <FONT size=3D1>--&g=
t; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/index1.htm">HOME PAGE ITALIANA</A>=
 --&gt;=20
      <A href=3D"http://www.psychomedia.it/pmindex/areas1.htm">ARGOMENTI E=
D=20
      AREE</A> --&gt; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm-news/news1.htm">NOVIT=C1</A> --=
&gt; <A=20
      href=3D"http://www.psychomedia.it/pm/human/epistndx1.htm">EPISTEMOLO=
GIA</A>=20
      </FONT></CENTER>
      <HR>
    </TD></TR></TBODY></TABLE></CENTER></BODY></HTML>
